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Milano. “Facciamo luce sui fatti di Rogoredo”

Ieri sera un ragazzo è stato ucciso durante un’operazione di polizia in borghese nei pressi del campo nomadi tra Rogoredo e San Donato Milanese. Stando alle dichiarazioni degli unici testimoni ancora vivi, gli agenti, si parla della presunta presenza di un’arma impugnata dalla vittima ventinovenne, Abderrahim Mansouri.

L’unica cosa certa è che siamo di fronte a un’altra vita spezzata nel quadrante sud di Milano.

Questo dato non può essere normalizzato né liquidato come routine. La dinamica appare quantomeno ambigua, a tratti provocatoria, e i metodi adottati sollevano interrogativi seri: si parla di un intervento in borghese, all’ingresso di un campo nomadi, in orario serale, in una zona già segnata da marginalità, forti tensioni e precedenti gravissimi, per una generica “attività antispaccio” condotta da due agenti.

Parliamo di un’area tutt’altro che casuale: siamo a poche centinaia di metri dal nuovo palazzetto dell’hockey per le Olimpiadi invernali, nel cuore di una zona attraversata da enormi interessi speculativi, tra Corvetto, Santa Giulia e Rogoredo. Un’area già al centro della cronaca per altri omicidi da parte della polizia che hanno coinvolto giovani di seconda generazione.

Vogliamo vederci chiaro e crediamo sia necessario mettere a disposizione tutti gli strumenti per fare luce sull’intera dinamica: dalla progettazione di questa tipologia di controlli alla loro messa in pratica, in un contesto in cui è dichiarato l’obiettivo che interi quartieri vengano “riqualificati” per fare spazio alla vetrina dei grandi eventi, e in cui le marginalità devono scomparire — concetto ben diverso dal “risolverle”.

Infine, non possiamo non considerare che tutto ciò avviene in quello che viene definito il “mondo delle democrazie occidentali”, con gli Stati Uniti come paese autoproclamato capofila: una nazione in cui l’ICE uccide persone a sangue freddo per strada, la stessa che questa città vorrebbe accogliere per le Olimpiadi del 6 febbraio, con la presenza del vicepresidente degli Stati Uniti, Vance, e del segretario di Stato, Rubio.

 

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