Nella mattinata di lunedi un uomo ha fatto irruzione nella sede di Un Ponte Per a Roma e ha iniziato a insultare violentemente i presenti, accusandoli di essere «supporter del terrorismo» e di «Hamas». Ha concluso così il suo discorso delirante: «I musulmani che supportate vi taglieranno presto la gola».
Nella sede dell’associazione erano presenti oltre gli attivisti anche diverse ragazze e ragazzi di Scomodo e Redazione Roma che hanno ripreso in diretta l’accaduto. L’uomo parlava in inglese, con accento americano, ha nominato più volte gli Stati Uniti, da cui probabilmente proviene.
“Ma non è questo il punto” – denunciano gli esponenti di Un Ponte per – “La nostra sede è al piano terra, direttamente sulla strada. Esponiamo la bandiera palestinese e altri simboli di solidarietà con i popoli oppressi con cui lavoriamo da decenni. Ospitiamo associazioni, attivist3. Non era mai accaduto prima.
Sappiamo che viviamo in un clima di odio e intimidazione che colpisce prevalentemente chi sceglie di solidarizzare con il popolo palestinese e di denunciare il genocidio in corso a Gaza. Un clima alimentato da chi, da anni, prova a trasformare la solidarietà in una colpa, la critica a Israele in antisemitismo e il sostegno ai diritti del popolo palestinese in un’accusa di terrorismo.
Siamo scioccat3, ma non stupit3. Denunciamo questa aggressione e il clima politico di impunità che la rende possibile. Chiediamo che tutte le istituzioni si facciano carico di questo momento di crisi sociale e politica, che mette in pericolo la libertà di tutte e tutti”.
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