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San Basilio. Come viene costruita la guerra tra poveri

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Quanto avvenuto a San Basilio, storico e popolare quartiere periferico della Capitale, deve essere ben compreso. L'apparato mediatico e quello della stigmatizzazione d'ufficio sono scattate all'unisono liquidando il fatto come razzismo, xenofobia etc. etc. Nessuno ha cercato di andare in profondità e di rendere disponibili le informazioni necessarie per sapere – e per capire – come funziona esattamente una guerra tra poveri e quanto “dolo” istituzionale ci sia in essa.

A San Basilio da tempo è in corso uno scontro tra abitanti, Ater e Comune sugli alloggi occupati abusivamente. Le occupazioni abusive in pochi casi appartengono al mercato nero delle abitazioni, nella stragrande maggioranza dei casi derivano dallo stato di necessità. In questo caso, la famiglia che occupava abusivamente l'alloggio che l'Ater aveva assegnato alla famiglia di un operaio marocchino, aveva vissuto per tre anni in una roulotte dopo essere stata sfrattata.

Da un lato l'Ater rifiuta di dare soluzione alle occupazioni abusive rivendicando in via di principio la sola legittimità delle assegnazioni. Dall'altro l'offerta abitativa di case popolari a fronte dell'emergenza abitativa è irrisoria. Si crea così un cortocircuito micidiale in cui le graduatorie delle assegnazioni sono poca roba e ferme da anni. Dentro l'immobilismo istituzionale le famiglie senza casa, in modo individuale e spesso non organizzato, passano alle vie di fatto occupando gli alloggi popolari che rimangono inutilizzati.

A San Basilio, proprio alcuni mesi fa, gli attivisti dell'Asia avevano bloccato alcuni sfratti e rimosso le piastre che chiudevano le porte di alcuni alloggi inutilizzati, denunciando il fatto che l'Ater teneva chiuse le abitazioni a fronte di decine di famiglie in mezzo alla strada. Assemblee popolari, occupazioni di assessorati, blocchi stradali hanno provato a segnalare che questa gestione è irresponsabile. E qui forse c'è un errore: questa gestione del patrimonio abitativo pubblico è pienamente responsabile di quanto accade, inclusa la guerra tra poveri che abbiamo visto ancora una volta a San Basilio.

E' evidente che vedere una famiglia occupante messa nuovamente in mezzo alla strada e sostituita da una nuova famiglia – che ha tutti i diritti per vedersi assegnato l'alloggio – non è affatto un belvedere. Le reazioni erano non solo prevedibili, ma forse sono state anche indotte, cercate, incentivate affinchè venissero fuori e gestite mediaticamente esattamente come accaduto.

Vogliamo e possiamo dirlo con certezza: dentro l'Ater e il Comune di Roma c'è chi sceglie di gestire le cose esattamente come abbiamo visto a San Basilio per produrre e amplificarne l'effetto. I proletari dei quartieri periferici in alcuni casi sono più lungimiranti dei loro veri nemici (istituzioni, padroni del mercato abitativo etc.) in altri casi cadono esattamente nelle trappole che gli vengono allestite davanti. In alcuni casi imboccano con tutte le scarpe all'idea che il problema siano altri poveri come o peggio di loro, magari immigrati. In altri casi trascinano a giudizio popolare dirigenti e funzionari dell'Ater e del Comune. Ma i primi te li portano sotto casa e a tiro, i secondi al massimo mandano avanti i vigili urbani e restano al sicuro nei loro uffici. Sono questi che vanno stanati e messi di fronte alle loro responsabilità.

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3 Commenti


  • marco

    sarà, ma visti in tv questi "proletari" non sembravano affatto vittime di una trappola , ma puri e semplici razzisti,ce ne un sacco tra i proletari, sapete ? certo, i motivi sono quelli descritti nel testo , qualcuno anche meno nobile (la "compravedita" della case ater, ad es.) ma credo non sia accettabile tollerare questa roba , quasi con equidistanza tra gli abitanti e la famiglia marocchina,è ora di capire che la lotta di classe passa anche per una frattura vera DENTRO  la classe tra chi sceglie di prendersela con chi sta in basso e chi lotta.case popolari per tutti è una parola d'ordine sacrosanta , ma deve cominciare proprio dall'evitare schifezze come questa:nessun clan territoriale o familiare può permettersi di respingere una famiglia legittimamente assegnataria 


  • Santino

    Sono d'accordo che con la gente dei quartieri ti ci devi anche scontrare quando è necessario. Ma devi avere l'autorevolezza per farlo e se non te la sei conquistata, finisce che diventi parte del problema e di quella sinistra che ormai ha paura anche di quello che era il suo popolo perchè non sà più indicare le soluzioni ai problemi che si presentano. E' questa paura che l'ha resa ormai invisa ai proletari e ininfluente nella società. Neanche adesso che ha incassato una vittoria riesce a guardare in faccia questa società e a capire da dove rimoboccarsi nelle maniche. Per la destra così diventa facile fare rubamazzo, anche tra la nostra gente


  • Valerio

    La classe non è determinata dalle opinioni politiche, il fatto che ci sono molti proletari fascisti non ne fa meno proletari o il fatto che ci sono molti borghesi di sinistra o comunisti non ne fa meno borghesi, ricordo che gli stessi Marx ed Engels erano borghesi e Mussolini e Hitler dei proletari, tanto per dire.

    Non saprei se nel pensiero marxista si possa concepire la divisione tra proletari(e io sarei d'accordo su una divisione sul piano umano,civile e sociale perché in ogni situazione bisogna cercare di capire chi sono i buoni e i cattivi e sostenere attivamente i primi e non farsi fregare dagli ultimi e cercare di far prelvalere la solidarietà) semplificando, considerati dalla "parte giusta"(compagni) e quella "sbagliata"(fascisti e territorialisti), anche perché secondo il marxismo non è che i proletari siano o debbano essere considerati giusti ma si devono emancipare proprio dalla loro condizione di proletari e tra l'altro molti proletari non è che sono razzisti o maleducati da adesso ma da sempre e compito del marxista(che generalmente non è proletario proletario proprio perché deve fungere da 'avanguardia' e 'mastro' se vogliamo) dovrebbe essere quello di sostenere(senza diventarne del tutto parte) la loro lotta per emanciparsi dalla loro situazione…

    Tra l'altro, anche diverse comunità di migranti che noto che spesso vengono idealizzate da una certa sinistra "radicale" o "moderata" non è che siano sempre meglio degli autoctoni italiani proletari e c'è chi si approfitta della solidarietà che proprio la sinistra,"sinistra" che almeno nei casi di governo ha abbandonato proprio gli italiani,fatto crescere anche la criminalità organizzata che specula sui migranti(si veda Buzzi,"coop rosse" e cosi via) e quella straniera(la mafia nigeriana è sempre più forte in Sicilia e nel Sud Italia ma si parla assai poco)e ciò non è una propaganda della Lega o di chissà quale altro movimento di estrema destra, tenendo conto anche del fatto che proprio il successo della Lega non è la causa ma un prodotto di questa situazione e non casualmente la Lega,e oggi sempre di più anche la destra radicale che si propone "sociale",sta avendo i magiori successi nelle aree un tempo 'rosse'.

     

     

     

     

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