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Potere al popolo. Oltre il carcere, l’ergastolo, il 41bis, la tortura e tutte le istituzioni totali

Probabilmente molti “compagni” che, in queste ore, si stanno scagliando, con cieco furore, contro l’articolo 15 del programma di “Potere al popolo” (realizzato dopo un mese di assemblee territoriali), non sanno di cosa parlano.

L’articolo 41 bis ha una storia lunga e discende dall’art. 90 della legge di riforma dell’ordinamento penitenziario n. 354 del 1975. Quella norma aveva fini esclusivamente politici e doveva servire a reprimere le proteste per le pesanti condizioni nelle carceri italiane. Le quali, nel corso degli anni settanta, si erano spesso trasformate in rivolte interne. La norma prevedeva infatti che il ministro di Grazia e Giustizia avesse facoltà di sospendere le regole di trattamento e gli istituti previsti dalla legge nell’ordinamento penitenziario, in uno o più stabilimenti e per un periodo determinato per “motivi di ordine e sicurezza”. Una norma che fu usata anche per legittimare efferate forme di tortura finalizzate ad estorcere informazioni ritenute utili, spingere alla delazione i detenuti politici e piegare quelli più combattivi e/o meno ligi alla dura disciplina carceraria dell’epoca.

L’introduzione del regime speciale per i mafiosi ad opera dell’art.19 del decreto 306/1992 avvenne all’indomani della strage di via D’Amelio ed il decreto venne convertito nella legge 356 introducendo l’ art. 41 bis. Il nuovo regime speciale consisteva nella sospensione, in tutto o in parte, delle normali regole di trattamento o degli istituti previsti dall’ordinamento penitenziario. Una norma “emergenziale”, dunque.

Ma siamo sicuri che ad un quarto di secolo di distanza dalle quelle orrende stragi, la mafia e le mafie funzionino come allora e che il 41bis sia servito a qualcosa? Di recente la stessa commissione parlamentare antimafia e diverse inchieste hanno rivelato uno scenario, in cui, all’ombra di vecchie e nuove “emergenze”, il potere mafioso, in questi anni, in realtà, ha continuato ad estendersi sia geograficamente che economicamente, ma soprattutto si è intrecciato in modo ancora più profondo con forze dell’ordine, politici, servizi segreti ed importantissime massonerie ottimamente inserite nei gangli vitali dello Stato.

Recentemente l’ONU ha sollevato dure critiche all’Italia sul regime di carcere duro del 41 bis e lo ha ritenuto, a tutti gli effetti, una forma di tortura. L’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario viene applicato per periodi molto lunghi anche a persone non condannate in via definitiva ed è ritenuto da molti giuristi incostituzionale. Si va di proroga in proroga ed i ricorsi dei detenuti, al vaglio esclusivo del Tribunale di sorveglianza di Roma, vengono sistematicamente ignorati con motivazioni copia-incolla del decreto precedente. Spesso non tengono neppure conto di fatti concreti che rendono il rapporto tra detenuto e associazione criminale esaurito da un pezzo e ciò in barba al fine dichiarato della legge stessa, cioè, spezzare il filo tra i capi detenuti in carcere e le cosche mafiose ed impedire che i loro ordini o i messaggi arrivino all’esterno.

Sapete cosa sono le famigerate “celle zero”? Sono celle completamente vuote, prive di mobili, letti e di qualsiasi oggetto, in cui i detenuti dormono sul pavimento ed in quello stesso spazio sono costretti a fare anche i propri bisogni fisiologici. Ricordo casi di detenuti per reati minori (tipo possesso di modiche quantità di droga) denudati, pestati a sangue, legati e trascinati come bestie nelle famigerate “celle zero”. Episodi analoghi hanno riguardato anche molti detenuti con problemi psichiatrici. Molti di questi detenuti si sono poi suicidati impiccandosi. Dall’inizio del 2009 ad oggi sono morte in carcere quasi 3.000 persone e 1/3 di queste per suicidio.

