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Noi voteremo Ilaria Salis (anche se Avs non ci piace)

La partita di queste elezioni europee è importantissima. Questa tornata si situa infatti in un momento di grandi tensioni internazionali, e potrebbe vedere il Parlamento europeo tingersi maggiormente di nero, imbarbarendo ancor di più il dibattito pubblico.

D’altronde per anni le classi dominanti dell’UE hanno aumentato lo sfruttamento, tagliato servizi, portato avanti speculazioni finanziarie e ambientali, generato rabbia, fame e frustrazione.

Poi, per evitare che il malessere prendesse una connotazione anti-capitalista, hanno spinto la guerra tra poveri e fatto crescere l’estrema destra, che è sempre pronta a interpretare il ruolo di cane da guardia del sistema, con il suo squadrismo contro i lavoratori, le forze di sinistra, i movimenti civici.

Un gioco pericoloso, che alla borghesia rischia di sfuggire di mano, come è già successo nella storia.

Liberali e sovranisti, anche se fanno finta di opporsi, hanno in realtà operato una saldatura e una divisione dei compiti: ognuno si alimenta elettoralmente dell’altro per non far esistere la vera alternativa, che è il cambiamento radicale delle logiche neoliberiste, la redistribuzione della ricchezza, il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori, una società più giusta e libera.

Sia liberali che sovranisti sono al servizio di grandi aziende, di rendite e capitali, non intendono mettere freni alla proprietà privata, vogliono aumentare spese militari e armamenti, seguono le indicazioni USA (qualcuno più Biden, qualcuno più Trump, ma il carro è quello…), hanno seminato guerra e distruzione nel sud globale sotto il cappello della Nato, oggi ci spingono sempre di più allo scontro armato contro altre potenze internazionali, hanno portato l’Italia alla guida della Missione Aspides, sono per rendere sempre più difficile la vita ai migranti, per aumentare i sistemi di controllo nella vita sociale, per “risolvere” tutti i problemi con il carcere.

Anche su questo la Palestina è emblematica: sia liberali che sovranisti sostengono Israele, rifiutano di interrompere i rapporti con questa potenza, sono complici di un genocidio. Blindano le voci dissidenti, soprattutto giovani, colpiscono le comunità arabe, portano avanti campagne islamofobiche…

Per denunciare tutto questo e far sentire un’altra voce, avremmo voluto esserci sulla scheda elettorale. Ma sappiamo che il gioco è truccato. Mentre negli altri paesi europei bastano poche migliaia di firme per presentarsi, in Italia tutte le forze presenti in Parlamento hanno via via stabilito delle soglie di sbarramento impossibili, con modalità di raccolta firme burocratiche e insostenibili.

Il sistema politico si è via via blindato per impedire che sorgano voci nuove e che la gente esprima davvero quello che vuole votare. Preferisce l’astensionismo e la passività – in crescita in tutte le ultime elezioni – al dare ai cittadini la possibilità di rappresentanza. Questo la dice lunga su quanto sia, al di là della retorica, “democratico”.

Come Potere al Popolo abbiamo provato in tutti i modi a federare delle forze per superare anche stavolta lo scoglio che incontriamo a ogni tornata. Ma le alleanze sociali e politiche – che ricerchiamo sempre – non possono essere contrarie ai nostri principi.

Siamo stanchi di forze politiche senza convinzioni forti, pronte ad allearsi con chiunque, siamo stanchi di cartelli elettorali che nascono e muoiono a ogni giro. Purtroppo parte della sinistra è ancora preda di questa maledizione e pronta ad “adattarsi” al personaggio mediatico di turno, a cambiare nome, simbolo, sperando di “farcela”.

Così il PRC ha subito deciso di appoggiare la discesa in campo di Michele Santoro e rompere il progetto di Unione Popolare.

Una scelta incomprensibile anche tatticamente, che ha determinato la fine di una coalizione che, anche se ancora piccola elettoralmente, aveva dimostrato una certa capacità espansiva, mettendo insieme attivisti di diversi mondi e lanciando una campagna sul salario minimo che ci ha permesso di presentare, con ben 72.000 firme, una Legge di Iniziativa Popolare che a oggi resta l’unica proposta in campo che il Governo deve esaminare.

Ciononostante, la partita delle europee era così importante che abbiamo comunque provato a interloquire con Santoro per verificare se ci fossero le condizioni di una lista unitaria, in cui tutti i soggetti avessero piena dignità.

