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Roma precaria tra povertà e lavoro. Verso il corteo del 6 maggio

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Mercoledi 12 Aprile 2017  ore 16.00 A San Basilio in via Recanati (alla Balena) ci sarà una prima assemblea popolare cittadina in preparazione della manifestazione del 6 maggio in Campidoglio "Roma non si vende". Altre due sono in cantiere per il 20 e il 27 aprile in altri quadranti dell'area metropolitana

Che Roma stia attraversando uno dei momenti più difficili degli ultimi decenni ce lo dice la crescita esponenziale e sempre più drammatica dell’area degli esclusi composta da cittadini poveri, disoccupati e precari, al di là dei numeri artefatti dietro i quali si nascondono gli organi di governo.

Il dilagarsi del fenomeno dell’indigenza procede allo stesso ritmo serrato con cui si contraggono i servizi pubblici rendendo ancor più drammatiche e precarie le condizioni di vita dei cittadini e delle periferie romane, da sempre più esposte alla marginalità diffusa. La compressione generale dei salari e delle pensioni prepara la strada ad un destino generalizzato di povertà e disuguaglianze sempre più nette e insopportabili. Senza lavoro vero, adeguati salari e servizi pubblici non c’è via d’uscita neanche per quel ceto medio che scivola inesorabilmente nel disagio sociale ed economico.

I romani hanno meno risorse da spendere mentre si trovano a dover pagare costi crescenti per soddisfare le esigenze primarie. Ad aggravare questo quadro desolante vi è anche l’irrisolta questione abitativa di cui storicamente sono state vittime le fasce più fragili della cittadinanza romana ma che oggi coinvolge un’ampia parte della classe media espulsa dalle case degli Enti o truffata dai sistema dei Piani di Zona.

Per contrastare questo declino sociale e lavorativo, Governo e enti locali hanno messo in campo strumenti di politica del lavoro che, oltre a non produrre alcun effetto concreto, continuano a drenare ingenti risorse economiche ma nella direzione sbagliata. I deprimenti dati sul fallimento del programma “Garanzia Giovani” o del “Contratto di Ricollocazione” che anticipano quanto oggi previsto dal Jobs Act in termini di politica attiva del lavoro, rendono chiaro come questi strumenti   non creano lavoro vero per chi non ce l’ha mentre dall’altro lato irrobustiscono il business per gli enti di formazione, le agenzie interinali e quelle imprese che accedono a forme di defiscalizzazione.

Su questo fallimentare modello si iscrive anche il recente decreto di contrasto alla povertà, destinato a non produrre alcun effetto di fuoriuscita dalla gabbia della indigenza e della disoccupazione, condizionando comunque l’erogazione del sussidio (REI) alla partecipazione a quel modello di intervento già fallito.

E nel frattempo, l’emorragia di posti di lavoro non si arresta. Altre aziende come Alitalia, dopo la recente drammatica crisi di Almaviva, dichiarano migliaia di esuberi, e ai lavoratori che perdono il posto non si propone alcuna serie alternativa di impiego se non interventi formativi.

A tutto questo si aggiunge una stretta sul fronte del controllo e della prevenzione dei comportamenti dissidenti nelle città, inaugurata con i decreti Minniti-Orlando sulla sicurezza nelle città e la facoltà data ai Sindaci di emanare i Daspo ai disturbatori della quiete pubblica e del decoro urbano. Una misura fortemente autoritaria e classista che sembra pensata come unica arma per contenere le inevitabili proteste di una povertà straripante.

Eppure, la possibilità di invertire la rotta esisterebbe, rimettendo al centro il benessere degli abitanti e dei lavoratori a partire dal rilancio di tutti i servizi pubblici e da un piano per il lavoro che guardi a tutte quelle attività ad alta intensità di lavoro, come l’insieme dei servizi di cura delle persone, di salvaguardia del suolo, del patrimonio immobiliare e del paesaggio.

Sulla necessità di mettere in moto un grande movimento popolare che rimetta al centro i bisogni fondamentali delle persone, contrasti le politiche autoritarie e proponga un risveglio della città proponiamo un incontro pubblico per mercoledì 12 aprile alle ore 16.00 a San Basilio in via Recanati (alla Balena).

 

Carovana delle Periferie, Unione Sindacale di Base, Decide Roma-Decide La città, Salviamo il Paesaggio

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