Quanto all’ergastolo, vi rispondo con le parole di Papa Francesco “L’ergastolo è una pena di morte nascosta”. Le pene devono sempre rispettare la dignità umana e mai diventare forme di tortura. L’ergastolo non risponde al bisogno di giustizia, ma a quello di vendetta e solo per soddisfare, in modo del tutto strumentale la reazione emotiva della “gente”.

L’ergastolo, poi, è anticostituzionale perché è contrario all’articolo 27 della nostra Costituzione che prevede che le pene debbano essere mirate alla riabilitazione. “Fine pena mai” vuol dire: essere condannati a morire in carcere ed essere privati di qualsiasi possibiltàdi riscatto e di futuro. L’ergastolo è antiscientifico perché è ampiamente dimostrato che il cervello ha cellule staminali che possono colmare il vuoto lasciato dalle cellule cerebrali che scompaiono e può, pertanto, rinnovarsi alla stregua di qualsiasi altro organo. Dunque, una persona, dopo 20 anni può benissimo divenire una persona diversa rispetto al tempo in cui ha commesso un qualsiasi reato: si chiama cambiamento e, non a caso, risulta incomprensibile a coloro che ragionano per pre-giudizi.

Possibile che la vostra testa non riesca ad immaginare altro che carcere e torture per chi sbaglia? E se poi era innocente? Si, lo so, Totò Riina ha fatto sciogliere un bambino nell’acido ed io, personalmente, per questo, gli avrei sparato direttamente un colpo alla nuca. Ma poi? Pensate che con ciò si combatta davvero la mafia e le mafie? Colletti bianchi e massonerie mafiose se la ridono. Pensate davvero di costruire una nuova civiltà giuridica su questo? Pensate davvero di costruire una società diversa sulla legge del taglione? Sul carcere come unica forma di pena? Sulle torture? Sulle umiliazioni infinite? Sui metodi mafiosi di Stato?

Dal “non possiamo lasciare i temi della destra alle destre” al prepararsi a fare la fine di Minniti è un lampo, Crozza docet.

Fin tanto che la giustizia saprà essere solo forte con i deboli e debole con i forti, carceri e torture continueranno ad essere – con qualche rara eccezione – un privilegio concesso solo ai poveri disgraziati, agli ultimi, ai poveri, ai senza diritti. I forti, invece, si sa, prima o poi, in un modo o nell’altro, la tela del ragno se la mettono in tasca.

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9 Commenti


  • Enrico Proserpio

    Un bell’articolo, che finalmente fa sentire una voce diversa da quella che vorrebbe sempre maggiori sofferenze e pene più severe per i detenuti. Un solo appunto, se mi permettete, vorrei farlo sulla questione delle “massonerie”.
    La massoneria è un percorso iniziatico che ha lo scopo di perfezionare interiormente la persona e, di conseguenza, l’umanità. Esistono diversi ordini massonici, che spesso non si riconoscono tra loro per divergenze filosofiche. La massoneria non si occupa di politica (anche se non impedisce al singolo massone di farlo) e non si occupa di affari o economia. Spesso certi complottisti (per ignoranza o malafede) definiscono “massoneria” cose che non lo sono come il famigerato gruppo Bilderberg, il quale è un club di ricchi capitalisti e non una loggia massonica, o attribuiscono a questo o quel politico a loro non gradito un’inesistente appartenenza massonica (è il caso di Mario Monti, che massone non è, ma che viene spesso definito tale). Con questo non voglio dire che tutti i massoni siano brave persone. Sarebbe sciocco pensare che un’istituzione che conta milioni di persone in tutto il mondo non abbia mele marce. Non si deve però commettere l’errore di attribuire le azioni di un singolo a tutto l’ordine massonico di cui questo fa parte o, peggio, a tutta la massoneria. Tra l’altro se un massone commette reati viene subito espulso. Allo stesso modo, anche qualora ci fossero intere logge o ordini corrotti, non si dovrebbe attribuire la cosa a tutta la massoneria, ma solo a quella loggia o ordine. Se quindi avete delle prove certe riguardo a queste “massonerie” di cui parlate, scrivete nomi e cognomi dei corrotti in questione e diteci il nome della loggia e dell’ordine di cui parlate. Altrimenti non gettate fango su migliaia di persone oneste (tra le quali molte di sinistra o comuniste) sulla base di pregiudizi infondati. Sono molti, tra l’altro, i pensatori della sinistra che hanno fatto parte di un qualche ordine massonico. Qui mi limito a citare Karl Marx e Michail Bakunin. Sono certo della vostra buona fede e, rinnovandovi la mia stima, spero che queste mie precisazioni siano un’occasione di riflessione e di approfondimento di un tema su cui si dicono, ingiustamente, davvero troppe bugie e cavolate.