Il suo rifiuto di parlare di genocidio e di prendere una posizione chiara per quanto riguarda la Palestina, il suo rifiuto di attaccare PD e 5 Stelle per proporsi come un eventuale alleato in futuro, la sua voglia di gestire monopolisticamente la comunicazione, il programma, con un certo spregio per il mondo giovanile, il suo escludere dalla campagna elettorale questioni di tipo sociale ed economico perché le proposte su questi punti sarebbero divisive rispetto a un concetto di pace “astratto”, hanno reso impossibile ogni accordo.

Siccome per noi le elezioni non sono un feticcio o un fine in sé, ma uno strumento di un agire politico più ampio – come dimostra il fatto che siamo tranquillamente sopravvissuti già alla mancata presentazione alle Europee 2019 –, avevamo deciso di non partecipare a questa tornata.

Ma allo stesso tempo abbiamo scelto di farci comunque sentire, costruendo, con altre forze sociali che non si sentono rappresentate, una grande manifestazione nazionale a Roma il 1° giugno. Una manifestazione che ha una piattaforma chiara e che vuole portare alla ribalta tutti quei soggetti esclusi dal dibattito, le cui rivendicazioni vengono sistematicamente ignorate dal potere.

Per questo facciamo appello a partecipare alla manifestazione e soprattutto ad attivarsi politicamente: non è con un voto, con una delega in bianco al meno peggio, o solo con un post sui social che si cambiano le cose. Serve costruire Case del Popolo, collettivi in scuole e università, sindacalismo conflittuale, radicamento sociale, serve lottare, studiare, costruire un nuovo immaginario…

Il 1 giugno sarà anche l’occasione per riportare in piazza due importanti battaglie: il salario minimo e l’introduzione del reato di omicidio e lesioni gravi sul posto di lavoro. In attesa che il Parlamento valuti la legge di iniziativa popolare sul salario minimo sottoscritta da 72mila persone, nei prossimi mesi presenteremo ordini del giorno, petizioni e delibere popolari per spingere le amministrazioni comunali a reinternalizzare i servizi in appalto.

Questa è la via più semplice e sicura per chi davvero vuole alzare i salari e garantire maggiori diritti a milioni di lavoratori e lavoratrici. Parallelamente proseguiremo la mobilitazione per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro affinché non ci sia più chi fa profitti sulla nostra vita.

Tuttavia, mentre sviluppiamo questo tipo di intervento, è emerso un dato nuovo. Da mesi come Potere al Popolo facciamo parte del team legale che sta seguendo il processo a Ilaria Salis in Ungheria.

Siamo stati a Budapest nel tribunale, abbiamo conosciuto il padre di Ilaria, abbiamo visto le manette, il guinzaglio e i ceppi, le vessazioni sessiste, i nazisti ungheresi che ci minacciavano e ci riprendevano con le telecamere. Abbiamo visto da vicino cos’è il regime di Orban a cui si ispira Giorgia Meloni.

Ma per fortuna abbiamo visto anche tanta gente indignarsi per tutto questo, la nascita di un nuovo antifascismo a cui il vecchio antifascismo istituzionale non riesce a dare risposte, come è stato evidente il 25 aprile.

Abbiamo visto migliaia di persone scoprire l’ipocrisia della Meloni, che si vanta del suo patriottismo, ma poi i “fratelli” e soprattutto le sorelle d’Italia le lascia marcire nelle carceri straniere solo perché antifasciste, solo per compiacere i governanti suoi amici.

Su questa spinta popolare Alleanza Verdi Sinistra ha deciso di candidare Ilaria Salis, una scelta che quella coalizione – che nasce come stampella del centrosinistra per depotenziare (e anestetizzare) ipotesi alternative e conflittuali e che usa in modo opportunistico temi sociali e ambientali – fa fatica a reggere.

Molti dei loro elettori si dicono indignati per aver dato un posto nelle liste a una “violenta”, che addirittura è andata in un altro paese per ostacolare i nazisti…

Tanto che alla fine pare che Ilaria non sia candidata su tutte le circoscrizioni come capolista – posizione che, ricordiamo, nelle elezioni europee è puramente simbolica, perché comunque vanno raccolte preferenze sul nome.

E tuttavia questa candidatura è in campo. E ora abbiamo una possibilità concreta di liberare Ilaria, di sottrarre dalle mani del nemico una dei nostri. Ma non solo. Abbiamo una possibilità di dare uno schiaffo all’estrema destra europea, a Meloni e Orban. Perché il punto politico ora è esattamente questo, ed è più grande degli interessi di una singola organizzazione.

