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Bologna: un 25 aprile non rituale

Quest’anno non si è fatto eccezione, come sempre il palco ai piedi dei sentieri partigiani ospitava interventi e musica per una grande festa popolare. E la volta di Pietro Grasso e Susanna Camusso, chiamati a fare retorica sulla resistenza  e alla pacificazione post-Bellica, che evidentemente ha  permesso la nascita della nostra bellissima costituzione. 

Costituzione calpestata e cambiata a piacimento con l’assenso e silenzio del Partito Democratico e CGIL ogni qual volta i poteri forti o l’Europa ha preteso un pezzo dei nostri diritti in cambio di niente. Questa volta non è andato tutto liscio, i fischi hanno sottolineato i discorsi solenni di Grasso con uno striscione che recitava ““1944 i nemici venivano da fuori, 2013 i nemici li abbiamo in casa” , ma non è stato solo il patto PD-PDL a scatenare le proteste, un altro gruppo manda un messaggio, questa volta per la Camusso, colpevole di aver invitato sul palco Bolognese del 1°Maggio il presidente degli industriali e il presidente delle cooperative come per ribadire che in questa crisi, la via di uscita sta solo in un patto tra classi che comunque condividono lo stesso destino.

La RETE DEI COMUNISTI di Bologna stava con chi ha contestato i non-rappresentati delle istituzioni e che per questo, oggi sono fatti oggetto di pubblico ludibrio da parte degli incensatori e dai sacerdoti di simulacri vuoti.

Siamo profondamente vicini a chi oggi contesta, abbiamo più volte evidenziato come non serve più fare finta di ricordare una volta l’anno la Resistenza svuotando di significato e partecipando attivamente allo smantellamento dello stato sociale e dei diritti per il resto dell’anno.

Non vogliamo dimenticare quello che stanno portando avanti anche sul campo sindacale con leggi liberticide in accordo con i produttori, continuando ad essere complici di apartheid di stampo razzista nei confronti dei lavoratori migranti.

Ed è per questo che sosteniamo, attivamente, la proposta del l’Unione Sindacale di Base di costruire e partecipare al corteo del 1 °Maggio sostenuto  da varie realtà sociali e politiche che ogni giorno combattono sul terreno sociale e politico dei diritti, questi grigi sacerdoti che vivono di rendita ormai parassita.

Invitiamo tutte le Realtà sociali, politiche e tutti quei cittadini che ancora non l’avessero fatto ad aderire e presentarsi al concentramento in Piazza Verdi per un primo maggio di lotta e solidarietà.

Infine ricordiamo al signor Grasso che la nascita di una costituzione progressista, è stata possibile perché la pace la si era conquistata con il sangue dei lavoratori, che hanno fatto pesare i loro rapporti di forza dentro a quella costituente, e non certo per il buon senso dei produttori, tutti schierati con il fascismo assassino.

Come allora, toccherà a noi ricostruire dalle macerie un paese occupato da una classe dirigente  miope e incapace, che oggi si schiera apertamente dalla parte sbagliata della lotta di classe.

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