  • Franco Burresi

    Non sono assolutamente d’accordo. L’altro giorno mi hanno svaligiato la casa. Dei ladri sono stati presi giorni dopo. Uno di questi è già fuori, agli arresti domiciliari, l’altro tra poco. Del bottino non c’è traccia. Manca solo dare loro la medaglia al valore. La giustizia è forte con i deboli (in questo caso il sottoscritto) e debole con i forti (i ladri). Cambiate articolo, visto che c’è ancora tempo, altrimenti rischiate di perdere voti.


    • Redazione Contropiano

      Ci dispiace per la tua vicenda. Capita a molti e anche a qualcuno di noi. Ma quando pensiamo a quali leggi uno Stato dovrebbe avere ci chiediamo sempre: quale società vogliamo costruire? Una società senza mafie, naturalmente, ossia una società dove lo Stato non ha il diritto di torturare e la pena è commisurata all’obiettivo di rompere il meccanismo che fa riprodurre i reati. La “mano dura” è una vecchia illusione alimentata da quegli stessi interessi che con le mafie convivono benissimo. A volte può essere necessaria, ma un sistema legale fondato su quel principio è reazionario. E’ il potere, infatti, a decidere chi è “il nemico” contro cui indirizzare le paure e la richiesta di “sicurezza”.


  • Giordano Bruno

    Con molta prudenza, chiederei all’autore se può argomentare di più sull’antiscientificità dell’ergastolo. Manca il nesso logico nell’articolo.


  • beppe

    certo che sentire una predica da uno che vuol fare il garantista ma che gli va bene la pena di morte “..gli avrei sparato un colpo alla nuca…” ce ne corre


  • Mariuccio

    La questione ergastolo e 41bis ORA non paga. Datevi/diamoci retta: riparliamone con calma…


  • Crollo Prollo

    Onu e Ue…ma stiamo scherzando…con tutte le guerre e le rapine di interi popoli di cui sono responsabili…la situazione attuale della Libia si deve a lor signori, condannino le carceri libiche se ne hanno il coraggio


  • Andrea Sirigatti

    Sì è vero, ha ragione Giordano Bruno, manca un nesso. Quello fra la possibilità fatto che il cervello possa rinnovarsi alla stregua di qualsiasi altro organo e quello che una persona possa cambiare. E’ quel “dunque, una persona” a non reggere. Le due affermazioni, prese in sé, però sono corrette. L’asserita antiscientificità dell’ergastolo non è dimostrata ma era anche dialetticamente superflua. “Fine pena mai” perché è un abominio giuridico, incostituzionale. Perché è sete di vendetta, volontà di tortura. “Una pena di morte nascosta” e ipocrita. Capisco bene, il compagno Mariuccio, ma mi domando: il tentativo, se non sbaglio, è quello di ridare finalmente voce e rappresentanza a una sinistra che da troppo tempo non vediamo sulla scena politica? Ecco, accingendosi a tanto, si deve partire dall’evitare gli argomenti che cozzano con l’egemonia culturale della destra? Certo, nell’immediato non pagherà, ma questo è solo l’inizio.


  • Saverio

    Io penso che in Italia in qiesto momento ci sia una gran problema di sicurezza (soprattutto nelle periferie delle grandi citta’) e di certezza della pena.
    Da quello che leggo, anche su Facebook, molti, soprattutto della fascia meno abbiente della popolazione, sono esasperati dalla cosa e sembra voteranno a destra.
    Leggendo il programma di potere al popolo e della sinistra in generale, della sicurezza non c’e’ traccia, come se non vi fossero problemi, lasciando il tema solo alla destra.

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