Ora che l’Unione Europea è in mezzo a questo guado, ora che il 1° luglio l’Ungheria inizierà il suo semestre di presidenza (e un suo documento ha già chiarito che le priorità saranno il contrasto ai migranti, l’arricchimento dei capitali, gli armamenti, la ferocia sociale), dobbiamo far sentire, attraverso una campagna per la liberazione di Ilaria Salis, un’altra voce.

Per questo il Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo ha deciso, all’unanimità, di dare indicazione a tutte e tutti gli elettori di votare e far votare Ilaria Salis nelle circoscrizioni in cui sarà candidata.

Sottolineiamo che prendiamo questa scelta senza nessun confronto con la dirigenza di AVS, di cui condividiamo poco o nulla: la prendiamo senza allearci, senza contropartite, senza secondi fini. Questa scelta non fa venire meno la nostra posizione di incompatibilità con AVS, che in tutti questi anni ha agito “ripulendo” la facciata del centro-sinistra.

Lo facciamo perché interpretiamo il voto come un mezzo per liberare una compagna antifascista dalle carceri e far passare un messaggio politico chiaro. Comprendiamo quindi la sensibilità di chi non se la sente di votare una forza compromessa con il PD.

Ma noi, proprio perché siamo tutti i giorni nelle piazze a prendere manganellate e denunce e sappiamo cos’è la repressione, abbiamo deciso di privilegiare la scelta di provare a liberare Ilaria. È forse la prima volta che qualcosa del genere capita in Italia negli ultimi 30 anni, ma Potere al Popolo è nata proprio per “fare tutto al contrario” rispetto alla sinistra tradizionale, spesso divisa in guerre di piccolo cabotaggio che nessuno capisce.

Faremo dunque una campagna politica antifascista e contro la repressione in Italia e in Europa. Denunceremo nelle nostre iniziative la saldatura tra liberali e sovranisti, parleremo della libertà di espressione, negata ogni volta che si va contro gli interessi dell’imperialismo, come vediamo nel caso della Palestina e in quello Julian Assange. Useremo tutti gli incontri per far apparire l’Europa che vogliamo.

Voteremo Ilaria Salis per fare in modo che venga eletta e possa operare come eurodeputata. Che possa far sentire una voce antifascista anche nelle istituzioni. Che possa usare le prerogative dei parlamentari per andare nelle carceri a denunciare abusi.

La situazione nelle carceri italiane infatti è vergognosa. Per questo ci siamo mobilitati in occasione delle morti nel carcere Sant’Anna di Modena, contro i pestaggi al Beccaria di Milano, contro quelli di Santa Maria Capua Vetere, abbiamo sostenuto le giuste rivolte ai tempi del Covid.

Sin dalla nostra nascita ci siamo dichiarati contro l’ergastolo ostativo e il 41 bis – che poi si è visto con il caso Cospito a cosa serve… 

Chi meglio di Ilaria, che sta subendo forme di privazioni incredibili, può capire questi posti, può supportare i diritti dei detenuti? Pensiamo che mandare Ilaria Salis all’Europarlamento non sia solo “salvarla”, o far impazzire Meloni e Orban, ma possa offrire anche alle classi popolari del nostro paese e a chi ci tiene ai diritti umani una voce in più.

Per questo sfidiamo AVS a candidare Ilaria su tutte le circoscrizioni come capolista. Se si vuole fare una battaglia politica, bisogna farla fino in fondo. Se si vuole tirare fuori Ilaria dal carcere, ed evitare che in caso di mancata elezione la magistratura ungherese si dovesse accanire, bisogna avere coraggio. Fateci votare Ilaria dovunque!

Invitiamo tutti i movimenti a continuare a lottare per una campagna di liberazione di Ilaria. Questo è il momento di fare qualcosa di diverso dal solito, di farsi sentire tutti con un’unica voce, di mandare un messaggio chiaro!

Osiamo scrivere una piccola ma storica pagina delle lotte nel nostro paese!

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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25 Commenti


  • Maurizio

    mi rivedo nel titolo e voto per la Compagna Ilaria Salis


  • Pasquale

    Forza Ilaria!!! Ti faremo uscire da questo incubo. Resisti.
    Hasta la Victoria.


  • Fabio

    Fratoianni e Bonelli baluardi dell’antimperialismo! E fu così che calò il sipario ingloriosamente anche su PaP…


    • Redazione Roma

      Ci sembrano errate entrambe le affermazioni ed anche come le collega tra loro. Poi ognuno la vede come vuole


  • Manlio Padovan

    Sono assolutamente dalla parte di Ilaria Salis; ma considero la decisione un ricatto.


