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Incendi. E’ cominciato il gioco dei finti tonti

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Tanti numeri, molte parole, comunicati congiunti. Generali, capi della polizia, capi dipartimento ci raccontano che l’Italia va in fumo ma la macchina è perfetta e siamo più sicuri rispetto agli anni passati.
Nessuno entra però nel merito della disposizione di servizio, rivelata da Usb e che si può leggere qui di lato, che vieta di fatto agli ex forestali diventati carabinieri di intervenire contro gli incendi boschivi. Il generale Tullio Del Sette, comandante dell’Arma, si limita a dire che i carabinieri vogliono rimanere al di fuori delle polemiche di parte.
Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, rivendica per parte sua che in Italia c’è la flotta di Canadair più grande del mondo. Certo, si confonde sui numeri, ma con questo caldo a chi non capita? Dice che ne abbiamo 19, ma alla Protezione Civile ne risultano 15 e la campagna Aib 2017 ne conta 16.
Nessuno si espone sul vero problema creato dalla riforma Madia, di cui quel documento è la prova provata: la forestale non c’è più. Gli ex “verdi” ormai diventati “neri” o “rossi” a seconda del passaggio ai carabinieri o ai vigili del fuoco non ricevono alcun segnale di interesse da parte delle istituzioni.
Del Sette magnifica un +40% di controlli e 11 arresti in flagranza. Ma come vengono fatti questi controlli, se nell’ultimo mese è bruciata una superficie di 26mila ettari, pari a quella andata in fumo in tutto il 2016?
Il comunicato congiunto Protezione Civile, Vigili del fuoco, Soccorso Pubblico e Carabinieri ammette che sì, gli elicotteri che erano della Forestale sono in fermo manutentivo obbligatorio. Tutti insieme?
Ognuno ha comunque avuto ciò che voleva. La Protezione civile la sua calamità, i carabinieri il controllo sulla sicurezza ambientale e settemila armati in più, le regioni la competenza sugli incendi boschivi, i privati la prevenzione e il cerino finisce in mano ai vigili del fuoco. Non manca nulla. Speriamo che piova.

Leggi anche l’articolo de Il Fatto Quotidiano su questo argomento

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