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Prove di forza nella penisola coreana. Pyongyang non si piega, vicepresidente Usa in Corea del Sud

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Un test missilistico nella Corea del Nord, come annunciato dalle autorità di Pyongyang e nonostante le minacce statunitensi,  è avvenuto poche ore dopo la parata militare nella capitale nordcoreana in cui hanno sfilato anche i missili simbolo della deterrenza.  Il presidente statunitense Trump a caldo non ha commentato, rispondendo con un "no comment" fatto circolare tra i media dal capo del Pentagono James Mattis.

Il missile è stato lanciato dalla città di Sinpo sulla costa orientale del Paese alle 17.21 di sabato ora di Washington (gia' il giorno seguente in Corea del Nord). Secondo fonti militari Usa (ma solo secondo loro) il missile sarebbe esploso quasi immediatamente dopo il lancio. I media asiatici confermano che Corea del Sud e Stati Uniti sono impegnati a ottenere maggiori informazioni sul tipo di missile utilizzato.

Il Washington Post riferisce oggi che alcuni esperti militari Usa – tra cui Jeffrey Lewis – si sono detti "sbalorditi per la gamma di armamenti messi in piazza dalla Corea del Nord" in occasione della sfilata militare del "Giorno del Sole"

Parlando in occasione della grande parata militare a Pyongyang per festeggiare il 105mo anniversario della nascita del padre della patria Kim Il-sung,  le autorità nordcoreane hanno criticato il nuovo governo degli Usa sotto il presidente Donald Trump per "la creazione di una situazione di guerra" nella penisola coreana con l'invio di mezzi militari strategici nella regione. Alla parata ha sfilato anche il potente missile a medio raggio 'Musudan',  potenzialmente capace di raggiungere le basi aeree statunitensi a Guam.

E proprio in Corea del Sud è arrivato il vicepresidente Usa, Pence. La visita di Pence intende rassicurare gli alleati statunitensi in Asia nel momento di massima tensione con la Corea del Nord. Il vicepresidente, che è accompagnato dalla moglie e dalle due figlie maggiori, vedrà il premier sudcoreano Hwang Kyo-ahn, che svolge le funzioni presidenziali, dopo l'impeachment della presidente Park Geun-hye in attesa delle elezioni di maggio. Pence, martedì sarà poi a Tokyo, dove incontrerà il premier Shinzo Abe, altro alleato strategico.

Preoccupate per questa escalation le reazioni della Cina: "La guerra potrebbe scoppiare in ogni momento" è il commento del ministro degli Esteri cinese Wang Yi sulla crisi con la Corea del Nord. In un'eventuale guerra tra Corea del Nord e Stati uniti "non ci possono essere vincitori" ha detto il ministro degli esteri cinese Wang Yi, promettendo il sostegno della Cina a qualsiasi tentativo di dialogo tra le parti. "Invitiamo tutte le parti a smettere di provocare e minacciarsi a vicenda e a non permettere che la situazione diventi irreparabile e fuori controllo", ha aggiunto Wang in una conferenza stampa con il collega francese Jean-Marc Ayraul.

Anche la Russia è "molto preoccupata" per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha fatto sapere che "E' con grande preoccupazione che stiamo guardando l'escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie".

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