  • leandro

    Voterò e farò propaganda per il voto a Ilaria Salis. Chi pratica l’antifascismo nei fatti e non con le chiacchiere merita tutto l’appoggio possibile. Odio gli indifferenti, figuriamoci i fascisti, cani da guardia dei padroni. Ora e sempre Resistenza.


  • Vannini Andrea

    vorrei anche io la libertà per la compagna Ilaria Salis, vittima ANCHE della sua ingenuità e generosità. la mia scelta astensionista, che mi auguro sia la scelta della maggioranza degli elettori, non cambierà per una candidatura strumentale e “furba” da parte degli opportunisti di Avs. mi chiedo e vi chiedo se, paradossalmente, questa compagna fosse stata candidata da pd o 5s? Pap darebbe la stessa indicazione? avs non piace né a me né a voi ma, penso male, non é che le motivazioni per questa indicazione siano altre?


  • Sergio Binazzi

    è vero che c’è il pericolo di un ulteriore spostamento a destra del parlamento europeo, ma è anche vero che qualsiasi maggioranza verrà eletta dovrà sempre è comunque attenersi alle scelte politiche dei padroni americani e altro. quindi non vedo l’utilità di questo voto, con tutto il rispetto per Ilaria salis.


  • Tiberio

    Non ho mai sentito Bonelli e Fratoianni rivendicare la sua candidatura per il messaggio antifascista che lei porta, solo per le indegne catene, come fossero svincolate dalla sua militanza.
    Se verrà eletta, cosa che mi auguro e a cui parteciperò, spero solo non diventi una imenoplastica per rifare la verginità a una sinistra che nulla ha di sinistra.


  • Stefano

    Iniziativa lodevole e che condivido nelle motivazioni. Non ho capito, però, come fare per convincere AVS a candidare Ilaria Salis in tutte le circoscrizioni perché, per quanto ne so, AVS non ha alcuna intenzione di farlo.


  • Maurizio Chirri

    Avrei votato comunque per la Salis, anche se davvero riesce difficile apporre la X sul simbolo di AVS..Sono contento peraltro per l’indicazione di voto della segreteria di Potere al Popolo,.Spiace per la mancata presenza del simbolo alle europee, con l’augurio che alle successive, si ripresenti come Unione Popolare o altro…ce la faremo a tirarla fuori, e sara’ un bel regalo regalo per Giorgia e camerati interni e esteri….


  • salvatore drago

    Il mio sarà un “voto strumentale” UN VOTO NELLA SPERANZA CHE iLARIA ESCA DALL’NCUBO NEL QUALE L’HANNO CACCIATA. e salvo ripensamenti dell’ultimo momento, voterò per Ilaria. Voglio una Ilaria libera, e libera di manifestare il suo antifascismo nei metodi e nei modi in cui crede che non coincidono necessariamente nè con quelli dell’ANPI istituzionle nè con qulli di AVS. Lo stesso voto, seppur strumentale, vorrei chiederlo per l’abolizione del 41 bis. Abbiamo il coraggio di dire che questo articolo è peggio della pena di morte? Abbiamo il coraggio di dire che detenuti in questo regime (Provenzano)? sono stati aiutati a morire a suon di botte. Ed allora se l’italico stato decide di reintrodurre la pena di morte lo faccia. Lo faccia senza ipocrisie, come quella nascosta sotto il 41 bis e pene accessoriate. Lo faccia senza chiedere clemenza ad Orban ed agli Orban di turno. Cominci a sfogliare dagli armadi di turno quanti sono i morti ammazzati dalle stragi di stato e soprattutto i colpevoli. Sì voterò per Ilaria ma senza speranza che questo servirà a dissipare i miei incubi.


