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Da Napoli a Roma, per il 25 marzo contro Ue, euro e Nato

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Adesione alla manifestazione del 25 marzo.

Raccogliamo volentieri l’appello a partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma il 25 marzo prossimo contro i satrapi dell’Unione europea.

Abbiamo deciso di unirci alle organizzazioni politiche, sindacali e ai movimenti di lotta che sfileranno per le vie della capitale il 25 marzo, perché vogliamo anche noi sottolineare l’ipocrita messinscena dei 28 capi di Stato che compongono l’Ue. Lor signori si incontreranno in un clima repressivo, in una Roma super blindata da migliaia di agenti delle forze dell’ordine bardati in assetto antisommossa per garantire con la forza la celebrazione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma.

I rappresentanti delle istituzioni politiche ed economiche dell’Ue (Commissione e Banca centrale europea innanzitutto), verranno ancora una volta in questa occasione a dire della bontà di questa Europa, nonostante il crescente sfruttamento del lavoro, il tasso di disoccupazione in aumento, l’interventismo militare che ha generato le politiche xenofobe di contenimento dei flussi di immigrati e il terrorismo islamico.

I mas media asserviti ai poteri forti ci stanno raccontando dei problemi di questa Unione e della probabile necessità di una divisione interna tra Stati dominanti e dominati, della necessità per l’Ue di procedere a “due velocità”, ovvero con regole differenti tra un gruppo di Stati forti economicamente e finanziariamente e un gruppo di Stati più deboli. Tuttavia i media parlano di questo 25 marzo come di una giornata da festeggiare. Certamente la festa è sola per i detentori del capitale finanziario, delle multinazionali industriali e delle grandi banche e le loro sovrastrutture che in questi 60 anni hanno accumulato enormi profitti. Ma tutto questo possiamo dire chiaramente che è avvenuto a scapito di centinaia di milioni di uomini e donne delle nazioni europee e dei paesi oppressi. Centinaia di milioni tra operai, dipendenti pubblici, precari, disoccupati, pensionati, ecc. specie con l’acuirsi della crisi mondiale del sistema capitalista globalizzato, si sono visti ridurre le loro condizioni economiche e di vita in modo intollerabile e complessivamente depredati dei loro diritti primari (sanità, istruzione, previdenza, ecc.). Effettivamente per queste centinaia di milioni di soggetti sfruttati non c’è nulla da festeggiare: vista la guerra devastatrice che si è scatenata su di essi per la salvaguardia degli insaziabili privilegi delle classi dirigenti, solo una strada resta da intraprendere, la strada della lotta per ribaltare l’intero sistema di sfruttamento capitalista, la lotta per il potere dei lavoratori e la costruzione del sistema politico-economico socialista.

Questa Europa dei capitalisti che genera solo miseria, repressione e guerra per i lavoratori e tutte le masse sfruttate di sicuro non la vogliamo. Per questa ragione diciamo che l’Ue va combattuta con ogni mezzo e senza tregua a partire dal nostro paese contro il governo Gentiloni, che come i governi precedenti continua ad alimentare la guerra tra i poveri, ad applicare ed imporre sempre con meno democrazia le politiche di austerità accompagnate da misure sempre più securitarie, contro le masse popolari.

Invitiamo per tutto questo le altre organizzazioni politiche di classe, i sindacati conflittuali e di base, i movimenti rivendicativi ad aderire altrettanto con determinazione a questa importante scadenza di lotta politica di rilievo internazionale e a partire da ciò a gettare le basi per la costruzione di un necessario fronte comune di lotta stabile contro le classi sfruttatrici e i loro apparati politici con l’obiettivo generale dell’alternativa economica e politica a questo putrescente sistema.

Napoli, 17.03.17

 

 

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