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Le famiglie greche tagliano le spese perfino sul pane e sul latte

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Un’indagine Nielsen riportata da KeepTalkingGreece offre una nuova, drammatica prospettiva sul  significato del “taglio della spesa” in austerità. La Grecia nella prima metà del 2017 ha registrato un ulteriore crollo delle vendite di beni di consumo essenziali, tra cui gli alimenti di base. Il dato è notevole soprattutto se si pensa che la Grecia era già reduce da quasi un decennio di crisi durante il quale aveva tagliato del 18% la spesa per i generi alimentari.

Traduzione di Henry Tougha per http://vocidallestero.it/

La crisi economica continua a flagellare le famiglie greche, che stentano ad arrivare alla fine del mese – un mese sì, un mese no. Un’indagine condotta da Nielsen rivela una diminuzione nei consumi e, insieme ad essa, la situazione catastrofica di migliaia di famiglie. I greci stanno tagliando le spese su beni essenziali come il pane e il latte. La diminuzione delle vendite di latte nella distribuzione al dettaglio è stata dell’8,6% nella prima metà del 2017.

Le vendite di beni di consumo essenziali continuano a calare, secondo l’indagine condotta da Nielsen sul mercato greco. Le vendite di latte, pane e alcolici sono tra le categorie di prodotti che hanno sofferto il calo maggiore.

Nella prima metà del 2017 la diminuzione delle vendite di latte ha raggiunto l’8,6%, mentre quella delle vendite di pane confezionato è stata del 5,3%.

Anche la vendita di bevande alcoliche ha avuto una diminuzione significativa, con le vendite di whisky calate del 6,8% nel periodo considerato.

Nel complesso il mercato al dettaglio ha perso l’1,1% del valore durante la prima metà dell’anno (facendo riferimento allo stesso periodo dell’anno precedente).

Le tendenze al ribasso più forti si sono registrate nelle vendite di prodotti per la cura personale, scese del 4,4%, e nelle vendite di prodotti per la casa, scese del 3,5%.

Le vendite di deodoranti e pannolini sono crollate rispettivamente del 7,3% e del 7,2%. Tra i beni per la casa sono crollati soprattutto la candeggina (-8,9%) e i tovaglioli (-7,7%).

L’unico settore in positivo è stato quello dei prodotti freschi e sfusi, dove le vendite sono aumentate del 2,0%.

Una precedente indagine di Nielsen aveva mostrato che le vendite di prodotti alimentari in Grecia erano crollate del 18% dal 2009, cioè da quando è iniziata l’attuale crisi economica.

Nel 2009 le vendite di generi alimentari avevano raggiunto un picco, totalizzando 13,15 miliardi di euro.

Tuttavia, dal momento in cui la Grecia è entrata nel primo programma di salvataggio, nel 2010, la domanda di generi alimentari ha iniziato a crollare. La diminuzione è attribuita in parte anche alla chiusura dei piccoli negozi di alimentari e dei minimarket.

P.S. Secondo la nostra opinione il pane confezionato al supermercato è particolarmente costoso, rispetto al pane fresco, dato che una pagnotta al panificio costa tra i 60 e i 70 centesimi [nota di KeepTalkingGreece].

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