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Cala la popolazione e sale la mortalità. Ma non è un caso…

La funzione dell’Istat è dare le cifre, ripetiamo sempre. Le interpretazioni dei media sono un’altra cosa e quella dei politici di regime un’altra ancora, anche se spesso strettamente collegate.

E le cifre di stamattina illuminano sull’andamento demografico, segnalando una diminuzione della popolazione complessiva di quasi centomila abitanti in un solo anno.

Un risultato che è il distillato di numerosi processi, che è bene mettere in evidenza.

Partiamo da un dato incontrovertibile che smonta molte narrazioni: il calo avviene nonostante sia diminuita l’emigrazione di italiani all’estero (153mila, -2,6% rispetto all’anno precedente) e contemporaneamente ci sia stato un incremento dell’immigrazione (337mila, +12%), comunque inferiore a quello degli anni precedenti.

Dov’è dunque il baratro in cui scompare parte della popolazione? Aumenta considerevolmente la mortalità (647.000 persone, il 5,1% in più) mentre calano al minimo storico le nascite (appena 464.000, il 2% in meno). Questo dà un saldo naturale negativo paria 183.00 abitanti in meno. Sulle cause dell’aumento della mortalità non vengono fornite indicazioni dall’Istat, ma è facile intuire che – se ci sono più di dieci milioni di persone che hanno seri problemi nel curarsi per motivi economici – questo incremento è dovuto alla povertà crescente, che falcidia soprattutto la fascia più anziana.

E in effetti la cosiddetta “aspettativa di vita” resta stabile (80,6 anni per gli uomini, 84,9 per le donne), ma va ricordato che si veniva da un anno in cui era addirittura calata (la causa era stata attribuita ad una stagione estiva eccezionalmente calda).

Ma anche il saldo naturale negativo non spiega tutto.

In teoria ci sono fenomeni addirittura in controtendenza, come il ritorno a casa di molti italiani prima emigrati (45.000, +19,9%), o le iscrizioni dall’estero di cittadini di cittadinanza straniera 292mila (+10,9% sul 2016). “Straniero” vuol dire chiunque non sia di cittadinanza italiana (dunque anche americani, francesi, ecc, non solo “extracomunitari di pelle scura”). Eppure la popolazione totale scende…

A spopolarsi è soprattutto il Sud, naturalmente. Il picco viene registrato in Molise (-6,6%), seguito da Basilicata e Sicilia; ma anche Umbria (-5,3%) e Val d’Aosta presentano dinamiche fortemente negative evidentemente legate all’invecchiamento della popolazione e/o alla fuga dei giovani verso le metropoli o l’estero.

Il dato chiave è ovviamente quello relativo alla diminuzione continua delle nascite, che riguarda ormai anche gli immigrati; dunque non può avere motivazioni “culturali” (come la pretesa “voglia di rinviare a età indefinita l’assunzione di una responsabilità familiare”). Mentre diventano evidenti le motivazioni legate al reddito: se hai lavori saltuari, precari, pagati poco e male, non sei in condizione di progettare la genitorialità.

Il resto sono chiacchiere da bar o da ministri in carica…

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