  • Marco

    AVS cerca (nuovamente?) di recuperare quel po’ di consensi necessari puntando principalmente alla candidatura di personaggi che vivono o hanno vissuto situazioni complesse o addirittura disperate.
    Troppo facile cavarsela sempre così. Ed è anche un po’ ridicolo vantarsi di perseguire un simile risultato sfruttando un sistema di leggi che rende di fatto scarcerabile una persona oggi detenuta: avremmo esultato per un essere umano eletto in una lista di destra seppur ingiustamente carcerato? (sto ipotizzando ovviamente… Non riesco a immaginare personaggi legati alla destra che siano innocenti e detenuti senza motivo)
    E poi Ilaria Salis si può e si deve difendere in Europa sempre e comunque, non certo delegando questa sorta di “responsabilità morale” agli elettori…
    Se non verranno eletti avranno piu’ tempo da dedicare a Ilaria e pazienza se non potranno legiferare di nuovo sulle dimensioni delle gabbie per le galline: a quel genere di problemi ci può pensare abbastanza bene anche la rappresentanza del PD…


  • Marco

    E sono pienamente in sintonia con Tiberio quando scrive “Non ho mai sentito Bonelli e Fratoianni rivendicare la sua candidatura per il messaggio antifascista che lei porta, solo per le indegne catene, come fossero svincolate dalla sua militanza.”
    E’ esattamente così: non vanno mai nel merito, sembra quasi ne abbiano paura.
    E questa candidatura viene spacciata per l’unica speranza -per Ilaria Salis, cosa scorretta che la fa somigliare appunto ad un ricatto- quando è in realtà la loro vera unica speranza di superare il 4% e di far dimenticare anche stavolta -semmai ce ne fosse bisogno- che la grande conflittualità che andrebbe sviluppata a Bruxelles è mai come in questo post-pandemia sul rapporto di forze sproporzionato tra Commissione Europea e BCE in relazione al Parlamento Europeo e ai Governi nazionali: mai sentiti gli AVS pronunciarsi nettamente su questi temi.
    D’altronde il Parlamento Europeo è la vetrina perfetta per questo genere di partiti, nel quale possono legittimarsi agendo come degli ectoplasmi.
    Questa “legittimazione”, che nella fattualità consiste nell’essere stampella a destra e tappo a sinistra, può cominciare a venir meno se non verranno eletti. Sarebbe un bagno di umiltà pesante e necessario.


  • Marco

    AVS cerca (nuovamente?) di recuperare quel po’ di consensi necessari puntando principalmente alla candidatura di personaggi che vivono o hanno vissuto situazioni complesse o addirittura disperate.
    Troppo facile cavarsela sempre così. Ed è anche un po’ ridicolo vantarsi di perseguire un simile risultato sfruttando un sistema di leggi che rende di fatto scarcerabile una persona oggi detenuta: avremmo esultato per un essere umano eletto in una lista di destra seppur ingiustamente carcerato? (sto ipotizzando ovviamente… Non riesco a immaginare personaggi legati alla destra che siano innocenti e detenuti senza motivo)
    E poi Ilaria Salis si può e si deve difendere in Europa sempre e comunque, non certo delegando questa sorta di “responsabilità morale” agli elettori…
    Se non verranno eletti avranno piu’ tempo da dedicare a Ilaria e pazienza se non potranno legiferare di nuovo sulle dimensioni delle gabbie per le galline: a quel genere di problemi ci può pensare abbastanza bene anche la rappresentanza del PD…
    E sono pienamente in sintonia con Tiberio quando scrive “Non ho mai sentito Bonelli e Fratoianni rivendicare la sua candidatura per il messaggio antifascista che lei porta, solo per le indegne catene, come fossero svincolate dalla sua militanza.”
    E’ esattamente così: non vanno mai nel merito, sembra quasi ne abbiano paura.
    E questa candidatura viene spacciata per l’unica speranza -per Ilaria Salis, cosa scorretta che la fa somigliare appunto ad un ricatto- quando è in realtà la loro vera unica speranza di superare il 4% e di far dimenticare anche stavolta -semmai ce ne fosse bisogno- che la grande conflittualità che andrebbe sviluppata a Bruxelles è mai come in questo post-pandemia sul rapporto di forze sproporzionato tra Commissione Europea e BCE in relazione al Parlamento Europeo e ai Governi nazionali: mai sentiti gli AVS pronunciarsi nettamente su questi temi.
    D’altronde il Parlamento Europeo è la vetrina perfetta per questo genere di partiti, nel quale possono legittimarsi agendo come degli ectoplasmi.
    Questa “legittimazione”, che nella fattualità consiste nell’essere stampella a destra e tappo a sinistra, può cominciare a venir meno se non verranno eletti. Sarebbe un bagno di umiltà pesante e necessario.


  • Mara

    Mi domando perché andare in Ungheria a fare antifascismo quando qui di fascisti ne abbiamo a iosa.


    • Redazione Contropiano

      il problema non è la geografia, ci sembra…


  • Mara

    votare per chi riguardo al conflitto in Ucraina parla ancora di invasione Russa e ha una posizione ambigua?


