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Un referendum contro l’inciucio sull’art.81

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Con questo patto si formalizza la gerarchizzazione dell’Europa tra zone centrali e periferiche, e per l’Italia le conseguenze saranno devastanti sul piano economico. Di fatto ci troviamo di fronte ad una super finanziaria che dovrà ridurre di 800 miliardi di euro il nostro debito pubblico nel giro di venti anni. Con una manovra di tale portata, l’aumento della disoccupazione di massa è certo così come l’attivazione della spirale perversa tra recessione e politiche di austerity che ci porterà diritti verso la depressione. Il vincolo di bilancio inserito in Costituzione è un ulteriore camicia di forza che chiude alla possibilità di produrre politiche espansive e di rilancio economico. In Italia la regola d’oro del pareggio di bilancio fu introdotta prima dell’avvento della repubblica da Quintino Sella, lo stesso che per far quadrare i conti inventò la tassa sul macinato determinando le condizioni per una delle più grandi rivolte contadine della nostra storia. Questo processo che le classi dominanti stanno chiudendo senza un’adeguata opposizione ci dice che le politiche economiche dei prossimi governi italiani sono già state decise. Non si tratta però di semplici enunciati o di generici programmi, si tratta di numeri e criteri che se non rispettati daranno origine a sanzioni economiche durissime. I partiti che sono in parlamento hanno una responsabilità diretta nell’aver legato il cappio al collo dell’austerity al nostro paese. Ci troviamo di fronte ad un grande inciucio bipartisan non solo per l’appoggio al Governo Monti e alle sue politiche rigoriste altamente inique, non solo perché è stata data carta bianca al premier rispetto alla firma sovrana da apporre al Fiscal Compact ( la repubblica Ceca non ha firmato ad esempio), ma anche perché alla prima votazione alla camera PD IDV LEGA PDL hanno votato compatti per introdurre il vincolo di bilancio in Costituzione. Una maggioranza talmente alta da superare il quorum dei due terzi ed evitare così il referendum confermativo. Se nella seconda votazione si avranno gli stessi numeri verrà negato al popolo la possibilità di prendere parola rispetto ad una scelta fondamentale che scardina l’intero impianto della nostra costituzione.
Siamo all’anno zero di una nuova stagione politica che tende a cancellare ogni opposizione in nome di un paternalismo reazionario di cui Monti  e Giorgio Napolitano si fanno interpreti. Contro lo svuotamento della democrazia, occorre produrre il massimo dell’iniziativa politica e chiedere che la modifica dell’art.81 della costituzione e la ratifica del nuovo Trattato siano sottoposti a referendum popolare. E’ il popolo italiano che deve decidere del proprio futuro, né Monti, né Merkel, nè Sarkozy!

* controlacrisi.org

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