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Cuba. Approvato il “piano” più importante degli ultimi anni

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Il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, che si è svolto nel 2011, si è concluso con la forte convinzione e determinazione a “migliorare il sistema socialista e a non permettere mai il ritorno del regime capitalistico”, provvedendo all’adozione di importanti misure di aggiustamento e perfezionamento del sistema economico, in una situazione difficile dettata sia da condizioni esterne, quali il permanere del blocco economico statunitense e la crisi mondiale, sia da errori di pianificazione passati.

Tali aggiustamenti sono stati, dall’esterno, superficialmente additati come uno snaturamento del carattere rivoluzionario della transizione socialista, dimenticando che la soggettività rivoluzionaria non può mai prescindere nel suo operato dalle condizioni storiche oggettive.

Per questo le attuali scelte di attualizzazione del modello socio-economico della pianificazione socialista, non possono prescindere dalle tendenze presenti oggi nel mercato e dagli effetti devastanti della crisi sistemica del capitalismo. Questo non significa affatto abbracciare l’idea del socialismo di mercato, ma come è storicamente accaduto, la necessità di dover usare per periodi più o meno lunghi, categorie mercantili e monetarie nel passaggio storico dal capitalismo al socialismo.

Dalla chiusura dell’ultimo Congresso e Conferenza del Partito hanno lavorato sull’applicazione concreta delle Linee di perfezionamento socio-economiche non solo il il Partito Comunista e il Governo cubano, ma soprattutto le organizzazioni sindacali e le strutture economiche e sociali del Paese, e su tali basi il 13 dicembre scorso il Parlamento cubano ha approvato il Piano economico per il 2013. Presentato dal Ministro dell’Economia e Pianificazione, Adel Yzquierdo, esso segue le linee guida indicate dal VI Congresso del Partito Comunista Cubano del 2011, in particolare quelle relative alla politica macroeconomica e fiscale, al fine di aggiornare il modello socio-economico del paese caraibico, per una maggiore efficienza e produttività.

Da un’analisi dell’andamento economico dell’anno che sta per terminare , in relazione al 2011, la maggior parte delle attività hanno registrato risultati superiori di quelli raggiunti nell’anno precedente in linea con la politica di promozione dello sviluppo della sfera produttiva a supporto dei servizi sociali gratuiti per tutti i cubani, che hanno mantenuto lo stesso livello di efficienza del 2011.Nonostante questi miglioramenti, in alcuni campi non si sono raggiunti i risultati programmati, ma si è comunque riuscita a mantenere una correlazione positiva tra la crescita media dei salari e della produttività, obiettivo che contribuisce a rafforzare l’equilibrio finanziario nazionale.Il piano economico per il prossimo anno prevede una crescita del PIL del 3,7%, valutato come un obiettivo modesto ma importante se si tengono in conto fattori esterni quali la crisi economica mondiale, il perdurare del vergognoso blocco economico imposto dagli Stati Uniti e l’aumento dei prezzi degli alimenti e delle risorse energetiche.

 Il primo gennaio 2013 entrerà in vigore la nuova legge Tributaria sul sistema fiscale che prevede l’introduzione di imposte in linea con le priorità di sviluppo del Paese. Tali imposte sono determinate sulla base dei principi di universalità ed equità e in base alle capacità economiche delle istituzioni o dei soggetti che dovranno farvi fronte, ciò vuol dire che nessuno sarà esente dal pagamento delle tasse ma che il calcolo di queste dipende dal reddito e dai beni di proprietà.Il Presidente Raul a tal proposito ha sottolineato la necessità che i diversi settori della popolazione comprendano profondamente che le imposte e gli altri contributi al bilancio sono uno strumento chiave per la politica economica del Paese, così come la formula della redistribuzione del reddito nazionale. Sarà importante diffondere tale consapevolezza attraverso programmi educativi e i mezzi di comunicazione, affinché si generi nella popolazione una cultura delle imposte che incrementerà a sua volta la funzione redistributiva del reddito.

Nonostante l’introduzione di alcune imposte, sempre nel rispetto del principio “da ognuno secondo le proprie capacità, ad ognuno secondo il suo lavoro”, dal piano economico approvato non mancheranno le risorse per garantire i livelli di attività base previsti per i settori sociali. Il bilancio dello Stato prevede inoltre riserve e fondi maggiori del 2012 per far fronte ai danni provocati da disastri naturali o eventi non previsti. Sarà, infine, incrementato il Fondo di Sviluppo che sosterrà la decisione del Governo di stimolare il settore produttivo allo scopo di garantire un aumento della produzione nel settore agricolo e ridurre così le importazioni, soprattutto quelle alimentari, che sono ancora troppo alte e onerose per il Paese, anche a causa dell’aumento dei prezzi di mercato internazionali in piena crisi economica mondiale.

Tra i compiti che si pianificano per il 2013 c’è la ristrutturazione iniziale del mercato all’ingrosso, aspetto che, come ha spiegato Marino Murillo , vicepresidente del Consiglio dei Ministri, permetterà di garantire maggiori rifornimenti per il paese. Tra le altre questioni si prevede che il commercio all’ingrosso lo possano realizzare persone giuridiche e naturali. Inoltre i produttori potranno vendere a prezzi di domanda e di offerta le produzioni e i servizi eccedenti, dopo aver rispettato gli impegni previsti nel Piano.

