Sarà pure una simpatica coincidenza, quella dell’associazione tra Francis Fukuyama e una riflessione da lui pubblicata, di cui l’autore è invece Shahn Louis. Il primo è l’autore del discusso libro “La fine della storia e l’ultimo uomo”, il secondo è un analista di intelligence con esperienza presso il Dipartimento della Difesa e l’Intelligence Community degli USA, ed è anche membro del Comitato Nazionale per le Relazioni USA-Cina.
Ma con un po’ di fantasia si può immaginare che il messaggio è che, alla “fine della storia”, la Corea del Nord aveva ragione. In un mondo in cui il banditismo imperiale è la regola, la rinuncia al proprio programma nucleare fatta dalla Libia nel 2003 è stato un insegnamento ben imparato da Pyongyang. L’unico strumento per salvarsi da un’aggressione imperialista è poter schierare una deterrenza nucleare, e la corsa al riarmo che ne deriverà, compreso l’aumento del rischio di un conflitto mondiale, è tutta in capo alle “democrazie” occidentali.
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