Menu

Roma. Militare “Rambo” semina il panico nella metropolitana, arrestato un ragazzo

309944 visualizzazioni

Una scena incredibile questa mattina alla stazione Rebibbia della metropolitana B di Roma. Un ventenne entra senza pagare il biglietto.  I militari che ormai da mesi presidiano le stazioni della metropolitana lo seguono fin sulla banchina e gli chiedono i documenti. Il ragazzo risponde che , essendo un civile,  i documenti è tenuto a consegnarli solo a polizia e carabinieri. Arriva il treno, il ragazzo entra nel vagone ma entrano anche i due soldati armati di tutto punto con fucile-mitragliatore. Uno si getta sul ragazzo e cerca di trascinarlo fuori con la forza. A quel punto la sicurezza della stazione blocca il treno e fa scendere tutti i passeggeri.  L’arrivo dei carabinieri avvia una procedura all’apparenza normale. Il ragazzo viene portato in caserma, identificato e poi arrestato con l’accusa di resistenza e  quella decisamente incredibile di “interruzione di pubblico servizio”. Giovedi mattina verrà processato per direttissima.  Il tutto per un biglietto della metro non pagato. Con la metro B che già si ferma un giorno e un giorno no  per guasti tecnici e che oggi è stata fermata per l’irresponsabilità di un militare animato da eccesso di zelo o dalla voglia di rompere la noia dei servizi di piantone armati  nelle fermate della metro, bloccando il servizio e mettendo a repentaglio la sicurezza dei passeggeri con un intervento eseguito avendo addosso il fucile-mitragliatore.

Ma quanto avvenuto oggi a Roma pone diverse domande e tutte inquietanti. Si è trattato infatti di un eccesso di zelo di un soldato che verrà punito dalle autorità militari oppure del cambiamento delle regole di ingaggio per i soldati che ormai da mesi hanno militarizzato le stazioni della metro? In attesa dell’arrivo dei terribili miliziani del Califfo, fino ad oggi i militari sembrano essersi accaniti solo contro immigrati, barboni e adesso “portoghesi” che saltano i tornelli della metro. Già è abbastanza odioso vedere i militari italiani andare ad ammazzare o a farsi ammazzare in Afghanistan, Iraq, Somalia e tra poco in Libia per accettare l’idea di militari “Rambo” sguinzagliati nelle strade, nelle stazioni delle nostre città. Se sono cambiate le regole d’ingaggio vuol dire che il governo italiano la guerra sul fronte interno l’ha già dichiarata ancora prima di mettere in campo quella sul fronte esterno come l’Iraq o come l’intervento militare che si sta preparando nuovamente contro la Libia. Ma se i militari per le strade sono parte della guerra sul fronte interno, con quali occhi dovremo guardarli alla luce di quanto accaduto questa mattina a Roma? Il clima di guerra è inevitabile che produca anche episodi come questi ma sono episodi di militarizzazione quotidiana che segnano un cambiamento di clima pericoloso e inaccettabile.

Vedi anche: http://old.contropiano.org/malapolizia/item/35239-militari-rambo-anche-in-sicilia-contro-i-no-muos

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

25 Commenti


  • Mario

    A fatto bene il militare. Questo articolo è stato scritto da uno dei soliti buonisti del cax pidiota. Si vede da lontano. Così devono essere i militari. Rambo. Contro i parassiti della società ci vuole il polso duro.


  • Fraga

    Caro giornalista mi auguro che tu possa trovarti in quel treno quando un terrorista entra e quel militare lo lascia passare.. perché  quel militare non ha fatto il Rambo contro un passeggero che non ha voluto esibire i documenti!! A volte mi chiedo la colpa di chi è se siamo arrivati a  sentire continuamente queste chiacchiere che servono solo a scrivere un articolo…


  • Giacomo

    I militari hanno fatto bene il loro dovere. E se si fosse trattato di un terrorista… Che ne sappiamo. L'articolista è sicuramente di parte e probabilmente non sa nemmeno che cosa significa difendere il proprio paese e la sicurezza pubblica. 


  • Carlo

    Egregia redazione Contropiano, mi rivolgo a voi, dal momento che l'articolo non è firmato da un singolo, per dire che le regole d'ingaggio non sono affatto cambiate, è l'autore dell'articolo che non le conosce. I militari impiegati nell'operazione Strade Sicure sono degli agenti di pubblica sicurezza e per tanto hanno il diritto di chiedere i documenti a chiunque per identificare. 

    Prima di scrivere corbellerie informatevi meglio. Se non sbaglio il lavoro del giornalista è anche questo: informarsi per informare. O forse voi non siete giornalisti?

    Fossi stato il al posto del militare in questione sarebbe già partita una bella denuncia a vostro carico.

    cordiali saluti.


