Menu

Il “treno del ricordo”: la propaganda revisionista del governo e la resistenza dei genitori

Il governo continua la sua offensiva sulla memoria storica, e il “Treno del Ricordo” ne è l’ultimo strumento. Con la nota inviata alle scuole, il Ministero dell’Istruzione e del Merito invita gli istituti a partecipare a un’iniziativa che, sotto la retorica della commemorazione, punta a riscrivere la storia secondo la narrazione della destra nazionalista.

Il 10 febbraio, “Giorno del Ricordo”, è stato istituzionalizzato nel 2004 con la Legge n. 92 per commemorare le vittime delle foibe e l’“esodo” degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Questo “giorno” è sempre stato uno strumento per veicolare una visione distorta della storia, in cui l’Italia assume il ruolo di vittima innocente e si cancella il contesto di oppressione coloniale fascista nei confronti delle popolazioni slave.

Oggi, il governo Meloni prosegue con il proprio progetto di revisionismo storico, legando il Giorno del Ricordo a una narrazione “patriottica” che rievoca le rivendicazioni su Fiume e la Dalmazia.

Il “Treno del Ricordo”: una mostra di propaganda

L’iniziativa prevede un convoglio ferroviario storico allestito con una mostra che tratta temi quali “Italianità“, “Esodo”, “Viaggio del dolore” e “Ricordi di una vita”. Il tutto con la chiara intenzione di rafforzare il mito dell’italianità delle terre contese e di diffondere un racconto unilaterale sulle vicende del confine orientale.

Il treno farà tappa in diverse città, tra cui Trieste, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Lecce e Sassari. L’obiettivo è chiaro: inculcare negli studenti un’idea nazionalista della storia, occultando le responsabilità del fascismo e negando la complessità della vicenda storica.

Ma non si tratta solo del “Treno del Ricordo”.

A Bologna, la destra ha sfruttato la celebrazione delle “vittime” delle foibe per un’operazione politica ben più ampia: un gruppo di esponenti di destra è entrato nel Comune con il pretesto della commemorazione (a quanto sembra senza neanche informare l’attuale giunta), ma ha trasformato l’evento in un’occasione per rivendicare Fiume e la Dalmazia come terre italiane.

Un chiaro esempio di come il revisionismo storico venga strumentalizzato per legittimare un’agenda nazionalista e negazionista delle violenze del regime fascista. Questo episodio dimostra che l’offensiva della destra non si ferma al racconto delle foibe, ma punta a riscrivere l’intera storia del confine orientale.

La reazione dei genitori e degli attivisti

Per fortuna, ci sono ancora cittadini e cittadine che non accettano passivamente questa operazione revisionista. Alcuni genitori hanno deciso di opporsi e hanno scritto una lettera di protesta, denunciando il carattere ideologico dell’iniziativa e rifiutandosi di lasciare che i propri figli siano esposti a una propaganda di Stato mascherata da commemorazione storica.

Questa iniziativa dimostra che esistono ancora persone disposte a resistere alla manipolazione storica imposta dall’alto. Mentre la destra continua a riscrivere il passato per legittimare la sua visione politica, è fondamentale che le forze progressiste, gli storici e i movimenti antifascisti si mobilitino per contrastare questa deriva.

La memoria non è un terreno neutrale. O si difende la verità storica, oppure si lascia spazio alla propaganda nazionalista. Chi oggi tace o si adegua è complice di un’operazione che ha un solo scopo: rilegittimare un passato che non deve tornare.

*****

Riportiamo integralmente la lettera dei genitori contro il “Treno del Ricordo”:

Gentile Dirigente,

Gentili maestre e maestri,

con vivo stupore e raggelata preoccupazione veniamo a conoscenza della decisione della scuola primaria dei nostri figli di accompagnare alcune classi all’iniziativa “Treno del Ricordo”, commemorazione “storica” delle vittime delle foibe.

Non entreremo qui nel merito dei pericolosi occultamenti storiografici che l’istituzionalizzazione della “Giornata del Ricordo” ha puntualmente disposto, ma non possiamo tacere il nostro sgomento nel constatare l’adesione della scuola, per giunta primaria, a questa strumentale operazione di revisionismo. Sarà pleonastico evidenziare come la nostra obiezione in nulla intenda diminuire il rispetto dovuto a tutte le vittime delle guerre e delle condizioni tragiche che le hanno condotte alla morte, ma è di fondamentale importanza non trascurare come gli interventi atti a modificare la memoria collettiva sottendano sempre una precisa intenzionalità politica rivolta al presente. Infatti, il significato che oggi ricopre la volontà di onorare il “martirio” di coloro che hanno perso le vita nel quadro di affermazione di un feroce nazionalismo suprematista, in nome del quale tuttora vengono compiute stragi e perpetrati genocidi, ci pare pericolosamente evidente. Così come ci pare grave qualsiasi forma di compiacenza, ancorché minimizzante, verso simili forme di riabilitazione storica.

Il nostro auspicio è che la scuola riveda tempestivamente la propria adesione all’iniziativa.

Qualora ciò non si verificasse, comunichiamo il ritiro anticipato da scuola dei nostri figli, affinché non prendano parte all’uscita prevista.

Certi di poter continuare a contare su una reciproca e aperta collaborazione, vi porgiamo i nostri più cordiali, benché preoccupati, saluti.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *