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Filibusteria sindacale in salsa emiliana

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Il “pasticciccio brutto” è successo il 2 agosto, giornata di memoria collettiva bolognese, durante il tavolo convocato dalla Prefettura per un confronto ,obbligatorio per legge in caso di proclamazione di sciopero, con l’Unione Sindacale di Base , che rappresenta un cooperativa di facchinaggio, la OLIMPIA, che gestisce una commessa della TNT, circa 30 lavoratori sono iscritti ad USB unica sigla sindacale presente in azienda.

La Cooperativa Olimpia presenta condizioni lavorative vicine al limite dello “schiavismo”“,Sottopagati, senza il diritto alle ferie, con la malattia e l’infortunio pagati non dal primo giorno.
“Siamo sempre di fronte a scatole cinesi, a scatole vuote, a cooperative finte che servono solo a dare un trattamento semi schiavistico ai lavoratori  queste  cooperative avrebbero cambiato spesso nome, ma le persone che le dirigono sono sempre rimaste le stesse” dice Massimo Betti, coordinatore del sindacato di base, e i lavoratori di queste cooperative sarebbero soci solo sulla carta in quanto non sarebbero altro che semplici facchini. Il trucco è presto spiegato: il CCNL della logistica prevede una lunga serie di deroghe per le cooperative.
L’Usb si appella alle istituizioni, al Comune soprattutto, perchè vigili maggiormente in un settore in cui i comportamenti denunciati, le scatole cinesi, le finte cooperative, sono all’ordine del giorno.
Tralasciamo la funzione delle cooperative che tradiscono sistematicamente il loro connotati di solidarismo e di mutualità trasformandosi in società lucrative di capitali in una gestione fuori  dalle regole di una casta oligarchica alla continua ricerca del profitto ad ogni costo,e come affermava pochi mesi prima il Presidente di Legacoop ,Giampiero Calzolari ex sindaco PCI  di Monzuno riciclato a dirigente capitalistico; “a noi non interessano che le amministrazioni siano di centro sinistra o centro destra, quindi se le elezioni le vincesse la Lega, noi parleremo con la Lega” per la serie “con franza o spagna purchè se magna”.
Il tavolo era chiesto da USB e  all’incontro , la Prefettura,dopo una lunga discussione  con le contro parti, aveva aggiornato , con il consenso di USB  , il tavolo al pomeriggio del 2 agosto, mentre la cooperativa si era impegnata ad un confronto specifico alla mattina del medesimo giorno, nel meriggio va in scena una  succulenta  “sorpresa”, un vero e proprio atto di pirateria.
La cooperativa si presenta alla conciliazione in Prefettura con 3 rappresentanti delle segreterie regionali di CGIL,CISL, e UIL pronte a consegnare “chiavi in mano” la loro preziosa firma  per il verbale che avrebbe contenuto i punti ,concordati da USB precedentemente, (ignorando completamente la situazione dei lavoratori all’interno dell’azienda essendo “la triplice” assente dalla cooperativa) escludendo cosi da ogni firma ed obbligando di fatto i lavoratori ad iscriversi ai loro sindacati , tramite l’azienda la quale nei giorni precedenti aveva fatto pressioni a piccoli gruppi per convicere i lavoratori a togliersi da USB e passare alla CGIL, viene in mente la “politica sindacale” che Sergio Leone descrive nel film “C’era una volta in america” dove gruppi mafiosi, al soldo dei padroni, premono su attivisti sindacali per convincerli a desistere alla lotta per diritti sindacali, siamo in questa situazione.

I sindacalisti di Usb hanno protestato per la presenza al tavolo di questi ” tre tristi figuri” ,giunti per regge il codino all’azienda in chiave anti-USB, che con tracotanza hanno voluto addurre di essere stati convocati in Prefettura provocando uno scontro istituzionale , al che la Preffettura li ha cacciati in quanto non erano ne potevano essere stati convocati.
Il tavolo si è chiuso con la firma, da parte di USB, del verbale con alcuni punti a favore dei lavoratori della coooperativa e con un’assemblea dove si mette suul’avviso i lavoratori da possibili colpi di coda degli “sgherri sindacali” (ad esempio una firma di un nuovo contratto individuale accompagnato dalla firma di adesione della CGIL).
Questo episodio ci racconta in quale scenario un sindacato non” conforme ed asservito” al padronato come USB dovrà agire e quali metodi para-mafiosi sono pronti ad entrare in campo contro di esso.
Questa triste vicenda oltre al profilo sindacale, non bisogna dimenticare, si sta giocando sulla pelle di 30 lavoratori e della democrazia reale che oggi si respira sui luoghi di lavoro. L’attacco quindi è duplice contro chi pratica il sindacalismo conflittuale: sul piano delle garanzie sociali e su quelle democratiche.

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