  • Francesco

    Mi complimento con le persone che attaccano chi ha scritto questo articolo, fate capire quanto siete stupidi e soprattutto molto ignoranti in materia, vi spiego perché questo militare rischia una punizione non da poco. Dovete sapere che i nostri "amati militari che si sacrificano Per la patria" che vedete con strade sicure sono tutti nuove leve, hanno a mala pena il primo anno di addestramento e si stanno facendo ancora le ossa, inoltre proprio perché sono novizi per protocollo le armi in mano sono scariche (i caricatori pieni sono dentro il tattico), e sono sempre accompagnati da un generale (con esperienza) , che potete notare facilmente perché ha solo la pistola, rigorosamente in tasca. Inoltre i militari che sono per strada, NON SONO PUBBLICI UFFICIALI, SONO MILITARI, ESERCITO, E TUTTO UN ALTRO DISCORSO, e non possono intervenire per alcun motivo in qualsiasi situazione che non sia di tipo terroristica, a meno che non ci sia una pattuglia dei carabinieri o polizia presente che gli dia le indicazioni, e questo, ripeto, perché non sono pubblici ufficiali, non è questo il loro compito e non sono addestrati a gestire questo tipo di situazioni, infatti il militare ha uscito la mitraglietta ad un ragazzo disarmato per nulla pericoloso, difronte a un sacco di persone, avete una minima idea che mala figura ci farà il generale di battaglione, sapendo un suo soldato non ha rispettato il protocollo dimostrando inefficienza?  Vorrei anche aggiungere che l'esercito non risponde alla magistratura ma al ministero della difesa e ai vari generali che fanno parte della compagnia, in più non rispondono neanche ad un tribunale civile, ma militare. E per chi si stesse chiedendo quando i militari in strada possono ingaggiare e sono tutelati dalle varie norme previste, possono farlo solo quando sono certi che, per esempio, gli spari che sentono, li stia sparando un terrorista E NON PER ALTRO. (so queste cose perché un mio amico e un soldato di strade sicure)

    Il militare in questione verrà processato per non aver rispettato gli ordini, e comunque il ragazzo quando non gli ha dato il documento ha fatto bene, non sono pubblici ufficiali (sennò si chiamerebbero carabinieri) e non ti possono costringere con la forza. Tuttavia mi dispiace per il soldato, e ovvio che non stava agendo con cattiveria, ma è un soldato deve seguire gli ordini, non fare di testa sua


  • Il dotto

    É evidente che i primi 4 commenti sono stati scritti dalla stessa persona. Stessi argomenti, stessa tecnica, stesso linguaggio, e stessi errori di grammatica nel primo e nel quarto commento.


  • Andrea Venturo

    Tecnicamente è vero che il ragazzo non era tenuto a mostrare il documento. Dal punto di vista legale tuttavia nulla vieta ad un cittadino di domandare ad un altro di mostrargli la carta di identità. Non ha il diritto di chiederlo, ergo l'altro non è obbligato a mostare nulla. Ignoro le regole di ingaggio, ignoro se i militari avessero, tra i loro compiti, quello di perseguire i "portoghesi" e quindi lasciare la postazione loro assegnata per seguire il "criminale" senza dare spiegazioni di sorta… quello che vedo, nella tua invettiva contro quelli che, come me, plaudono al gesto dei due militari, sono alcune incongruenze.
    1) I militari di leva non esistono più dal primo gennaio 2005. Quelli odierni sono soldati professionisti.
    2) Ignoro se il caricatore inserito nel mitragliatore sia vuoto, ma il caricatore c'è.
    3) Se il caricatore è scarico che senso ha puntare il fucile mitragliatore contro un bersaglio potenzialmente armato e pericoloso? O sono scarichi, come tu vai affermando, o sono carichi e l'arma può sparare.
     

    Infine un invito: vedo che rispondere ti è costato un notevole sforzo emotivo. La prossima volta salva il testo della risposta su un file di testo, preparati una tisana al biancospino e dopo un paio d'ore rileggi quel testo, correggi gli errori e invia tranquillamente la risposta. La considerazione, degli altri partecipanti alla discussione, nei tuoi confronti sarà sicuramente superiore a quella che hai ottenuto oggi. Sono certo che le tue conoscenze in materia di italiano sono di gran lunga superiori a quelle che, purtroppo, hai mostrato con questo sfortunato post.
    Cordiali Saluti

    A.V.


  • axbattler

    Ad ogni modo, è un fatto di quasi un anno fa. Chissà come è finita.


