Siamo gli studenti occupanti dell’istituto tecnico agrario a Firenze. Scriviamo questo comunicato per fare chiarezza sui fatti dell’occupazione di lunedi notte raccontati dal preside in modo incompleto ed errato.
È stato raccontato che ad aprire la scuola per lo sgombero sono stati i vigili del fuoco quando invece sono stati gli stessi carabinieri che prima hanno sfondato la porta poi hanno insultato, ridicolizzato e puntato la PISTOLA contro gli studenti che tenevano LE MANI ALZATE, chiamandoli terroristi e trattandoli come tali.
In una scuola queste violenze non sono ammissibili, in un luogo dove i ragazzi dovrebbero sentirsi al sicuro e dove dovrebbero avere gli spazi ed i momenti per esprimersi e comunicare non è ammissibile che vengano puntate ARMI e usato il terrore e la violenza per reprimere le nostre voci. Le stesse armi per cui vengono tagliati 600 milioni di euro all’istruzione, e lo stesso terrore e livello di repressione che utilizza il nostro governo contro chi cerca di esprimere la propria opinione.
I FATTI:
Nella notte tra il lunedì 02 novembre e il martedì 03 novembre gli studenti dell’istituto agrario hanno tentato l’occupazione della propria scuola con il desiderio di unirsi all’ondata di occupazioni studentesche di tutto il paese per avere finalmente una voce ed una posizione che il nostro istituto rifiuta di avere.
Abbiamo evitato di provocare danni nella fase di ingresso, vista una finestra aperta dimenticata dai collaboratori scolastici al 2ª edificio. Abbiamo attaccato lo striscione con su scritto “agrario occupato” per certificare che si trattava di un occupazione e non di un tentato furto, inoltre abbiamo chiuso tutti i cancelli per evitare l’eventuale incursione di persone esterne alla scuola.
Le persone esterne e non autorizzate in questione però sono stati i carabinieri, che senza legittimità hanno deciso, prima di scavalcare la recinzione occupando il giardino e poi hanno iniziato a prendere a calci tutti i portoni dell’edificio creando un livello di tensione e paura altissimi, abbiamo cercato più volte una mediazione che ci è stata sempre negata fino a che i carabinieri, non i pompieri come il preside racconta ai giornalisti, sono riusciti a sfondare una porta minacciandoci di prenderci e insultandoci pesantemente e ripetutamente: “Coglioni venite qui“, “non scappate stronzi vi prendiamo a tutti“.
I carabinieri sono entrati con le pistole puntate contro la nostra faccia mentre eravamo seduti a terra con le mani alzate, ci hanno perquisito a corpo contro il muro con metodi violenti continuando ad insultarci ripetutamente accusandoci di essere come terroristi non curanti delle condizioni psicofisiche degli studenti che si stavano sentendo male per via dei fumogeni dell’allarme e per l’ansia accumulata. Hanno continuato ridicolizzandoci, facendoci indossare maschere non utilizzate durante il fatto e fotografandoci con il proprio telefono personale, riportando le testuali parole “questa me la tengo per me”.
Arrivati in questura le violenze verbali non finiscono anzi si aggiungono atteggiamenti razzisti verso un ragazzo di
origine straniera chiamandolo “etiopico” invece che con il proprio nome.
Le nostre considerazioni
Scriviamo che per noi è una manovra che le forze dell’ordine non avevano il diritto di fare perché speriamo che il preside non abbia dato l’autorizzazione di sgombero, nel caso fosse così consideriamo quest’ultimo incapace di rispondere dei suoi doveri primari come appunto garantire l’incolumità degli studenti e proteggerli.
Lo consideriamo capacissimo però nel terrorizzarci prima durante e dopo i fatti, come ci dimostra da sempre, prima tramite colloqui non preavvisati e senza testimoni, mirati a membri del collettivo, offrendo agevolazioni scolastiche e lavorative in cambio di informazioni sui movimenti di quest’ultimo, durante, tramite la repressione massiccia e ingiustificata contro suoi studenti utilizzando le forze dell’ordine, e dopo insultando e deridendo gli studenti e le loro energie spese mettendo di fatti alla gogna scolastica ragazzi che volevano dire la loro nell’unico modo in cui potevano farlo.
Pensiamo sia doveroso condannare questi atti come estremamente gravi e volti ad un indottrinamento al terrore nel manifestare il proprio dissenso, riuscendoci con alcuni ragazzi che ne sono usciti terrorizzati, senza contare il grosso dispiegamento delle forze dell’ordine eccessivo, mobilitando una decina di volanti tra carabinieri e polizia più due di digos contro 7 studenti minorenni, utilizzando il loro lavoro come sempre per reprimere le idee, le iniziative o le occupazioni dei collettivi studenteschi, dei lavoratori o di chi cerca di fare politica dal basso.
Crediamo che il nostro preside abbia il dovere di informarsi sui fatti successi e crediamo che il suo atteggiamento di indifferenza e di superiorità dopo aver messo in pericolo gli studenti ed aver permesso questo subdolo teatrino terrorizzante sia inaccettabile e vergognoso.
Aiutateci a condividere la verità di ciò che è successo.
Combattete con noi perché tutti subiamo questa repressione e tutti dobbiamo essere uniti per dire BASTA!
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