Le altre novità per l’adeguamento del Paese al momento storico contingente sono state illustrate nel Consiglio dei Ministri tenuto il 21 dicembre, dedicato ai temi centrali per continuare nell’attuazione del modello economico cubano, analizzando l’andamento nel 2012 e le sue proiezioni per il nuovo anno. Dal primo trimestre del prossimo anno il Governo Cubano inizierà a condurre sperimentazioni per nuove modalità organizzative di imprese statali che metteranno alla prova le tecniche moderne nella gestione delle entità produttive e di servizi, con una maggiore autonomia, al fine di aumentare le loro prestazioni e l’efficienza. I dirigenti delle imprese produttive avranno maggiore autonomia ma non potranno esercitare la loro autorità in contrasto con la legislazione vigente, in tal senso una maggior flessibilità non vorrà dire eliminare le regole esistenti per il commercio di certi prodotti e le prestazioni di alcuni servizi.

In tal senso si è espresso il Ministro per le Industrie, Salvador Pardo Cruz, quando, a proposito della necessità di dar maggior vitalità alla legge sul riciclo in vigore dal 1975, ha dichiarato che in tale settore si sperimenteranno nuove forme non statali di gestione del recupero di materie prime. In via sperimentale per le zone di San José de las Lajas e Artemisa si formeranno cooperative per il recupero dei materiali riciclabili e se ne sarà verificata la validità, tali esperimenti si estenderanno a tutto il Paese.

Tali nuove forme di cooperazione saranno sperimentate massicciamente anche in campo agricolo nella campagna cubana, dopo che varie misure sono state approvate per rimuovere gli ostacoli che hanno appesantito in passato la gestione delle unità di base di produzione cooperativa, indipendentemente dal tipo di proprietà.

Tutto ciò che facciamo è finalizzato alla salvaguardia e allo sviluppo di una Cuba socialista sostenibile e prospera” ha dichiarato il presidente Raúl Castro Ruz, nel discorso tenuto per la fine dell’ultimo Periodo Ordinario della Settima Legislatura dell’Assemblea Nazionale, ricordando che tale obiettivo è l’unica garanzia per conservare l’indipendenza e la sovranità nazionale raggiunta dopo tanti anni di lotta.

Come ha informato Marino Murillo, sono stati fatti enormi progressi, inoltre, anche negli studi per l’unificazione monetaria e del cambio. Ricordiamo che, come emerso dal VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, uno degli obiettivi fondamentali del piano di perfezionamento del modello socio-economico è arrivare ad eliminare, per attenuare gli effetti negativi che si sono creati nel tempo, la doppia circolazione di moneta. Tale passaggio non può essere attuato per decreto, prescindendo dal necessario incremento dell’efficienza produttiva, perché ciò determinerebbe una fortissima crescita dell’ inflazione, con un conseguente generalizzato e insostenibile aumento dei costi.

I compagni cubani sono ben consapevoli del ruolo delle alleanze internazionali come strumento di rilancio socio-economico; per tale motivo nel discorso del Presidente Raul non poteva mancare un forte richiamo al processo rivoluzionario bolivariano in corso nei Paesi dell’ALBA, ricordando inoltre che il prossimo anno Cuba assumerà la presidenza della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), motivo di grande onore e grande responsabilità per il Paese.

Nonostante tutte le difficoltà e pericoli, la Nuestra America persevera nei suoi obiettivi di indipendenza, sovranità, sviluppo e integrazione, sapendo che senza la giustizia sociale e una più equa distribuzione della ricchezza non sarebbe possibile conservare tali risultati “(1), ha continuato il Presidente.

Rafforzare le relazioni internazionali politico-economiche è necessario per superare le difficoltà dell’attuale fase della transizione al Socialismo del XXI secolo che, come storicamente accaduto in questi lunghi decenni di eroica resistenza cubana, implica necessariamente di convivere con il mercato e le relazioni monetario-mercantili, senza con questo accettare e praticare il modello di “socialismo di mercato”, anzi continuando nella propria specificità rivoluzionaria socialista e attuando sempre capacità anche di autocritica nel superare limiti e contraddizioni..

La fine di un’epoca troppo assistenzialista per Cuba e la necessità di dare grande impulso alla produttività del lavoro e all’efficienza socialista, stanno a dimostrare che anche in situazioni di difficoltà estrema, il socialismo riesce a rettificarsi senza scegliere la strada del capitalismo, attuando così una modernizzazione tutta indirizzata a dare forza al percorso socialista nel pieno della crisi sistemica capitalista.

La situazione attuale e di rielaborazione e attualizzazione della pianificazione socio-economica che sta vivendo la Grande Isla deve ricordarci che il socialismo non è un’ideale che deve sottomettere la realtà e per questo non si costruisce e sviluppa su basi immaginarie, ma all’interno delle contraddizioni e difficoltà che il contesto storico e la situazione oggettiva pongono, superandole nel movimento reale della transizione socialista.

Cuba rivoluzionaria e socialista ha dato impulso e direzione ai processi di costruzione del socialismo nel XXI secolo nel continente Latinoamericano, e rappresenta un esempio costante per tutti i popoli che lottano per la giustizia e la libertà.

I comunisti, i rivoluzionari, le forze democratiche e progressiste, e l’intera umanità hanno un debito permanente verso la Rivoluzione, il Popolo, il Partito Comunista di Cuba e i suoi dirigenti.

A oltre mezzo secolo di distanza, in questo anniversario dei cinquantaquattro anni della Rivoluzione Cubana. la sua vitalità e la sua capacità propulsiva è ben visibile nello storico processo di cambiamento, in alcuni casi socialista rivoluzionario , in altri progressista e di democrazia partecipativa,in corso nel continente latinoamericano e nel riferimento costante che rappresenta per i militanti comunisti e antimperialisti in tutto il mondo

* Associazione e Rivista NUESTRA AMERICA

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