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Poteri forti e quant’altro

La sortita americana di Renzi – “per cambiare il paese sono pronto a sfidare i poteri forti” – sta facendo ridere mezzo mondo, visto com’è arrivato dov’è.

Sul piano teorico, però, la questione del luogo comune chiamato “poteri forti” aveva ricevuto una sistematizzazione pressoché definitiva in questo breve “saggio filosofico”. Che in quanto tale risulta di estrema attualità, anche se i nomi d’occasione, inevitabilmente, cambiano con i mesi e gli anni. Un discorso stupido o falsario è per sempre, chiunque se ne faccia interprete e in qualsiasi tempo.

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Se il «cretino è pieno d’idee», purtroppo gli fanno difetto i concetti. In compenso, fa grande uso di frasi fatte che aggiorna secondo la moda e la diffusione virale bocca a bocca. Dopo “un attimino”, “assolutamente sì” e “quant’altro”, tocca a “poteri forti”. O meglio, benché l’espressione suggerisca grovigli impegnativi, viene usata come un tic linguistico, un intercalare compulsivo, un tormentone.

Però, dopo l’intemerata di Domenico Scilipoti – che ha accusato Monti «di operare in nome dei poteri forti» – “poteri forti” mostra i segni dell’usura. Scilipoti non ha fatto altro che saltare a pié pari nella nuvola linguistica, nella ola, e la circostanza che sia un’orrenda macchietta di parlamentare ad usare l’espressione permette di abominarla definitivamente. Non prima però di avere notato che l’abuso c’è stato soprattutto a sinistra, quella dura e pura. Una sinistra che, alla fatica del concetto, preferisce la scorciatoia dell’immagine allusiva, ma perentoria.
Poteri forti, sì, ma quanto forti? Facciamo i nomi. Della Valle? Montezemolo? Maddài. Goldman Sachs, Bilderberg, Trilateral! Ci siamo!
Si rendono conto, costoro, che lo SIM (Stato Imperialista delle Multinazionali) era meglio definito e determinato? Sì, lo SIM, che tanto faceva sbellicare gli imbecilli e i vili sul finire degli anni Settanta. Eppure, lo SIM – correva l’anno 1978 – veniva colto nel suo manifestarsi come fine del keynesismo, come superamento e riorganizzazione dello stato-nazione, come inedito sistema di comando che cominciava a materializzarsi e a surrogare la politica selezionando direttamente il proprio personale, munendosi di una propria burocrazia. Come pratica della delocalizzazione, come scelta delle tecniche, come controllo del sistema della circolazione delle merci e del denaro ormai mondializzato. E loro, ridevano come fosse la Spectre.
Ora invece si trovano d’accordo sulla riedizione del complotto “demo-plutocratico” ed “ebreo-massonico” tanto è vero che sui poteri forti convergono fascisti, rosso-bruni e anarcoidi vari. Un Potere non meglio specificato. Minaccioso, incombente, lucido. “Poteri forti”, no?, non v’è chi non veda!
Ma mentre lo SIM risultava una manifestazione inedita delle metamorfosi del capitale, ora i “poteri forti” risultano la caricatura dell’escrescenza finanziaria. I Black bloc della finanza, riedizione degli “gnomi di Zurigo”, tornano utili ad ogni crisi come spiegazione “ad hoc”.

Inutile dire, a quanti affollano l’arena dei socialnetwork, che l’unica cosa da spiegare è il capitalismo, che tutto è meno che un complotto, nei cui ingranaggi sono stritolati e grazie ai quali viene incessantemente riprodotta la loro futile e ridicola reazione.

Incuria, lassismo, vulgate e faciloneria assediano il pensiero di Marx, le sue nozioni. I suoi concetti vengono trasfigurati in parole evocatrici e allusive e abbiamo così un Das Kapital immaginario con personificazioni progressive a costituire una iconologia fantastica, sciatta, senza nemmeno la carica espressionista.
Marx non andava oltre Madame la Terre e Monsieur le Capital, loro hanno bisogno di fattezze umane, di profili grifagni, di mani adunche e di complotti planetari. Del Complotto. Hanno un disperato bisogno dei “savi anziani di Sion”, sennò non si orientano.
Ma così non colgono l’ingranaggio, le interdipendenze, i feed back, la non linearità del processo e soprattutto la circostanza inaggirabile per cui prima e comunque viene la concorrenza tra i capitali e che, al livello della circolazione, finanziaria per di più, non ci sono piani che non possano essere scompaginati da altri piani.

da www.odradek.it

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