  • Avv. Piso

    I militari impiegati in operazione strade sicure possono fermare, chiedere al fermato se è in possesso di  documenti validi nonché trattenere persone in attesa dell'arrivo di Agenti di Polizia Giudiziaria (carabinieri, polizia) che procederà ad accertamenti sull'identità dell'individuo , ciò che non possano fare è arrestare, nel caso ci fosse l'esigenza il fermato ma, da quanto si evince nell'articolo, questo è stato fatto dai CC. L'interruzione dei servizi Metro il più delle volte è data da una male manodopera delle stesse con un servizio mediocre pensalizzato ANCHE dal fatto che molti passeggieri non pagano il biglietto, penalizzando i fondi e sfruttando i soggetti (compreso me) che pagano regolare abbonamento. Ogni persona senza distinzione di sesso, razza e orientamento religioso può essere fermata per accertamenti, questo dato dal fatto che oltre ai terroristi esistono : latitanti, soggetti con obblichi particolari come arresto domiciliare, persone indagate per vari reati, persone che hanno a loro carico un indagine aperta da parte dell'autorità giudiziari. Scavalcare il tornello ha solo accentuato maggiormente la determinazione dei militari a fermare e identicare l'individuo, e il rifiuto dell'individuo ha svaturito un allarme che ha prodotto l'utilizzo di metodi coatti da parte del militare…La dinamica mi sembra abbastanza in regola, quindi ora io domando, VOI CHE AVRESTE FATTO?

     


  • CHRISTIAN MARI

    I militari in servizio nell’Operazione “Strade Sicure” sono qualificati come Agenti di Pubblica Sicurezza. dopo aver seguito dei corsi teorici-pratici specifici.

    L'art. 4 del Testo Pubblico di Sicurezza stabilisce che:

    L'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di ordinare che le persone pericolose o sospette e coloro che non sono in grado o si rifiutano di provare la loro identità siano sottoposti a rilievi segnaletici.

    Null'altro da aggiungere.


  • Stefano Spacchetti

    La legge 125/2008 e successive integrazioni che ha convertito il d.l. 92/2008, recante misure urgenti in materia di pubblica sicurezza, ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l'impiego di un contingente di personale militare delle Forze Armate. Esso è stato posto a disposizione dei Prefetti delle Province comprendenti aree metropolitane e comunque aree densamente popolate, per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili nonché di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia.  L'impiego è stato autorizzato per un periodo di sei mesi, rinnovabile una volta, per un contingente di massima di 3000 unità, che in alcuni periodi della sua attività ha raggiunto le 3500 unità. Al personale della Forze Armate, non appartenente all'Arma dei Carabinieri,  è attribuita la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza, con esclusione delle funzioni di Polizia giudiziaria.

    L'autorità di pubblica sicurezza, nell'ordinamento giuridico italiano, è una entità che si occupa di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.

    Compito dell'autorità di pubblica sicurezza è dunque quello di garantire le condizioni di pace sociale, prevenendo i fattori che potenzialmente la minacciano ed eliminando gli stati di turbativa già in atto.

    Quanto sopra per dire che i militari impiegati dai Prefetti (che decidono sul come e dove) possono fare controlli e arrestare persone che potenzialmente sono o potrebbero essere causa di disordine sociale.

    Documentatevi!


  • Luigi scarano

    Il signor. Francesco, di cui non conosco il cognome, non sa minimamente di cosa parla.. caricatori scarichi, un generale che li accompagna? Ma di cosa parla? Ma cosa dice? I militari in questione sono agenti di pubblica sicurezza, e quindi allo stesso livello di polizia e carabinieri. Se chiedono un documento, possono farlo in tranquillità e soprattutto non rischiano nulla. La persona che si trova di fronte invece è tenuta a mostrarlo, altrimenti rischia e non poco.

    Si informi prima di parlare.

    Ah, beata ignoranza.


  • Vittorio

    Mi dispiace caro Francesco, ma si trova in errore, perché la legge 125 del 2008 ha attribuito al personale della Forze Armate la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza, con esclusione delle funzioni di Polizia giudiziaria, quindi la sua affermazione "Il militare in questione verrà processato per non aver rispettato gli ordini, e comunque il ragazzo quando non gli ha dato il documento ha fatto bene, non sono pubblici ufficiali (sennò si chiamerebbero carabinieri)" non sta in piedi. Prima di dare come al solito addosso all'operato delle forze dell'ordine e delle forze armate ci si potrebbe anche documentare, invece di entrare nel circolo vizioso della credenza popolare del soldato diciottenne senza un minimo di addestramento a cui viene dato un fucile e un caricatore nel "tattico".


  • sergio

    Perchè non pagare il biglietto? A Roma sono esenti

     

     

     

     


  • Davide

    Il deficiente doveva essere trascinato per i capelli fuori dal treno e menato perché i genitori non gli hanno dato abbastanza botte. Entra senza pagare e pretende pure i diritti. La gente va educata. 


  • Alfdimag

    Ogni soggetto che svolge in servizio di pubblica utilità ha il diritto di chiedere i documenti. E il cittadino l'obbligo di identificarsi. Persino il controllore del bus ha questo potere!



