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Gloria Gaitàn. Lettera agli ecuadoregni alla vigilia delle elezioni

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Domenica in Ecuador si vota per il secondo turno delle elezioni presidenziali. Al primo turno il candidato del movimento progressista al governo, Alianza Pais, non ha vinto per una risibile percentuale. Lenin Moreno è atteso domenica da una sfida importante per le prospettive di emancipazione dell'America Latina nel suo complesso. Alla vigilia delle elezioni, una colombiana, Gloria Gaitàn, figlia di un dirigente della sinistra colombiana ucciso dai killer del governo anni fa, ha inviato una lettera aperta agli ecuadoregni. Qui di seguito il testo della lettera di Gloria Gaitàn.

Compatrioti ecuadoregni,

Ormai non figuriamo nelle mappe come uno stesso paese, Colombia ed Ecuador, però lo siamo per storia e destino. Vedo con orrore, con panico, che vari dei miei amici ecuadoregni o che vivono in Ecuador, onesti e combattivi, concentrano i loro sforzi contro Correa, ignorando il pericolo che si avvicina a NOI  con il possibile trionfo di Lasso, per creare il triangolo Macri-Temer-Lasso che immancabilmente aprirà la strada agli interessi più reazionari di oggi.

Da lontano ho varie cose da criticare a Correa, però se vince Lenin – una cosa è una cosa e un’altra cosa è diversa cosa -, non vedremo l’Ecuador che rinnega l’Unasur, o che si allea con il Segretario Generale dell’OEA per soffocare il Venezuela e gettarlo in manos alla reazione. Non vedremo Lenin fare il gioco di Santos nei dialoghi con l’ELN che hanno come proposito smobilitare la guerriglia per lasciare senza protezione i lottatori sociali, come sta succedendo nelle zone dove hanno smobilitato le FARC.

Correa non ha fatto una rivoluzione economica profonda anticapitalista? Sicuramente è così, visto che lo dicono persone oneste e coerenti. Ma forse Lasso permetterà che si avvi la strada della rivoluzione socialista reclamata dagli avversari di Correa?

Ricordo quando vivevo in Cile all’epoca del governo di Salvador Allende. Il Partito Socialista mi ha delegato come segretaria politica del Comitato dei lavoratori di Odeplan (l’ufficio di Pianificazione Economica) e, in quelle interminabili riunioni politiche, il MIR affermava che era meglio un golpe militare per far reagire la gente e non un governo come quello di Allende che serviva da morfina per intontire “la forza rivoluzionaria delle masse”.

Forse il Pachakutik [*], la Conaie [**] e tanti altri credono che il regime di capitalismo selvaggio di Lasso condurrà l’Ecuador a una sollevazione popolare? Si sbagliano. Possono fare tutte le critiche che vogliono a Correa, però, se non si è forgiato un movimento popolare forte durante il suo governo, è responsabilità di quelli a cui compete farlo. In questo dobbiamo essere coscienti e fare autocritica. Se la Colombia è dominata dalla destra è perchè noi, quelli che ci consideriamo sinceramente di sinistra, siamo stati incapaci e altri, che si dicono di sinistra, sono oportunisti ed hanno solo ambizioni personali. La colpa non ricade unicamente sulla destra.

È facile dare tutta la colpa all’avversario, che ne ha molta, certamente. Però non bisogna vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non accorgersi della trave che c’è nel nostro.

Non chiedo scusa per essermi intromessa negli affari dell’Ecuador. L’Ecuador fa parte della mia patria grande. Riconosco di non essere competente circa la situazione politica ed economica ecuatoregna, ma in ogni caso so che l’Ecuador in mano a Lasso sarà un karma per i compatrioti ecuatoregni e un’altra lancia nel cuore della nostra povera patria martirizzata che è la Colombia.

Con affetto e solidarietà,

Gloria Gaitán

22 marzo, 2017

Note.

* n.d.t.: movimento indigeno ecuadoregno.

** n.d.t.: Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador.

-Fonte originale: Colectivo Eugenio Espejo http://espejolibertario.com/?p=2831

(traduzione di Rosa Maria Coppolino)

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