E veniamo al mio rompicapo enigmistico preferito: unisci i puntini.
1) Scoppia lo Scandalo Epstein in seguito alla parziale pubblicazione dei file da parte del dipartimento di giustizia del governo Trump. I File evidenziano il legame tra il finanziere pedofilo e il Mossad. Una fonte confidenziale dell’Fbi indica Epstein come agente del Mossad addestrato da Barak: l’ex ministro Israeliano ed ex ministro della difesa di Israele era del resto sodale e socio in affari di Epstein, soggiornava regolarmente nei suoi appartamenti a Ny.
Il legame riguarda anche la compagna e socia in crimine Ghislaine Maxwell, a sua volta figlia di una spia del Mossad. Da anni, l’ex spia del Mossad Ari Ben-Menashe andava spiegando che il pedofilo Epstein era una risorsa del Mossad e che il suo ruolo era quello di organizzare e gestire una “honey trap”, una trappola per ricattare figure influenti dopo averle compromesse attirandole “al miele”.
2) Per i loro rapporti con il finanziere pedofilo emersi dai file rilasciati dal dipartimento di Trump si dimettono politici di primo piano, quasi tutti dell’area del “centrosinistra”.
Ora, chiamare quella roba centrosinistra è come chiamare amore la gelosia: diciamo quindi esponenti del centro di quella roba che ha fatto fuori la sinistra, tipo il New Labour di Blair e Starmer che ha fatto fuori il vecchio labourista Corbyn (con l’accusa – pensa il caso – di antisemitismo).
Si dimette il capo di gabinetto del premier Starmer e viene addirittura arrestato l’ex ministro di Tony Blair e di Gordon Brown, Peter Mandelson, nominato da Starmer ambasciatore in Usa. Si dimette da Harvard l’ex segretario del Tesoro di Bill Clinton, Larry Summers. Lo stesso Clinton – prima volta per un ex presidente – è costretto a testimoniare per evitare l’accusa di Oltraggio al Congresso.
Si dimette in Francia l’ex ministro socialista francese Jack Lang. In Norvegia lo scandalo travolge l’ex premier laburista Thorbjørn Jagland e l’ambasciatrice svedese Mona Juul. I documenti contenuti nel Files evidenziano il rapporto di lungo corso intrattenuto da Epstein con Mona Juul e suo marito, Terje Rod-Larsen. I due erano stati figure di spicco durante gli Accordi di Oslo tra Israele e Olp. Nel suo ultimo testamento, Epstein avrebbe lasciato 10 milioni di dollari in eredità ai figli della coppia. Il governo Norvegese ne ha chiesto le dimissioni per il sospetto che abbia favorito Israele in cambio di utilità personali.
3) I democratici e la stampa denunciano gli omissis e la mancata pubblicazione dei file che riguardano Trump. Alcuni file compaiono per poi sparire, ma c’era chi aveva fatto in tempo a salvarne le copie. Eppure, Trump era legatissimo al finanziere pedofilo Epstein, che di Trump si era definito il migliore amico.
Si sa che Trump partecipava alle sue feste, volava sul suo “Lolita express”, si sa che tramite lui ha conosciuto la futura moglie Melania quando era una giovane modella. Trump aveva dichiarato in un’intervista che Epstein era un tipo fantastico (“A terrific guy”) e che condividevano la passione per le donne “specialmente quelle moooolto giovani” (“It is even said that he likes beautiful women as much as I do, and many of them are on the younger side!”).
Stranamente però, pur comparendo il nome di Trump migliaia di volte, tra i milioni di email e file resi pubblici, non ci sono documenti che compromettano Trump più di quanto non lo avessero già compromesso queste sue dichiarazioni pubbliche e fatti noti.
4) Il 21 Gennaio, al forum di Davos, Trump dichiara: «Abbiamo cancellato la capacità nucleare dell’Iran con l’operazione Midnight Hammer. Erano a due mesi dall’arma nucleare, adesso non possono più. Ora l’Iran vuole parlare e noi parleremo». Presunta minaccia nucleare archiviata, partono le trattative sull’arricchimento a uso civile dell’uranio.
5) L’11 Febbraio Netanyahu vola da Trump. Dopo l’incontro, nessuna conferenza stampa congiunta. Nel frattempo proseguono i negoziati Usa con l’Iran sul nucleare civile e anche quelli sembrano pienamente soddisfacenti. Trump affida la guida dei negoziati all’Oman, paese alleato.
6) Il 27 Febbraio. Il ministro degli esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, annuncia trionfante che i negoziati hanno fatto impensabili passi avanti: «L’Iran ha accettato di non stoccare uranio arricchito. È un fatto completamente nuovo, che rende evidentemente a questo punto la questione risolta, poiché d’ora in poi si può negoziare partendo da questo presupposto. Ci sarà inoltre pieno accesso ai siti nucleari iraniani per gli ispettori dell’Aiea. È una svolta! Le scorte attuali saranno miscelate al livello più basso possibile e convertite definitivamente in combustibile».
7) Il 28 Febbraio gli Stati Uniti attacca l’Iran. Il segretario di Stato Rubio spiega sostanzialmente che gli Stati Uniti siano intervenuti perché costretti da Israele: “Sapevamo che se l’Iran fosse stato attaccato, anche da qualcun altro, in risposta avrebbe colpito gli Stati Uniti”. Questa era la “minaccia imminente” per gli Stati Uniti. Qualcun altro chi? Trump lo smentisce: nessuno lo ha costretto, è lui che ha deciso l’attacco.
8) Il giornalista Alan Friedman interviene a su La7 per ricostruire i malumori del Pentagono e della Cia contro il ministro della guerra Heghset: «Viene fuori che Netanyahu ha spinto Trump a bombardare, forse – dice Friedman – lo ricatta con gli Epstein files: se vermente il Mossad sa di atti sessuali e molestie di Trump su una tredicenne allora lo ricatta. Questa è una teoria che adesso a Washington si discute».
9) Il 3 Marzo la Cbs denuncia che, dal momento dell’attacco Usa all’Iran, Il Dipartimento di Giustizia americano sta piano piano eliminando i fascicoli su Epstein dal suo sito: a fine febbraio il Dipartimento di Giustizia ha rimosso più di 47.000 file, per un totale di circa 65.500 pagine.
Ricompaiono però le già pubblicate deposizioni all’Fbi di una donna che ha affermato di essere stata aggredita sessualmente Trump quando lei aveva 13 anni, dopo essere stata presentata a Trump da Jeffrey Epstein. La donna accusa Trump di aver tentato di costringerla a fare sesso orale e di averla picchiata dopo che lei, riluttante, gli aveva morso il pene.
Sono i file noti come FBI 302 e consultabili sul sito del dipartimento. Pubblico il link nei commenti. Oltre tre milioni di file Epstein restano ancora secretati. il Dipartimento di Giustizia ha spiegato di aver escluso dai documenti pubblicati immagini e video che mostrano morte, violenze, abusi sessuali sui bambini e pornografia.
Anche i più fedeli alleati di Trump sono in difficoltà quando devono trovare una spiegazione logica al perché Trump abbia attaccato l’Iran. Non doveva mettere fine alle guerre? Contraria anche la maggioranza degli elettori trumpiani. C’è chi gli si rivolta contro, come l’ex anchorman di Fox News Tucker Carlson. Altri si inabissano, come il vice J.D. Vance e da noi Meloni. Altri ancora prendono il treno in piena faccia che per quello fanno il ministro dei trasporti. Teniamoci stretti.
* da Facebook
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