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Sanità: si allarga la distanza tra Sicilia e Nord Italia

L’edizione 2025 del Country Health Profile dedicato all’Italia – frutto della collaborazione tra l’OCSE e l’Osservatorio Europeo sulle Politiche e i Sistemi Sanitari – traccia un quadro delle condizioni di salute della popolazione e del funzionamento del sistema sanitario in Italia.

Da un lato lo studio evidenzia come, nel complesso, l’aspettativa di vita nello Stato italiano (84,1 anni) sia cresciuta, a dimostrazione di un sistema di cura in grado di funzionare. Dall’altro, mette in luce le profonde disuguaglianze persistenti nel sistema sanitario nazionale tra Nord, Sud e Isole.

Prendiamo ad esempio il turnover nel personale medico. In Sicilia oltre il 75% dei medici di base ha superato i 27 anni di attività dalla laurea. Un dato ben superiore rispetto alla media italiana. Ciò comporta che, nel giro di pochi anni, molti dottori andranno in pensione, lasciando scoperti interi reparti e presidi sanitari.

Già oggi, vista la carenza di personale diffusa soprattutto nei piccoli centri, i medici siciliani sono costretti a gestire un numero di pazienti oltre le loro possibilità, generando un rallentamento nell’erogazione delle prestazioni e liste d’attesa infinite.

Non è un caso se sempre più famiglie sono costrette a rivolgersi al settore privato o a spostarsi verso le regioni del Centro-Nord per accedere in minor tempo alle cure.

Un altro dato allarmante riguarda i programmi di screening e le vaccinazioni: la Sicilia, insieme a gran parte del Sud Italia, continua a non raggiungere le soglie minime in ambito di prevenzione, registrando, ancora una volta, livelli inferiori agli standard italiani.

Un problema strettamente legato anche alla mancata capillarità della rete sanitaria, che fatica a intercettare la popolazione target e a fare sì che questa mantenga un rapporto continuo con la prevenzione, soprattutto nei contesti socioeconomici più fragili.

Il divario tra Nord e Sud e Isole, inoltre, emerge nella penetrazione dei farmaci generici: se al Nord la spesa per i generici rappresenta il 40% del totale dei medicinali a brevetto scaduto, nel Sud e nelle isole la percentuale scende al 23%, con costi aggiuntivi che ricadono direttamente sui singoli, costretti a coprire da sé la differenza con i farmaci di marca.

In Italia si vive più a lungo, dunque, ma in Sicilia il diritto alla salute rimane sempre più lontano. Tra medici che mancano, ospedali che chiudono, reparti in crisi e liste d’attesa intramontabili, il rapporto Ue sullo stato di salute rivela le grandi debolezze strutturali della sanità nell’isola: il risultato di smantellamenti, tagli e distribuzione diseguale delle risorse, che hanno trasformato la possibilità di curarsi adeguatamente in un privilegio per pochi.

*sito web d’informazione

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