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L’uccisione di Sacko Soumayla è un atto di accusa al clima e alla gabbia imposti al paese

Ancora un odioso omicidio a danno dei braccianti nella provincia di Vibo Valentia, Soumaila Sacko immigrato dal Mali è stato ucciso con un colpo di fucile in testa mentre cercava assieme a due altri compagni di lavoro, Madiheri Drame e Madoufoune Fofana anch’essi feriti, di recuperare delle lamiere da una fabbrica abbandonata per costruire un rifugio nella baraccopoli di San Ferdinando.

Soumaila era un bracciante, regolarmente in Italia costretto a vivere una condizione inumana, sia sul lavoro che per l’abitazione, in una condizione di schiavitù che dovrebbe essere impossibile in un paese considerato civile.

Soumaila ed i suoi compagni erano iscritti ed attivisti dell’Unione Sindacale di Base, che da tempo opera in quella regione per riscattare condizioni umane per migliaia di braccianti, nonostante il silenzio e la connivenza delle autorità che copre le responsabilità dei padrone delle terre.

Ormai da tempo in Italia si sta costruendo una politica di odio razziale, in particolare da parte della Lega e dell’attuale ministro degli interni Matteo Salvini, che sta lucrando i propri successi elettorali con la promozione di una guerra tra poveri ed una generale regressione della nostra società.

L’odio razziale non è il prodotto solo dall’azione irresponsabile di politici come Matteo Salvini, ma anche da una crescente disuguaglianza sociale, foriera della guerra tra poveri causata dalle politiche economiche e sociali dell’Unione Europea ed aggravata dalle scelte sull’immigrazione, come il Trattato di Dublino. Questo infatti impedisce alle migliaia di immigrati che arrivano su barconi e con ogni mezzo di fortuna nel nostro paese di recarsi in altri Stati dell’Unione Europea, facendo crescere la tensione sociale in Italia ed alimentando la xenofobia; e questo è avvenuto con l’accordo dei nostri governi che hanno sottoscritto anch’essi il trattato di Dublino.

Impedire la libera circolazione degli esseri umani nella “democratica” Unione Europea non è stata una svista, ma un modo per mettere a disposizione degli imprenditori del nostro paese forza lavoro a basso costo, sfruttabile perché ricattabile, e per trovare un “responsabile” del crescente disagio sociale prodotto invece dalle regole che vigono nella “gabbia” dell’Unione Europea.

Per tutto questo l’omicidio perpetrato a Vibo Valentia non è stato un incidente, ma il prodotto di scelte politiche che diverranno ancor più pericolose con il governo Lega/M5S; il quale, avendo accettato i diktat dell’UE, per mantenere il consenso elettorale non potrà fare altro  che incentivare il razzismo e la guerra tra poveri.

Per contrastare questo governo e queste politiche la “Piattaforma Sociale Eurostop” – aderente a Potere al Popolo – sostiene lo sciopero dei braccianti promosso dall’USB per la giornata di oggi, 4 giugno, e sarà in piazza sabato 16 giugno aderendo all’appello alla mobilitazione della Federazione del Sociale dell’USB.

Lunedi 4 Giugno 2018

Piattaforma Sociale Eurostop

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