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“Daniel Blake”, la lotta di classe al contrario

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Leggero e veloce come il taglio di una affilatissima lama di rasoio, "Io sono Daniel Blake" di Ken Loach incide nel profondo della coscienza democratica di ciascuno di noi.
Un film di una potenza politica tale da non rendere necessari comizi, non fa proclami, rifugge la propaganda.
Mentre lo spettatore si commuove delle vicende umane, la ferocia banale della burocrazia neoliberista sbriciola i diritti, calpesta la dignità, umilia le persone.
Ken Loach ci sbatte in faccia, con cura e con una maestria che toglie il fiato, come il nuovo welfare sia diventata una istituzione totale, specializzata nel prendere in carico chi oltrepassa la soglia della povertà per scaraventarlo in fondo al baratro della disperazione e della solitudine, in fondo fino alla disperazione autodistruttiva.
Non perdete la visione di "Io, Daniel Blake". E quelle parole che vi si stamperanno nella memoria: "sono un cittadino, niente di più, niente di meno".

Nota a margine: il noto regista Ken Loach è un iscritto all'Usb. Il suo ultimo film, Palma d'Oro a Cannes, è uscito in Italia il 21 ottobre, proprio il giorno dello sciopero generale contro il governo Renzi (red.)

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