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Due numeri – ufficiali – sull’accoglienza

I social sono un “luogo” in cui si strepita e ci si strilla addosso. Riportiamo alcune informazioni importanti per stare coi piedi per terra, che smontano le bugie che ci dicono dall’alto. Se in Italia viviamo male, ed è così perchè 11 milioni sono in povertà assoluta, non è colpa dei richiedenti asilo.
Vogliono farci credere questo perchè non possiamo andarcela a prendere coi veri responsabili, e mandarli davvero a casa per i danni che hanno fatto al paese. Pensateci.

1. “ORMAI SIAMO TROPPI, NON POSSIAMO ACCOGLIERLI TUTTI!”
L’Italia è, in proporzione al numero di abitanti, uno dei paesi in cui vengono depositate meno richieste d’asilo, anche rispetto a paesi più piccoli. Dueogni mille italiani: è questa l’invasione di cui parlano?

2. “E GLI ALTRI PAESI CHE FANNO? DIAMOGLI UNA LEZIONE!”
Per questo parlano i numeri che vi mostriamo. Nel mondo 11 milioni 700 mila persone sono rifugiati. Di questi vivono in Europa – non in Italia – 1 milione e 700 mila. Dove stanno questi rifugiati? Fuori dall’Europa, il Pakistan è il primo paese per numero di rifugiati accolti, per esempio.
Non diamo una lezione a nessuno quando “chiudiamo i porti”, se non a chi rischia di morire di stenti in mare non per sua responsabilità.

3. “DISPIACE PER CHI MUORE IN MARE MA FERMIAMO IL BUSINESS”.
E’ vero, tanti imprenditori e tanti pezzi di criminalità organizzata lucrano sull’accoglienza. Noi NON VOGLIAMO che il sistema d’accoglienza resti così com’è.
Ma se sono imprenditori senza scrupoli e mafiosi a speculare, che senso ha prendersela coi richiedenti asilo, i primi a subire gli effetti di questa speculazione malsana e inumana?
Perchè non prendersela con i forti e alzare, in questo caso davvero, la testa? Perchè questo scomodo la politica non se lo prende, non vuole davvero affrontare i responsabili, preferisce buttare fumo e prendersela con chi non c’entra?
Il problema non è la quantità – come abbiamo visto irrisoria per un grande paese come il nostro – ma il modo in cui si gestisce il sistema d’accoglienza.
Dobbiamo superare la gestione emergenziale, militarizzata e straordinaria, proponendo centri di piccole dimensioni gestiti dal pubblico, in trasparenza assoluta, senza possibilità di lucro e profitto per privati di ogni genere.
Dobbiamo promuovere subito percorsi autonomi di inserimento, abitativo, sociale, lavorativo, per chi arriva.
TOLLERANZA ZERO CON CHI SFRUTTA GLI ESSERI UMANI E SI ARRICCHISCE, NON CON CHI E’ SFRUTTATO!

I dati sono dell’istituto di statistica Eurostat, dossier anno 2017, nessun buonista è stato maltrattato per elaborarli, tranquilli 

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1 Commento


  • Andrea Sonaglio

    Non ho concluso la lettura dell’articolo perché come sempre la domanda principale che dovremmo fare e molto più semplice dell’analisi di dati ufficiali.
    Il sommerso che esiste in Italia sia delle persone che del lavoro è volutamente non verificato perché si andrebbe a scoprire come le grosse aziende approffitano di questa situazione.
    Il grosso problema è che l’italiano medio si adegua al sistema perché trae anch’esso dei piccoli benefici. Per non parlare della classe politica

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