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#NoRenziDay. Intervista a Nicoletta Dosio (No Tav)

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Come va, Nicoletta?

Insomma… Ordinaria mattina di evasione …

 

Il movimento No Tav partecipa alla manifestazione nazionale del 22. Le motivazioni generali, quindi, devono essere state convincenti… Dal tuo punto di vista come la vedi?

Beh, le motivazioni sono assolutamente fondamentali perché se questo è un paese democratico noi allora… non abbiamo capito bene la realtà. Il discorso che va fatto è esattamente questo. Noi stiamo vivendo in un paese dove si respira aria di fascismo, dove da lungo tempo quelli che sono i diritti fondamentali sono quotidianamente calpestati e dove è necessario che rinasca un conflitto che nasca dal basso, che sia davvero popolare e sappia spazzare via questa ingiustizia che respiriamo chi in maniera più evidente, chi, magari in maniera più sommersa, ma che ormai rende davvero impossibile la vita. Non solo in questo nostro paese ma in questa Europa, in questo mondo, in cui dovremmo poter vivere tutti dignitosamente. E dove invece questo non è più possibile.


 

Proprio parlando di democrazia e movimento No Tav, le notizie che arrivano dai giornali, anche da oltralpe, è che sostanzialmente questa opera non si farà più. Perché mancano i soldi, perché non c’è abbastanza traffico a motivarla… Però si procede contro chi si oppone come se questa fosse un’azione di guerra, non più nemmeno un’impresa di tipo economico. Questa è una delle manifestazioni di tendenza al fascismo che dicevi?

L’opera non si farà più però continuano comunque a utilizzare i soldi pubblici ma, soprattutto, è il mondo in cui si vive per far fare i soldi ai soliti noti, contro quelli che sono gli interessi di tutti. L’opera non si farà più ma – per esempio – l'altra sera è arrivata la notizia che, in media valle, dovrebbero fare un grosso centro che sostituisce quello precedente, Vicino a Fusa, dove precedentemente si raccoglievano i camion, un grosso centro commerciale, un autoporto… Ora lo vogliono spostare in media valle, perché lì era il luogo dove dovrebbe sboccare la famosa galleria internazionale dell’alta velocità …


 

Quella che non ci sarà …

Però intanto, l'altroieri sera, è arrivata la notizia che stanno per partire gli espropri dei terreni proprio in media valle, dove dovrebbero spostare questo interporto. La galleria di 7 km, il famoso tunnel diagnostico, ormai è quasi completata e proprio l'altroieri hanno inaugurato, sotto questa galleria, un’esposizione di opere di writer che sono poi tre “intellettuali” di regime che si sono beccati 25mila euro per fare delle cose assolutamente obbrobriose da contrapporre, tra l’altro, ai nostri artisti – , come per esempio Blu – che hanno fatto gratuitamente delle cose bellissime proprio per celebrare la nostra lotta, ma anche il diritto della natura a vivere. L’opera insomma non si farà più ma la repressione …


 

…si fa tutti i giorni …

Sul movimento No Tav continua tutti i giorni. Continua per le strade della valle, dove la militarizzazione non è cessata; continua nei tribunali, continua con queste misure preventive che sono davvero un fascismo neanche tanto mascherato. Ed è proprio contro questo che noi stiamo lottando; per esempio, io ho deciso da lungo tempo di non accettare le misure e adesso sono nella condizione di “evasa”. Evasa quotidiana che non si nasconde perché il mio atto, che è appoggiato da tutto il movimento, è un atto politico. Io non voglio fuggire da nessuno, ma voglio invece che rinasca, anche su questo versante, una lotta che non sia solo difensiva ma che sia un momento forte di opposizione, perché la misura è davvero colma. Lo respiriamo giorno dopo giorno in questa valle dove, come da tante altre parti, il lavoro è sempre più precario. Anche nelle società che stanno facendo il tunnel… Chi è entrato nella galleria – come gli stessi giornali di regime – per vedere queste pseudo “opere d’arte” ha denunciato la condizione invivibile all’interno della galleria, dove lavorano pochi operai ma tutti i giorni a più di 30 gradi di temperature. Adesso sono sono a 45 gradi, col 100% di umidità, quindi è una situazione assolutamente insopportabile


 

Immagino ci saranno anche polveri pesanti…

Polveri di amianto e di uranio. Questa gente, fra qualche anno, respirerà le conseguenze di questo cosiddetto lavoro, che non è lavoro, che è indecente. Ma è tutto così, basta aprire i giornali. Il presidente del consiglio che vuole essere lui a nominare i super professori universitari, esattamente come al tempo del fascismo. Non è neanche più nascosto questo fascismo rampante, che vediamo tutti i giorni e che in valle respiriamo e di cui siamo davvero stufi. Questa valle che è stata una valle resistente, dove è nato il primo presidio partigiano d’Italia, non può tollerare di vivere in ginocchio…


 

Proprio l’esperienza del movimento No Tav è, secondo me e tanti altri, proprio una cartina al tornasole di cosa sta diventando questo paese.. Dovrebbe diventare un esempio per tutti di come si fa il conflitto sociale. Non ognuno per conto suo, ma tutti insieme e ragionando sugli obiettivi, sulle conseguenze, sull’impegno, senza iniziative personali …

Certo. E gli obiettivi non sono neanche più un treno … È tutta una politica, è una politica economica, è una politica che investe l’Italia, ma che arriva dall’Europa e dal mondo. Neanche soltanto metaforicamente, perché i militari che occupano la Clarea sono poi gli stessi che portano le guerre del nord del mondo in giro per il mondo.


 

Quelli che vanno in Afghanistan…

Certo… L’Europa che vuole i treni ad alta velocità è la stessa che non vuole i migranti, è la stessa che ha soffocato la Grecia, è la stessa che appoggia tutte le guerre di questo mondo… E’ chiaro per noi come esistano due modi diversi di vivere e due mondi contrapposti: quello delle persone reali, degli oppressi, e quello degli oppressori. Allora siamo in lotta aperta ormai contro il mondo degli oppressori e lo facciamo non solo per noi stessi, ma per il futuro di tutti. Lo facciamo anche per questa natura che è così bella. Io adesso, dalla stanza da cui vi parlo, guardo e ci sono le montagne e c’è la prima neve, ci sono ancora alberi, c’è un bel cielo sopra di noi e non lo vogliamo inquinato e distrutto per degli sporchi interessi che non hanno in sé nulla di futuro, nulla di responsabile. Hanno soltanto il bieco, sporco interesse per il guadagno, che è quello che ammazza le persone ma che distrugge anche la natura. Noi siamo forti perché siamo convinti e non abbiamo paura perché sappiamo di avere nelle nostre mani il futuro; e sappiamo di non essere soli.


 

Questo ci porta al discorso, appunto, sulla riforma costituzionale, sulla necessità che vinca il No… Sembra una cosa lontana la Costituzione, sembra una cosa che riguardi il mondo delle regole; e invece, come dimostra anche la tua esperienza, le regole costituzionali sono quelle che determinano anche le regole della vita comune di tutti i giorni. Il tuo impegno in questa battaglia è anche di tutto il movimento?

Assolutamente sì. Il movimento si è schierato per il NO e si è schierato per la rivivificazione dei principi fondamentali della Costituzione; quelli che non sono violati solo da questa ultima tappa, ma da tanto tempo. Perché il diritto ad un mondo senza guerra, il diritto all’uguaglianza tra i cittadini, ad un lavoro che non uccida, all’istruzione, alla salute… noi li vediamo calpestati da tantissimo tempo. Ma lo sono anche le regole legate al mondo elettorale… Questa china che ci porta ad un maggioritario presidenziale è partita da quando è stato abolito il proporzionale. Da lì non c’è più stata la possibilità di confronto, per cui siamo arrivati davvero all’ultima tappa, all’ultima spiaggia e non possiamo perderla, perché davvero sarà più difficile il giorno dopo. Noi, questo, lo sappiamo.


 

Come dimostra la tua vicenda è in ballo proprio il diritto ad opporsi.

Il diritto di opinione, la democrazia minima, il diritto di parola, il diritto di muoversi … Il diritto di muoversi è garantito alle merci e ai grandi capitali, ma è negato alle persone; anche da un sistema di trasporti che è stato privatizzato. Ma non c'è più neanche il diritto anche all’equità di un processo… I famosi tre poteri separati – legislativo, esecutivo e giudiziario – si sono saldati in un unico blocco, esattamente come al tempo del fascismo. Noi sentiamo che la magistratura non è più indipendente. Questi tribunali stanno facendo gli interessi dei pochi forti, contro i diritti di tutti. Noi lo respiriamo concretamente che cosa significa la sconfitta di una Costituzione che è nata dal sangue dei partigiani, che è nata dalla Resistenza… E' nata dai sacrifici degli antifascisti ed è stata calpestata giorno dopo giorno, anche abolendo le leggi che garantivano il diritto ad un lavoro minimamente decente, abolendo il diritto all’istruzione … E' evidente a tutti che siamo davvero all’estremo confine del vivibile. Se non lo fermiamo adesso, il giorno dopo sarà sicuramente molto più triste e più terribile. Noi continueremo comunque, ma insomma… un minimo di decenza e di rispetto per noi stessi impone che si vada a votare questo referendum e che si voti NO.


 

Per una verifica rapida. Quanti processi sono stati fatti contro il movimento No Tav?

Beh, per le inchieste, in tre anni ci sono 1000 procedimenti in atto. Ormai sono stati fatti decine di processi, sono stati comminati centinaia di anni di condanne, tutte in prima istanza. Per esempio, proprio in questo momento, a Torino, si sta svolgendo il processo di appello per i 53 compagni che erano stati incriminati per la difesa della Libera repubblica della Maddalena del 2011 e per il 3 luglio successivo, quando ci siamo riavvicinati al luogo occupato e abbiamo tentato di riprendercelo…


 

E quanti processi sono stati fatti, invece, per le infiltrazioni mafiose tra le società che fanno i lavori?

Per le infiltrazioni mafiose? Neanche uno! Si sono aperte le inchieste e poi rapidamente tutto viene chiuso, tutto viene avvolto nel silenzio più totale…


 

Nel “porto delle nebbie”, come si diceva una volta della procura di Roma…

Esattamente… Parliamo di migliaia di procedimenti nei nostri confronti, ma dovremmo parlare di decine di migliaia di misure preventive, di persecuzioni quotidiane per quanto riguarda il popolo No Tav e non solo, perché in valle non c'è solo il popolo No Tav. Ci sono dei compagni che per le stesse questioni mie stan facendo gli arresti domiciliari a Modena, a Roma e via dicendo… E po altre persone che non possono più avvicinarsi alla valle perché hanno avuto il foglio di via dalla valle…


 

Come negli anni Venti…

Esattamente. Si stanno riscoprendo e mettendo in atto tutte quante le misure che caratterizzavano il periodo fascista. I miei mi raccontavano di quando mio nonno – quando dovevano fare delle manifestazioni fasciste – lui, che era un antifascista e un comunista che non ha mai preso la tessera del fascismo, veniva preso, messo in camera di sicurezza, tenuto due giorni fin quando non era finita la manifestazione. Poi lo tiravano fuori. Non ha mai potuto trovare dei lavori stabili, e aveva 5 figli da mantenere. Ora questi racconti si stanno vivificando e io li sto provando su di me, anche se con intensità minore (non è ancora così conclamato il fascismo). Però li sto provando e li sto vedendo applicati a tanti giovani, a tante persone in valle e fuori della valle. Quindi non è soltanto uno slogan dire che il fascismo è tra noi… E' purtroppo una constatazione assolutamente veritiera e quindi contro questo fascismo dobbiamo rimetterci a lottare. Non dobbiamo piangere su noi stessi, ma alzarci in piedi, riscoprire la forza della lotta collettiva e andare.


 

Daremo un posto speciale al movimento No Tav alla manifestazione il 22 a Roma. Noi chiudiamo qui …

Grazie. A me piacerebbe tanto poter ricomparire …


 

Ci sei comunque..

Ci sarò comunque. Ci sono, ci sono, anche se oltre allo spirito esiste anche la carne e la presenza reale sarebbe più… Non ci accontentiamo del puro spirito… Per questo che diciamo che la lotta deve essere reale e concreta.

 

Ti ringraziamo…

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti.


 

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