Menu

Gaza. Siete responsabili e complici

Passano i giorni della guerra di sterminio contro la popolazione di Gaza. Più di 9000 mila morti, 22.000 feriti, con il 75% donne e bambini, distruzione e cancellazione di interi quartieri, più di un milione di sfollati, senza acqua, cibo, elettricità, internet e medicine.

Bombardati ospedali, scuole, chiese e moschee, impossibile per i mezzi di soccorso di raggiungere i feriti. Fosse comuni ovunque. Centinaia di famiglie cancellate del registro civile, e migliaia ancora stanno sotto le macerie. Tutto accade sotto i nostri occhi.

Vedo bambini disperati cercando mamme o familiari, e altri dilaniati dalle bombe, insanguinati. Vedo madri e padri camminare come zombi con una speranza ormai persa di trovare i loro cari. Sento la loro rabbia e la loro disperazione, contro questo mondo silenzioso, ingiusto e complice.

Mi sale un grido che mi soffoca, voglio gridare in faccia ai potenti della terra, a questi politici, che dovrebbero rappresentare i loro popoli! Ma non vedete le piazze di tutto il mondo piene di uomini donne e bambini scesi contro questo genocidio di una popolazione inerme e senza colpa, se non per il solo fatto di essere nati in questa terra di Palestina!!

Siete tutti responsabili: Onu, Consiglio di Sicurezza, UE, Stati arabi, commercianti e fabbricanti di armi. Avete creato i mostri in questa regione e ora non siete capaci di fermarli. Siete impotenti persino a imporre un cessate il fuoco per motivi umanitari, come non siete stati capaci di obbligare la potenza occupante al rispetto di una sola risoluzione dell’Onu!!

Siete stati assenti consapevoli di tutta l’atrocità praticata da Israele per lunghi anni.  Con il pretesto del diritto alla difesa”! Difesa anche quando compie il genocidio e lo sterminio??!!”

La partecipazione diretta di unità di élite delle forze americane nella guerra di aggressione a Gaza, mette in evidenza, che l’amministrazione Biden, sostiene e appoggia questo genocidio del popolo palestinese, come evidenzia pure la sua inadeguatezza  a essere mediatore nella regione.  

Bisogna anche tenere presente che gli USA finanziano regolarmente Israele ogni anno con svariati miliardi di dollari per la “sicurezza”. Proprio oggi, sul sito Hebrew Walla, lo scrittore israeliano Nir Kipnis ha scritto un articolo intitolato “Così hanno venduto Israele per 40 miliardi di dollari”, e ha detto: “Forse è giunto il momento di accontentarci delle buone parole che il presidente americano Biden ci ha dato, ma è chiaro il senso delle sue parole, e cioè che Israele, non è uno Stato indipendente”.

In poche parole, se non è uno stato indipendente, ma a sovranità limitata, cioè sotto protezione Usa, è perché non è altro che una base militare statunitense e gli USA lo stanno difendendo per questo,  come difendono le basi Nato in qualsiasi altra parte del mondo.

Questa in realtà non è precisamente una “rivelazione”, visto che la stessa nascita dello Stato di Israele sulla terra dalla Palestina è stato voluto e implementato proprio dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti.

Erano state proposte altre opzioni per la creazione dello Stato sionista (Argentina, Uganda e Colombia) ma la scelta è caduta non a caso sulla terra palestinese: in Medio Oriente serviva un punto fisso, uno Stato “gendarme” che controllasse i Paesi arabi (che stavano creando problemi all’impero britannico), serviva una base sicura a garanzia degli interessi geostrategici dell’occidente, e in particolare degli USA che, dopo la seconda guerra mondiale, stavano enormemente ampliando il loro raggio d’azione.

I palestinesi sono consapevoli che la loro causa è una questione politica e deve trovare una soluzione politica di portata internazionale, basata sul diritto internazionale e il diritto dei popoli all’auto- determinazione.

Per questo le comunità palestinesi in Italia, parteciperanno convintamente alla manifestazione del 4 novembre per dire: Fuori l’Italia dalle guerre; Stop all’invio di armi in Ucraina; revoca dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele; riconosciamo lo stato della Palestina; via l’Italia dalla Nato; tagliare le spese militari per finanziare le spese sociali; Stop al genocidio a Gaza.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *