Si usa dire, ed è sempre vero, che in guerra la prima vittima è la verità. La propaganda prende il sopravvento perché ogni parte ha bisogno di magnificare i propri successi e minimizzare i colpi subiti.
Detto questo, sono ben poche le notizie confermate. Lo è certamente quella del cacciatorpediniere iraniano affondato al largo dello Sri Lanka. Non tanto per il video in soggettiva rilasciato dal Pentagono (con l’intelligenza artificiale si può fare quasi di tutto), quanto per le testimonianze dei soccorsi in mare. La nave non costituiva nessun “pericolo immediato” per gli Usa, visto che si trovava a migliaia di chilometri dal teatro di guerra, dopo un’esercitazione di routine condotta insieme alla flotta indiana.
Non si capisce invece quanto sia vero o solo propaganda quella per cui “migliaia di combattenti curdi” sarebbero già pronti alla frontiera dell’Iran per svolgere quell'”offensiva di terra” che gli statunitensi non vorrebbero dover fare direttamente, vista l’impopolarità interna di perdite proprie.
Sarebbe certo una prova di idiozia conclamata da parte curda, che solo pochi giorni fa sono stati ancora una volta usati e abbandonati dagli Stati Uniti nel Rojava, perché ora l’ex capo dell’Isis Al Jolani è anche formalmente un “alleato affidabile” in Siria. Oltretutto, qualche migliaio di peshmerga iracheni – i curdi con minor pratica di combattimento, negli ultimi anni – sarebbero poco più che una spina nel fianco per l’esercito iraniano e i pasdaran.
Certa invece l’ennesima invasione del Libano da parte di Israele, venduta come “rappresaglia per i razzi” sparati da Hezbollah, a conferma che il progetto di “Grande Israele” è l’unica idea nella testa dei genocidi a Tel Aviv.Qualche serio problema, però nell’avanzata.
Per il resto, bombardamenti da una parte, missili e droni dall’altra, con la forte ipotesi che alcuni attacchi contro raffinerie dei Paesi del Golfo siano in realtà operazioni “falsa bandiera” di Israele.
In aggiornamento
Missili colpiscono Israele, che nasconde la portata dei danni
Forti boati sono stati uditi in queste ore a Gerusalemme, con le Forze di difesa israeliane (Idf) che parlano di “missili lanciati dall’Iran“. Come nei giorni scorsi, e come anche nella guerra di giugno, il governo vieta la pubblicazione di foto e video, nonché la diffusione di notizie, sugli effetti di questi attacchi. Mantenere il mito dell'”invulnerabilità” all’estero, anche se all’interno comincia a diventare difficile nascondere tutto…
L’Iran attacca le milizie curde separatiste in Iraq
Le forze iraniane hanno lanciato un’operazione contro i gruppi curdi nella loro regione semi-autonoma del vicino Iraq, mentre hanno anche dato inizio alla loro 19a ondata di attacchi missilistici e con droni contro Israele e le risorse degli Stati Uniti in Medio Oriente, il sesto giorno di una guerra regionale che ha coinvolto gran parte della regione nel conflitto.
L’emittente televisiva iraniana Press TV ha riferito giovedì mattina che l’esercito stava prendendo di mira le “forze separatiste anti-iraniane“, senza specificare il luogo degli attacchi.
Ma non sembra trattarsi di una dichiarazione di guerra ai curdi in generale. La dichiarazione del ministero iraniano, ripresa dai media statali, afferma che le forze iraniane stanno collaborando con i “curdi nobili” per sventare il piano “israelo-americano” di attaccare il suolo iraniano. Evidentemente ci sono diverse fazioni curdi con differente orientamento “strategico”, in Iraq.
Petroliera colpita al largo del Kuwait, greggio in mare
Una “grande esplosione” si p verificata su una petroliera nelle acque al largo del Kuwait causando una fuoriuscita di petrolio, ha dichiarato oggi l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di avere il “controllo completo” dello Stretto di Hormuz, un punto cruciale del Golfo e una delle rotte commerciali più vitali al mondo per l’energia.
“Il comandante di una petroliera all’ancora riferisce di aver assistito e udito una grande esplosione a babordo, per poi vedere una piccola imbarcazione allontanarsi” al largo della zona di Mubarak Al-Kabeer. “C’è petrolio in acqua proveniente da una cisterna di carico, il che potrebbe avere un impatto ambientale“.
Il Ministero degli Interni del Kuwait ha dichiarato da parte sua che l’esplosione è avvenuta “al di fuori delle acque territoriali kuwaitiane“, ad almeno 60 chilometri dal porto di Mubarak Al-Kabeer.
Fermata per ora l’invasione israeliana del Libano
In Libano Hezbollah ha confermato il ritiro delle forze di occupazione israeliane dalla città di Khiam perché costrette a “ritirare ciò che restava dei loro veicoli e soldati sulla collina di Hamams“. In seguito dovrebbe venir rilasciata una dichiarazione dettagliata in merito all’andamento degli scontri.
La resistenza si è scontrata direttamente con una forza dell’esercito di occupazione che ha cercato di avanzare verso la città di Al-Dhahira, alle 23:20 di mercoledì sera, come affermato in una dichiarazione rilasciata dalla resistenza, gli scontri sono continuati fino al momento della pubblicazione della dichiarazione.
La resistenza ha anche annunciato di aver preso di mira la base “Ein Zeitim” (quartier generale delle due brigate) a nord della città occupata di Safed, con uno squadrone di droni d’attacco.
Preso di mira anche il complesso industriale militare appartenente alla compagnia Rafael, a sud della città occupata di Acri, anche qui con uno squadrone di droni.
Mercoledì mattina erabi state prese di mira le forze dell’esercito di occupazione israeliano a Khallat Wadi al-Asafir, nella città di confine meridionale di Khiam, con una raffica di razzi.
La resistenza ha spiegato nelle sue dichiarazioni che la sua risposta e le sue operazioni rientrano nel quadro della risposta alla “criminale aggressione israeliana che ha preso di mira decine di città e paesi libanesi, tra cui la periferia meridionale di Beirut“.
L’Iran nega il lancio di un missile verso la Turchia
Lo stato maggiore delle forze armate dell’Iran ha rilasciato una dichiarazione che nega di aver sparato qualsiasi missile verso la Turchia, che ieri ha detto che le difese della NATO hanno abbattuto un missile dall’Iran mentre si dirigeva nel suo spazio aereo.
“Le forze armate della Repubblica islamica dell’Iran rispettano la sovranità del paese vicino e amico, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio di quel paese”, ha detto la dichiarazione dell’esercito iraniano, portata dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.
Il missile si è avvicinato allo spazio aereo turco dopo aver sorvolato l’Iraq e la Siria, secondo il ministero della Difesa di Ankara.
Nessuna trattativa di Tehran con gli Usa
Un funzionario iraniano ha categoricamente negato le notizie dei media precedenti secondo cui Teheran ha inviato un messaggio agli Stati Uniti.
“Nessun messaggio è stato inviato dall’Iran negli Stati Uniti e l’Iran non risponderà ai messaggi inviati dalla parte americana”, ha detto il funzionario iraniano all’agenzia di stampa Tasnim giovedì.
Il funzionario ha ribadito che le Forze armate dell’Iran si sono preparate per una lunga guerra.
La dichiarazione è arrivata dopo un precedente rapporto del sito web Axios che afferma che l’Iran ha inviato messaggi agli Stati Uniti negli ultimi giorni, ma non ha ricevuto una risposta.
I problemi di tenuta in Israele
L’esercito israeliano ha lanciato attacchi contro le infrastrutture governative in Iran mentre cerca di intercettare più missili iraniani in arrivo così come il lancio di razzi e droni dal Libano. Questo sta mettendo alla prova le capacità di Israele e la tolleranza del pubblico israeliano.
La gente in Israele si è svegliata alla notizia che ci sarebbe stato un certo allentamento delle restrizioni agli incontri pubblici e qualche ritorno alla normalità nei luoghi di lavoro. Ciò significa un po’ di sollievo per gli israeliani a cui viene detto dal loro governo che si sta facendo di tutto per limitare la capacità dell’Iran di vendicarsi.
C’è stato, sembra, un calo nel numero degli attacchi, ma l’Iran sta usando ora missili di livello superiore che sono più grandi e causano più danni quando cadono, anche quando vengono intercettati.
Si prevede che il costo dei danni sarà di circa 2 miliardi di dollari solo nella prima settimana. Questo è in aggiunta al costo dello sforzo bellico stesso. Quindi ci sono sforzi per mitigare alcune di queste perdite tornando all’attività economica, tra cui il rimpatrio degli oltre 100.000 israeliani.
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