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Addio Shireen, paladina del giornalismo

Mercoledi mattina a Jenin in Palestina, le forze dell’occupazione israeliane, hanno sparato a sangue freddo e assassinato la corrispondente più famosa di Al Jazeera: la giornalista Shireen Abu Akleh.

Shireen, insieme ad altri giornalisti erano usciti per coprire l’attacco delle forze di occupazione contro la città di Jenin, aveva l’insegna della Stampa/ Press, nessun avvertimento, nessuna richiesta di allontanamento, l’hanno uccisa a sangue freddo, e ferito un altro collega Ali Al Samudi.

Shireen, nata 51 anni fa a Gerusalemme, originaria di Betlemme, era il volto giovanile della TV palestinese, e poi del canale Al Jazeera.

Il suo assassinio, riporta la mente a Rachel Khoury, e alla distruzione della torre della stampa a Gaza un anno fa, dove avevano sede Al Jazeera e altri agenzie stampa internazionali.

L’uccisione di Shireen è un crimine contro la libertà della stampa. L’occupazione israeliana con questo atto criminale, vuole coprire i suoi crimini contro il popolo palestinese e la sua resistenza, e nascondere le provi dei sui massacri quotidiani in Palestina.

Un crimine descritto che non ha bisogno di prove. Come vuole l’Occidente e i suoi doppi standard e come dimostra la Corte penale internazionale, lenta in Palestina ma veloce in altri luoghi. Lo stato di occupazione israeliano, non esita a commettere massacri contro l’umanità in pieno giorno e non trova deterrenza da parte del cosiddetto mondo libero.

Ci mancherà, il coraggio di Shireen e la sua voce che accompagnava le immagini che trasmetteva in diretta sulla violenza brutale dell’occupazione sionista in Palestina.

(la foto in copertina è di Patrizia Cortellessa)

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1 Commento


  • Pasquale

    Il progetto sionista è nemico dei palestinesi, ma è anche il primo nemico di quegli ebrei che vogliono vivere in pace per cui sono loro i primi ostaggi di questa cultura colonialista portata avanti con il sostegno dei governi primo fra tutti quello americano. Il popolo arabo da decenni sopporta barbarie e violenze da parte di uno degli eserciti più potenti, provvisto di un massiccio arsenale di armi e un solido comparto di dispositivi atomici. L’omicidio di Shireen è sicuramente un attentato alla stampa libera, ma fa parte di un progetto di sterminio dei palestinesi che rientra nel disegno ultimo degli “eletti”. Ma tutto questo alla stampa occidentale non interessa minimamente.

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