Menu

Resistenza democratica contro le politiche di guerra. Il 4 Novembre saremo in piazza

Risorgimento Socialista ha deciso di aderire alla grande mobilitazione del 4 Novembre perché  ritiene decisivo, di fronte alla gravità del momento, costruire un grande fronte di lotta per la pace, di resistenza democratica, e di rifiuto delle politiche di guerra della Nato, che unisca le forze autenticamente Costituzionaliste  e Lavoriste e tutte le Forze politiche della sinistra Alternativa, espressione della opposizione sociale e di classe esistenti nel paese.

La volontà espressa dagli Usa e dalla Nato di alimentare ad oltranza la guerra in Ucraina, respingendo l’ipotesi di accordo su cui si stava lavorando tra le parti, e da ultimo respingendo la proposta di pace sulla linea di cessate il fuoco proposta dalla Cina Popolare, così come la piena condivisione degli Usa, accompagnata dalla assoluta subalternità europea, della scelta del governo israeliano  di distruggere Gaza e costringere all’esodo la popolazione civile per chiudere definitivamente la questione palestinese e realizzare il progetto sionista della “Grande Israele”, costituiscono due momenti distinti dello stesso  disegno geopolitico Atlantico diretto  a ricostruire a qualsiasi costo una egemonia globale nelle relazioni internazionali  essenziale a garantire i propri processi di creazione della ricchezza sociale.

Questo disegno di ricostruzione della centralità unipolare ed imperiale degli Usa, fondata sulla riduzione ad uno stato di totale subalternità politica dell’Europa, è necessaria a garantire  sul terreno dei rapporti di forza che i processi di globalizzazione economica, commerciale e finanziaria, e tutto il sistema delle relazioni politiche globali, minati oggi  nella loro compatibilità con il sistema geopolitico occidentale dall’azione politica  autonoma, e dalla grande potenza economica e concorrenziale dei paesi dell’area Brics, e di gran parte dei paesi in via di sviluppo  in America Latina, Africa ed Asia, continuino ad essere marcati dal predominio delle regole di scambio e di mercato fissate dal capitale multinazionale  e dal sistema monetario occidentale.

La difesa disperata di questo schema imperiale a livello globale rappresenta una necessità vitale per la tenuta del modello sociale  liberista e  dell’equilibrio del suo sistema finanziario, e rappresenta il fattore  essenziale per il  mantenimento dei rapporti di potere, ed il modello sociale, su cui il sistema atlantico  ha riorganizzato nei paesi sviluppati il proprio equilibrio dopo la grande crisi del 2007/2008, che ha aperto nelle economie occidentali una crisi strutturale del modello liberista trainato dal capitale finanziario come leva principale dei processi di  creazione della ricchezza.

Questo disegno complessivo  prevede all’interno di tutti i paesi europei, e del nostro in particolare,  il  restringimento ulteriore degli spazi democratici ed  una omologazione assoluta dei  processi decisionali interni, per gestire e controllare  le contraddizioni interne di  un processo di stagnazione ed inflazione tendenziale  del sistema economico occidentale, e all’esterno del sistema atlantico  la ricerca di una linea di scontro, anche militare se ritenuto necessario,  innanzitutto con la  Russia e Cina, e  con tutti i paesi emergenti  o in via di sviluppo, ed essi più o meno collegati o in semplice  relazione economico/commerciale,  tutti espressioni di forte sovranità statuale ed  a forte potenziale produttivo ed economico, o in grado di mantenere in piedi rapporti di forza di alto livello,  che affermano la loro indipendenza  politica, economica, commerciale, finanziaria e monetaria in contrasto, o semplicemente  alternativa,  al sistema geopolitico atlantista.

Tutte le forze del Movimento dei Lavoratori e le forze Democratiche del nostro paese e di tutti i paesi europei  devono contrastare questo disegno  infernale ed autoritario che ispira l’azione degli Usa e della Nato, la cui prima vittima e l’Europa stessa, lottando per riaffermare  i caratteri fondativi del nostro stato Costituzionale, come Paese che deve interpretare il proprio ruolo internazionale come attore di pace, di distensione e di collaborazione con il Sud e l’Est del  mondo, attraverso il recupero della della piena effettività e funzionalità del  nostro assetto Costituzionale.

 * Risorgimento Socialista

 

Foto di Patrizia Cortellessa

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *