Nelle scorse giornate sono stati notificati 39 annunci di condanna penale nei confronti di lavoratrici e lavoratori, che durante lo sciopero del 22 Settembre hanno, come in tutta Italia, incrociato le braccia e bloccato tutto.
Come Potere al Popolo abbiamo sostenuto ovunque lo sciopero generale, contro il genocidio a Gaza, contro il nostro governo di collaboratori dello stato genocida, e in favore della Global Sumud Flotilla che in quei giorni stava raggiungendo le coste di Gaza.
Uno sciopero che ha rotto gli argini della passività sociale costruita nei decenni precedenti da centrodestra e centrosinistra, così come dal sindacalismo concertativo.
Un’adesione molto alta, una maturità di contenuti e una disponibilità al conflitto da parte di milioni di persone nel nostro paese: in quei giorni chi vive in Italia ha deciso di astenersi dal lavoro e scendere in strada bloccando fisicamente non solo le città, ma anche le stazioni e gli snodi principali del trasporto merci, mandando un messaggio chiaro al governo, “il popolo è con i Palestinesi che resistono a Gaza”.
Oggi vediamo che la repressione colpisce duramente con provvedimenti di natura tutta politica, chi ha organizzato e animato il conflitto nel nostro Paese. Contro le aggressioni imperialiste statunitense e israeliane che ci hanno portato ben oltre la possibilità di una terza guerra mondiale, e contro questo governo che non si distacca dalle condotte dei suoi alleati genocidi, torneremo ad organizzarci per tornare tutti e tutte in strada.
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