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Spiace constatare che il prof Angelo D’Orsi non l’abbia capito: di meno peggio si muore

Le dichiarazioni di Angelo d’Orsi, candidato Sindaco di Torino, pubblicate questa mattina su La Stampa sono inaccettabili, spiacciono non solo perché evidenziano la sua piena adesione alla logica ormai esausta del “meno peggio” e del “voto utile”, ma anche e soprattutto perché sono il tradimento completo dei presupposti della coalizione che lo ha scelto come proprio candidato sindaco e che noi consideravamo imprescindibili per un percorso comune.

Nei mesi di discussioni e incontri fatti prima della costituzione della coalizione una delle basi fondamentali, presa con impegno scritto, era quello di rifiutare la logica del voto utile e di non dare indicazioni di voto al ballottaggio.

Ci aspettavamo maggiore serietà dal professore e che non si rimangiasse in neanche 48 ore ogni accordo preso, ci siamo sbagliati ma su questo non possiamo transigere.

Quelle che si presentano al ballottaggio sono due parti dello stesso comitato d’affari che da decenni si spartisce ogni occasione speculativa nel nostro paese e che ha portato avanti negli anni le peggiori politiche di macelleria sociale peggiorando le condizioni delle classi popolari.

Oggi il Partito Unico degli Affari è ancora più visibile, dato che siede felicemente all’interno del governo di Draghi e di Giorgetti.

La città di Torino vive problematiche sociali fortissime accentuate dalle politiche che il centro-sinistra prima e i cinquestelle poi hanno portato avanti in questi decenni. Politiche in completa sintonia con quelle portate avanti dalla destra, come dimostra il governo della nostra Regione in questi anni.

L’astensionismo record che abbiamo visto in queste elezioni è la trasparente presa d’atto di questa situazione e non sarà affidandosi al meno peggio che si potrà invertire questa dinamica, ma avendo invece il coraggio di dare forza, costanza e coerenza a un progetto radicalmente alternativo.

Ci chiediamo infatti di quale meno peggio stia parlando D’Orsi..

Forse del Partito campione nel buttare intere famiglie in mezzo ad una strada trasformando Torino nella capitale italiana degli sfratti? Che ha amministrato alloggi pubblici, tra Regione e Comune, svendendoli e regalando concessioni a social housing e speculazioni private, esattamente come la Lega continua a fare in questi anni in Regione?

Forse del Partito campione della svendita della sanità pubblica e chiusura di ospedali? Pronto però ad alleanze trasversali per imbarcarsi in nuovi faraonici progetti come l’ospedale di Verduno o del Parco della Salute a Torino simbolo eccellente dello sperpero di miliardi pubblici, di un nuovo avanzamento nella privatizzazione della sanità ma soprattutto della riduzione di posti letto in città.

Forse del Partito, storicamente legato a grattacieli e cemento, ma che oggi si reinventa ambientalista a parole aiutato anche da liste rosa/verdi che sorgono il giorno prima delle elezioni inseguendo le parole di trend su Google?

Partito che ha proseguito nella cementificazione di intere aeree della città, nel regalare innumerevoli nuovi spazi a supermercati (in questo addirittura superati dalla successiva amministrazione Cinquestelle).

Forza politica ferocemente accanita contro il movimento No Tav, che si batte per difendere la proprio terra dalla devastazione e sulla cui forza e determinazione pluridecennale il Partito Democratico e non solo hanno visto schiantarsi le proprie clientele legate all’imprenditoria edile, di fatto dovendo appoggiarsi alla sempreverde repressione giudiziaria nei confronti degli attivisti per provare a limitarne le azioni.

Forse del partito antirazzista nelle dichiarazioni ma che ha votato in Parlamento il decreto Minniti (primo ad avviare la persecuzione nei confronti di Mimmo Lucano) e sostenitore della costruzione di centri di reclusione per migranti come Cpr in ogni grossa città?

Forse parliamo di Stefano Lorusso che nell’amministrazione Fassino si è battuto strenuamente per completare la svendita del servizio di trasporto pubblico Gtt?

La lista potrebbe continuare all’infinito..

Avremmo voluto scrivere altre cose dopo il voto, stavamo prendendo del tempo per capire gli ultimi dati cittadini ma siamo stato superati dal protagonismo del professore.

I voti non sono certo merce di scambio che vanno da una parte o dall’altra in base ad una dichiarazione su un giornale, ma quello su cui vogliamo essere chiari è che ogni voto che abbiamo ricevuto ed ogni nuovo attivista che si avvicinerà rafforza un progetto di lotta e di radicale rottura con tutto questo modello, abbiamo avviato un percorso per costruire un’alternativa reale a questo mondo proiettato verso la catastrofe sociale ed ambientale, non staremo a guardare né a farci svendere.

La politica non è fatta di dichiarazioni, ma si fa nella concretezza della realtà sociale che viviamo ed è per questo che rilanciamo e saremo presenti allo sciopero generale dell’11 ottobre indetto unitariamente dai sindacati conflittuali, per sostenere e rafforzare la lotta di tutti i settori sociali che si stanno mobilitando contro il tentativo di far pagare la crisi economica generata dalla pandemia ai settori popolari.

La strada è lunga ma non presenta scorciatoie, si continua a lottare e a costruire passo dopo passo!

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