    • Redazione Contropiano

      Avs, da sempre (anche quando si chiamava in altro modo), è lontana ere geologiche da noi… Qui si fa più o meno quel che si fece con la candidatura di Valpreda (e anche allora non era necessario essere anarchici o del manifesto per votarlo… Andò male, com’è noto, ma allora c’erano molte altre alternative praticabili e praticate…)


  • Luigi

    Io voterò AVS (anche se mi fa schifo) solo per liberare la compagna Ilaria dalle grinfie del regime ungherese. Avevo deciso 1 secondo dopo l’annuncio della sua candidatura. Lo avrei fatto anche se fosse stata candidata nelle liste PD o M5S. Un essere umano eletto in una lista di destra seppur ingiustamente carcerato? Non me ne fregherebbe un cazzo! Che ci pensino Meloni , Rauti, Foti e i loro sodali. Quali altre alternative ci sono? E quale forza metteremmo in campo? Basta discorsi e fatti niente. Ilaria libera . Saluti comunsti a tutt*


  • peppe

    non sono d’accordo per nulla, andava fatto altro, alla fine vince sempre l’irregimentarsi in logiche sconfitte e che assolutamente non rappresentano le lotte condotte in forma massiva negli ultimi mesi, si spera in giorni migliori.


  • Mara

    Osservo che lo stesso attivismo che AVS ma anche tutta la sinistra in generale stanno mettendo in campo per Ilaria Salis non hanno fatto per Cospito. Forse che affrontare il sistema giudiziario italiano ela politica del governo Meloni su questo tema e meno importante che farlo verso quello ungherese e Orban?


  • Antonio

    Non sono informato bene.
    Gradirei una vostra più ampia, motivata ed argomentata spiegazione del vostro prendere le difese di Ilaria Salis.
    Sulla base (limitata) di quello che io so, non sono solidale con questa Ilaria Salis…
    Non sono qui per fare polemica o peggio ancora il troll.
    Apprezzo e condivido in genere i vostri articoli, ma in questo caso non riesco a seguirvi e capirvi.
    Grazie.


    • Redazione Roma

      Se osservi bene non è un articolo ma un comunicato di Potere al Popolo


  • Mirella lo Iacono

    Non so se la Salis abbia fatto la scelta ‘giusta’ a candidarsi alle europee con AVS, al solo fine di potere aggirare, qualora eletta, l’ ostacolo della detenzione in Ungheria. Il padre ha tenuto più volte a precisare che questa scelta è dipesa dalla maggiore vicinanza politica di Ilaria ad AVS piuttosto che al Pd. In veritá, in ragione della sua singolare storia politica, la avevo più che altro ‘collocata’ all’interno del mondo anarchico, senza tenere conto evidentemente dell’esistenza di talune ‘affinità.Quanto alle nobili motivazioni di AVS di volere approfittare della eventuale presenza della Salis in Europa per aprire un serio dibattito sulle condizioni delle carceri nei Paesi dell’ U.E., e sui diritti non negoziabili di tutte le persone recluse, devo purtroppo dire che mi sono apparse alquanto tardive. Non ricordo che in passato qualcuno si sia ‘strappato le vesti’ o abbia agitato le piazze per accendere i fari sul sovraffollamento delle carceri italiane e sullo stato di degrado in cui vivono le migliaia di detenuti, privi di una reale forma di rappresentanza.politica.
    Nel periodo storico degli anni 70, durante il quale si sono costituiti vari gruppi eversivi, numerosi giovani sono finiti in carcere con accuse di terrorismo e varie condanne all’ergastolo. In quella occasione le scelte sono state diversissime, perché strutturalmente diverse erano le persone coinvolte.Alcuni hanno scelto di collaborare senza scontare un giorno di carcere, un consistente gruppo ha intrapreso la strada della cosiddetta ‘dissociazione’ e fruito dei benefici di legge, altri ancora hanno deciso di affrontare le proprie responsabilità senza chiedere sconti di pena allo Stato e al Sistema che deliberatamente avevano deciso di abbattere. Con questo voglio solo rilevare che, seppure le scelte personali possono ritenersi tutte legittime, non sempre sono assimilabili. Il tipo di scelta di fatto ci definisce. Evidenzia la nostra forza o le nostre ‘debolezze’ di fronte alle difficoltà della vita e alle conseguenze delle nostre deliberate e consapevoli azioni. Riflessioni a parte: Buona vita a Ilaria.

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