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Palermo. La boxe popolare: pugni, sudore e impegno sociale

Pugni, sudore, rabbia e impegno sociale: queste le parole che meglio descrivono, la fiera personalità di Carlo Bentivegna, pugile professionista della Palestra Popolare Palermo.
Allenato dal tecnico Luigi Spera, domenica prossima al Palazzetto dello Sport del suo paese natio, Altofonte, in Sicilia, Carlo tenterà di mettere un’ulteriore ipoteca al titolo nazionale dei superleggeri che vittoria dopo vittoria, sembra ormai essere davvero a portata di mano.
Per l’occasione avrà dalla sua il pubblico di casa, che lo sosterrà nelle sei riprese previste contro il romano Adi Catana, coriaceo pugile rumeno naturalizzato italiano, allenato dal Maestro D’Alessandri della Phoenix Boxe.
Bentivegna, imbattuto finora, è reduce da sette incontri da professionista, tutti vinti ai punti.
In realtà al posto di Catana avrebbe dovuto esserci Emanuele Cavallucci, che ha dato però forfait pochi giorni prima dell’incontro, per una lussazione alla spalla.
A far il tifo per il beniamino di casa, non ci saranno però solo i suoi compaesani, ma tutti i supporter della Palestra Popolare che in ambito regionale si è distinta più volte i traguardi sportivi dei propri atleti.

“Combatte uno, combattiamo tutti” è il motto di questi ragazzi e ragazze che nei locali occupati del Centro Sociale ExKarcere, nel centro storico di Palermo, hanno rinunciato ai comfort delle palestre dei quartieri “in”, per portare avanti la concezione di uno sport diverso, “popolare” e accessibile a tutti.

“L’idea di dar vita ad una palestra popolare nasce dal desiderio di alcuni compagni di praticare sport in contesti slegati da logiche di mercato, dalla pura finalità estetica e dalla cultura dell’apparire. – Spiegava due anni fa il tecnico Spera, intervistato da Contropiano – Dagli anni ’80 in poi abbiamo assistito ad un fiorire dei centri fitness nei quali si cercano di propinare modelli di bellezza stereotipati e modelli di salute da raggiungere spesso anche con mezzi artificiali; insomma si è diffusa una filosofia che di sportivo ha ben poco. Per noi lo sport è l’ approccio a fissarsi degli obiettivi individuali e di gruppo e richiede una partecipazione collettiva: la vittoria sportiva di un ragazzo della Palestra Popolare è una vittoria di tutta la comunità che vive e frequenta i nostri locali. Qui oltre ai compagni si allenano anche tanti ragazzi del quartiere: i prezzi associativi sono popolari, non superano le venti euro, ma può capitare talvolta che chi non è economicamente in grado di farvi fronte si rifà aiutandoci nei piccoli interventi di manutenzione, insomma ci da una mano nella gestione: il concetto che vogliamo far passare è che un locale occupato è uno spazio popolare che deve favorire l’ interazione delle persone”.

Nel Centro Sociale ExKarcere l’impegno sociale, il volontariato e la politica si mescolano dunque allo sport. In mezzo tanti allenamenti di boxe: duri, di quelli che ti sfiancano, a maggior ragione se nella stessa giornata ti sei fatto otto ore di lavoro di ascensorista, come Carlo: perché di solo pugilato in Italia non si vive, anche se sei un professionista.

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