Sono stati giorni concitati al Vittorio Emanuele di Palermo, storico liceo antifascista bersagliato dai fascisti palermitani in evidente cerca di attenzione, ma la risposta che hanno ricevuto è una testimonianza di antifascismo militante che fa ben sperare e vogliamo raccontare.
Gli studenti, organizzati con OSA, dopo aver respinto in massa e unitariamente i volantinaggi-trappola dei fascisti la scorsa settimana davanti alla scuola, si sono riuniti in assemblea d’istituto per ribadire che il Vittorio Emanuele è antifascista. Un rappresentante d’istituto del Vittorio Emanuele, membro di OSA, racconta quello che è successo in questi giorni e che ha suscitato anche numerosi mal di pancia tra i fascisti della città, che si sono espressi per mezzo stampa contro la comunità studentesca del Vittorio.
“Durante la settimana scorsa, prima e dopo il 10 febbraio, c’è stato un dibattito dentro la comunità studentesca sul Giorno del ricordo, poiché molti studenti ne hanno denunciato la natura revisionista e di riscrittura della storia. Venerdì 13 febbraio si sono presentati 3 giovani fascisti esterni alla scuola per distribuire dei volantini vecchi, palesemente strumentali e utilizzati per provocare una comunità scolastica, come quella del Vittorio Emanuele, notoriamente schierata e antifascista“.
“Subito gli studenti, assieme ai rappresentanti d’istituto di OSA in prima linea – continua il giovane – hanno risposto organizzando un muro antifascista assieme a docenti e lavoratori della scuola, contestando i fascisti fino all’inizio delle lezioni e respingendo le loro provocazioni. Abbiamo a quel punto rilanciato il dibattito invitando la comunità antifascista del Vittorio a partecipare all’assemblea d’istituto“.
Un’assemblea che è stata un successo di “resistenza”. Il rappresentante di istituto ci ha detto: “martedì 17 si è tenuta l’assemblea d’istituto, con la partecipazione di 400 studenti e di alcuni professori, ed è stata probabilmente l’assemblea più partecipata al Vittorio degli ultimi anni. Il dibattito è durato a lungo e la stragrande maggioranza degli studenti è rimasta fino alla fine seguendo il dibattito con attenzione e coinvolgimento“.
“Tutta l’assemblea – ha concluso – ha rispedito al mittente le minacce e le provocazioni dei giorni precedenti. È tanta la rabbia nei confronti dei fascisti e dei loro gruppuscoli, legati al governo, specialmente dopo il caso dei volantini contro i professori di sinistra“.
Dal Vittorio Emanuele arriva una importante lezione: non bisogna cedere a nessuna provocazione squadrista. Il centrosinistra ha invece lasciato correre, negli ultimi anni. È dunque evidente che l’antifascismo di facciata, in un periodo in cui le apparenti differenze tra chi sta al governo e chi fa una finta opposizione vanno cadendo, va combattuto al pari del fascismo.
Mentre i fascisti, in tempi di crisi, vengono sdoganati in tutto l’Occidente e governano il paese, gli studenti del Vittorio non hanno dimenticato la storia dell’ultimo secolo: i fascisti sono lo strumento della reazione contro le lotte, e quando sono stati legittimati perché ritenuti utili hanno portato al baratro l’umanità. Nella seconda metà del secolo scorso, invece, si sono macchiati di terrorismo, con la complicità dello stato e della NATO, per zittire il movimento operaio.
Oggi, uno dei modi per riorganizzare un antifascismo militante, e che abbia ben presente la natura di classe della reazione fascista, è costruire radicamento nelle scuole, dove è forte infatti il lavoro ideologico delle classi dominanti (basta leggere le linee guida Valditara sull’insegnamento). È proprio nelle scuole che oggi va costruita coscienza e organizzazione, per opporsi davvero al governo Meloni.
Proprio in merito, a margine del racconto sui fatti di Palermo, da OSA ci è stato ribadito che il lavoro che stanno portando avanti nelle scuole è sviluppato “contro il governo di fascisti che ci toglie il futuro“, e “verso la manifestazione nazionale del 14 marzo per il NO sociale al referendum del 22-23 marzo“.
“Il corteo del 14 marzo a Roma in particolar modo – ha aggiunto l’organizzazione giovanile – sarà un’importante scadenza nel paese, verso cui gli studenti e le studentesse si stanno già organizzando con il lavoro scuola per scuola per “bocciare il Governo Meloni e Valditara”“, come vanno ribadendo nelle loro iniziativa in questi giorni.
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