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Oggi nella ricchissima Franciacorta, il territorio bresciano in cui le aziende dello spumante omonimo da decenni fanno affari d’oro, mancano braccianti per la vendemmia.

Le aziende protestano perché non trovano sufficienti raccoglitori, offrendo la paga di 7,9 euro LORDI all’ora. Il che vuol dire circa 5,5 NETTI, per un lavoro massacrante che dura tutta la giornata e che è uno dei più nocivi tra quelli agricoli (si raccoglie a mano, su e giù per le colline).

Le aziende aggiungono che quella che offrono è la paga contrattuale, non secondo i cosiddetti contratti pirata, ma secondo gli accordi con CGILCISLUIL.

È un gran bene che le aziende non trovino tutti i lavoratori a quelle condizioni e che il reddito di cittadinanza permetta a chi lo percepisce di dire di no.

Bisogna aumentare le paghe sul serio; e molto di più per i lavori faticosi.

Bisogna introdurre il salario minimo di legge di almeno 10 euro all’ora, finendola con la balla che in Italia bastino i contratti. Siamo l’unico paese ricco che in trent’anni ha visto calare i salari, anche con i contratti.

Insomma bisogna rompere un sistema che si è abituato a fare profitti con salari e condizioni di lavoro indecenti. Se volete lo spumante, pagate bene chi raccoglie l’uva.

Basta schiavismo.

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