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Belgio: proibito manifestare contro l’austerità

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Movimenti sociali, sindacali, forze politiche hanno convocato manifestazioni contro la cosiddetta austerità imposta dall’Unione Europea in varie capitali europee. Promosse da una coalizione di soggetti denominata “Per una primavera europea” e formata da organizzazioni di 13 diversi paesi.

Ma, paradossalmente, a Bruxelles, capitale per ora virtuale del continente, la Polizia ha vietato il corteo. Per quale motivo? Per ‘mancanza di fondi’ (!). Vietato manifestare contro l’austerity, causa austerity.
Una motivazione che è definita ridicola è offensiva dai promotori dell’iniziativa. “Rivendichiamo il diritto di riunione e di esprimere la nostra opposizione agli attacchi dell’Unione Europea al lavori e ai servizi sociali e pubblici dai quali dipendiamo” ha denunciato al quotidiano spagnolo Publico Pascoe Sabido, membro del Corporate Europe Observatory. Che ha annunciato il ricorso alle vie legali contro la proibizione a sfilare per le vie della capitale belga.

“Da tre anni ormai l’Unione Europea ha risposto alla crisi con politiche di tagli e austerità che stanno smantellando il welfare europeo” ha spiegato Sol Trumbo Vila, coordinatrice del gruppo ‘Per una primavera europea’.”Mentre la disoccupazione e la miseria crescono in tutto il continente e l’appoggio popolare all’austerità sparisce, la resistenza sta aumentando e continuerà a farlo nei mesi e negli anni a venire” ha aggiunto.

Per cercare di bypassare la probizione a sfilare domani in corteo per le vie del centro di Bruxelles, gli organizzatori della protesta pensano di convocare una manifestazione-assemblea nel Parco del Cinquantenario, vicino alle sedi delle istituzioni europee. Dove i leader dei 27 paesi membri dell’UE si riuniranno per il vertice di marzo. Vogliamo denunciare, dicono i coordinatori della protesta “l’enorme taglio dei diritti sociali, gli attacchi costanti ai diritti dei lavoratori europei” e le altre conseguenze dei piani di austerità dell’UE e dei singoli paesi.

Anche alcuni europarlamentari aderenti a vari gruppi – da quello della ‘Sinistra Unitaria Europea’ a quello della ‘Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici’ passando per ‘I Verdi, Alleanza Libera Europea’ – si sono uniti alla denuncia contro la proibizione giustificata dalle autorità con ‘la mancanza di risorse’. “L’amministrazione di Bruxelles dovrebbe trovare le risorse economiche per permettere ai cittadini di poter esercitare il loro diritto a manifestare e alla libera espressione” hanno affermato alcuni parlamentari di Strasburgo, in particolare della spagnola Izquierda Unida e della greca Syriza.

Viene da domandarsi se non sarebbe il caso di manifestare lo stesso, contravvenendo a ingiusti e peregrini divieti, piuttosto che rinchiudersi in un parco di Bruxelles.

Intanto oggi alle 13 è partita un’altra manifestazione, indetta dai sindacati, contro i licenziamenti e le politiche economiche del governo belga. Circa 15 mila persone, attivisti di organizzazioni sociali e comitati territoriali ma anche tanti operai metalmeccanici della Ford, della Caterpillar e di altre fabbriche che stanno licenziando, hanno sfilato in corteo nel centro di Bruxelles. Teoricamente il corteo avrebbe dovuto concludersi intorno alle 14, ma quando la testa è arrivata a destinazione una parte del serpentone, quello formato dal coordinamento Blockupy e da altri movimenti sociali, ha continuato a sfilare in maniera non autorizzata. Arrivando davanti alla sede dell’Ecofin, all’interno della quale hanno fatto irruzione alcune decine di attivisti gridando slogan contro l’austerity, i tagli, le istituzioni finanziarie internazionali. Mentre era in corso un’assemblea la Polizia ha circondato la sede e poi ha fatto irruzione portando via gli attivisti in stato di fermo. (Per maggiori informazioni http://www.dinamopress.it/news/14m-troikagameover-diretta-da-bruxelles).

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