  • Giovy

    L’Esercito Italiano conduce l’Operazione “Strade Sicure”, su territorio nazionale, ininterrottamente dal 4 agosto 2008, in virtù della L. n. 125 del 24 luglio dello stesso anno. Il testo di legge, nel dettaglio, prevede che: “Per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio, può essere autorizzato un piano di impiego di un contingente di personale militare appartenente alle Forze armate”. Tale operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso della Forza Armata in termini di uomini, mezzi e materiali.

    Il primo contingente, articolato su 3.000 donne e uomini dell’Esercito Italiano, ha operato a disposizione dei prefetti delle province (comprendenti aree metropolitane e comunque aree densamente popolate) per svolgere servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, inclusa la vigilanza esterna ai Centri di Accoglienza e ai Centri di Identificazione ed Espulsione, che ha assunto notevole importanza stante la portata del fenomeno migratorio, nonché di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia. I militari in servizio nell’Operazione “Strade Sicure”, qualificati come Agenti di Pubblica Sicurezza, seguono uno speciale iter addestrativo, teorico-pratico, tale da garantire una pronta risposta operativa alle varie attivazioni e sempre adeguata alle circostanz


  • Claudio

    I militari avrebbero ragione solo nel caso in cui andassero nei porti turistici a vedere chi non paga le tasse e a farsi dare un documento da uno dei proprietari di quei natanti favolosi. Il giorno dopo gli farebbero un culo come porta capuana. La giustizia non dovrebbe essere forte con i deboli e debole con i forti, così come militari e sbirri!


  • Salvatore

    Sono pienamente d'accordo con i militari QUANDO FARANNO ANCHE LORO IL BIGLIETTO!!


  • Stefano Spacchetti

    mi dispiace obbiettare anche a questa ultima affermazione del Sig. Salvatore. I militari non usufruiscono di biglietti gratuiti in quanto cittadini privilegiati ma li pagano come tutti gli altri senza tariffe agevolate, questa era una agevolazione data al personale di leva (servizio obbligatorio sospeso) per gli ovvi motivi che prestavano un servizio obbligatorio e gratuito per la patria. Ultimamente , alcune amministrazioni Regionali e Comunali hanno dato questa possibilità a patto di indossare la divisa e al solo ed unico scopo di aiutare l'ordine pubblico, l'intento è quello di far sentire i viaggiatori sicuri avendo intorno personale delle FF.AA. e scoraggiare i malintenzionati. Il Comune di Roma, Regione Lombardia e Liguria e altre amministrazioni locali credono in questo ed evidentemente hanno dati che lo confermano.

    Un militare può e deve intervenire in aiuto dei cittadini in base all'art. 732 del DPR – 15 marzo 2010, nr. 90 – Testo  unico  delle  disposizioni   regolamentari   in   materia   di ordinamento  militare,  a  norma  dell'articolo  14  della  legge  28 novembre 2005, n. 246. Tale articolo cita testualmente fra i doveri dei militari quanto segue: deve  prestare soccorso a chiunque versi in pericolo o abbisogni di aiuto; deve prestare il proprio concorso agli appartenenti alla polizia giudiziaria, anche quando gli e' richiesto verbalmente.

    Prima di parlare è meglio documentarsi così si evita di dire cavolate.

     


  • kRISS

    MANDATELI IN GUERRA DOVE SERVONO INVECE DI MANDARGLI A FARE I CONTROLLORI ARMATI FINO AI DENTI NELLE STAZIONI DELLA METRO. QUESTO E UN ESEMPOI COME TANTI ALTRI COME IL NOSTRO PAESE BUTTA I SOLDI PRENDENDOCI TUTTI PER IL CULO. SCUSATE IL TERMINE MA QUANDO CI VUOLE CI VUOLE.

    fuori i militari dalle stazioni delle metro…. non vi vogliamo andate in guerra li e il vostro posto!!!!


  • Ivan Ruotolo

    A chi si rivolge contro il ragazzo, siete degli emeriti idioti come anche quei militari che si credono intoccabili. Se hanno cambiato le regole di ingagio hanno fatto bene, ma se sono stati autonomi allora sono dei coglioni. E compito del personale ATAC controllare gli accessi alle infrastrutture non certo dei militari che devono piantonare SOLTANTO le parti sensibili della città.

    Quindi ricapitolando non sono al corrente che ci sia un cambio di direzione da parte dell'esercito .

    Ripeto è compito del personale ATAC controllare l'accesso alle metropolitane e Bus. Quindi non fate i coglioni polso duro etc…


  • Paguro

    Beh.. nella civilissima Rotterdam è successo anche a me, solo che erano poliziotti. Se la regola è pagare il biglietto non vedo perché questo figlio dell'oca bianca debba essere esente. Ben gli sta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *