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Metalmeccanici. Dall’assemblea di Bologna il NO al contratto

Il contratto firmato da Fim Fiom Uilm non è solo un contratto pessimo, ma una resa totale alle controparti, l'estensione a tutti del modello Marchionne, la realizzazione dei sogni di Confindustria così come è stato il Jobsact.
Questi giudizi stanno dilagando tra i lavoratori, non appena vengono a conoscenza del testo effettivo del contratto, che Fim Fiom Uilm si guardano bene dal far conoscere. Già diverse grandi aziende, SAME, DALMINE, DANA tra le prime, hanno bocciato l'accordo. E la contestazione ad esso crescerà, ben oltre il referendum senza regole organizzato dai firmatari, man mano che i lavoratori si renderanno conto che quello firmato non è semplicemente un brutto contratto, ma un contratto che cancella i contratti, un contratto che distrugge i diritti.
Abbiamo appena respinto il tentativo di Renzi di smontare la Costituzione, ora dobbiamo darci da fare per impedire che la Costituzione sia definitivamente cancellata nei luoghi di lavoro. Con il contratto appena firmato non c'è più certezza del salario né a livello nazionale né in quello aziendale. Tutto dipende dal mercato. E gli orari, i turni, le ferie, la professionalità, le condizioni di lavoro saranno totalmente sotto il comando dell'azienda con il lavoratore usato come merce consuma e getta. E con i soldi a pensioni e sanità private il contratto appena firmato dà il suo contributo alla distruzione dello stato sociale.
Tutto questo hanno detto in tanti appassionati interventi le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici venuti a Bologna nell'assemblea convocata dalla USB, alla quale hanno partecipato anche delegati della Fiom.
Il contratto firmato da Fim Fiom Uilm colpisce tutto il mondo del lavoro, e per questo tutto il mondo del lavoro dovrà mobilitarsi per combattere l'accordo, renderlo impraticabile. Sarà dura, ma la vittoria del NO al referendum costituzionale dimostra che si può resistere, si può lottare.
Con questo consapevole entusiasmo i metalmeccanici che dicono NO si sono ritrovati a Bologna. Ed io sto, e chiedo a tutti di stare, con loro.

PS: Quanto a Landini c'è una sola cosa da chiedergli. Dovrebbe spiegare perché ha posto la firma ad un accordo che rinnega trenta anni di storia e lotte della Fiom. Ma non credo che lo farà.

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