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Appello per una mobilitazione nazionale in sostegno alle Repubbliche Popolari del Donbass e alla lotta delle forze di classe e antifasciste in Ucraina

Ad un secolo dalla Prima Guerra Mondiale assistiamo al ripetersi delle condizioni che portarono cento anni fa l’umanità alla catastrofe. La disputa per il controllo dei mercati di fronte alla crisi e al riposizionamento del peso dei grandi centri imperialisti a livello mondiale, produce contraddizioni sempre più forti, che sfociano in conflitti dal carattere sempre meno locale. Dall’Afghanistan all’Iraq, passando per la Libia, la Siria ed oggi l’Ucraina; non si può fare a meno di notare l’escalation avvenuta in questi anni e nutrire serie preoccupazioni per il futuro. La corsa al riarmo che coinvolge molti paesi, unita al risorgere di dispute territoriali per il controllo delle risorse energetiche e minerarie o delle principali rotte commerciali, pone una seria ipoteca sul prossimo futuro. La guerra torna sul suolo europeo; la possibilità di un conflitto mondiale non appare pura fantascienza, ma una sempre più concreta possibilità di evoluzione di questo contesto e di reazione delle classi dominanti alla crisi.

La ridefinizione del peso mondiale dei centri imperialisti consolidati, principalmente USA e UE, di fronte all’emergere di nuove potenze capitalistiche che entrano fortemente in competizione per il controllo dei mercati, spinge Stati Uniti ed Unione Europea ed il loro braccio militare, la NATO, ad una politica sempre più aggressiva, scatenando conflitti in diverse parti del mondo. Nel far questo Stati Uniti ed Unione Europea, a parole paladini dei diritti e delle libertà, non hanno alcuna remora a sostenere, armare ed utilizzare per i propri scopi anche le forze più reazionarie, come neofascisti e estremisti islamici. L’Ucraina oggi assume il ruolo di vera e propria palestra per i movimenti fascisti, accorsi da tutto il mondo per combattere al fianco dei golpisti.

Una lotta tutta interna alle grandi borghesie, ma che coinvolge direttamente la classe lavoratrice, la gioventù, i destini dei popoli del mondo. Le masse popolari pagano quotidianamente il conto delle politiche imperialiste dei loro governi, che si ripercuotono sulle condizioni di vita di miliardi di persone. Ogni euro speso per la guerra è un euro sottratto alla sanità, alla scuola, all’edilizia popolare, come accade in Italia per gli F-35, solo per fare un esempio recente.

Le vicende dell’Ucraina si generano in questo contesto. L’obiettivo di USA e UE è quello di conquistare un mercato importante e un territorio strategico per la presenza di risorse minerarie ed il passaggio di importanti vie di trasporto energetiche, sottraendo questo mercato controllato oggi dai monopoli russi per consegnarlo nelle mani dei monopoli occidentali. Questi sono gli interessi che stanno dietro alle proteste di Piazza Majdan e al golpe che ha portato al potere l’attuale governo, con al suo interno diversi ministri di organizzazioni fasciste. I primi provvedimenti politici non a caso hanno riguardato la messa al bando delle organizzazioni comuniste e di classe, con una forte campagna anticomunista nel paese, e una restrizione dei diritti per le minoranze russe presenti nel paese. Il massacro di Odessa, con l’incendio della casa dei sindacati, ha rappresentato la punta politica dell’aggressione alla classe lavoratrice ucraina e alle sue strutture ed ha innescato un sentimento popolare di protesta, che ha portato alla nascita delle Repubbliche Popolari nell’est del paese.

Nonostante le contraddizioni presenti, proprie di ogni condizione storica e sociale di questa natura, riteniamo necessario un pieno sostegno da parte delle forze di classe a quelle organizzazioni che nell’est ucraino lottano contro il governo di Kiev, contro le oligarchie e contro i servi nazi-fascisti. L’unica arma di cui disponiamo è il sostegno internazionalista che possiamo mettere in campo. Un sostegno che va alle forze che lottano per la liberazione dell’Ucraina dalle ingerenze imperialiste e allo stesso tempo dal controllo della borghesia nazionale e straniera, per un’evoluzione in senso socialista delle Repubbliche. La Carovana Antifascista promossa dalla Banda Bassotti è stato un primo importante passo in questa direzione. Adesso spetta a noi il passo successivo.

Crediamo sia venuto il momento di dare inizio ad un vasto movimento di opinione e di azione politica contro la guerra imperialista, a partire proprio dalla situazione ucraina. Opporsi alla prospettiva di nuovi conflitti è un dovere irrinunciabile per le forze comuniste, e per tutte le forze politiche realmente progressiste e democratiche. Per questo invitiamo le organizzazioni politiche di sinistra ed antifasciste, le organizzazioni sindacali e studentesche, le realtà di movimento che in questi anni hanno animato grandi proteste popolari, come quelle contro la base americana di Aviano, i comitati No Muos, le molteplici esperienze di lotta contro la guerra, ad aderire all’appello per la creazione di una manifestazione nazionale con i seguenti obiettivi:

– opposizione alla guerra, alla prospettiva di conflitti di natura mondiale che coinvolgano il nostro paese, lotta contro le spese militari, l’acquisto dei caccia F-35 e ogni altra misura volta a sostenere il ruolo dell’Italia negli scenari di guerra;

– sostegno alle Repubbliche Popolari della Novarossia e in particolare alle forze di classe e antifasciste che lottano per un’evoluzione in chiave antioligarchica e anticapitalista delle Repubbliche e denuncia della natura imperialista dell’Unione Europea, dell’aggressione militare compiuta dalla Nato in Ucraina.

– sostegno alla lotta antifascista in Ucraina, alle forze comuniste messe al bando in queste settimane nella parte del paese sotto il controllo del governo golpista di Kiev, alla prospettiva di un più vasto ricongiungimento della lotta antifascista e di classe in tutta l’Ucraina;

– denuncia delle responsabilità politiche del governo Renzi e dei partiti politici che appoggiano la sua maggioranza, della piena compromissione del governo nella politica imperialista della Nato e della UE; lotta contro ogni proposta da parte del governo di invio di soldati italiani o di qualsiasi supporto di natura militare in Ucraina e in ogni altro scenario di guerra, costruendo una campagna per l’uscita dell’Italia dalla Nato e da tutte le organizzazioni.

 
***Assemblea Romana No Guerra/Con il Donbass Antinazista

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