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Lo strano caso di Alberto Trentini, operatore umanitario arrestato in Venezuela

Il 15 Novembre di un anno fa veniva arrestato Alberto Trentini e in questi giorni tutti i giornali e le tv italiane si stanno occupando del suo caso con una narrazione sensazionalistica ma omertosa e ricca di zone d’ombra.

Trentini viene presentato come un povero operatore umanitario giunto in Venezuela per fare del bene alla popolazione locale e arrestato, anzi “sequestrato“, senza alcun motivo dagli “sgherri della dittatura di Maduro“.

Una campagna stampa che casualmente si è moltiplicata esponenzialmente proprio nel momento in cui le navi militari USA sono state schierate a ridosso delle acque territoriali venezuelane minacciando l’invasione.

Ci si domanda retoricamente perché il Governo Meloni non faccia di più per riportarlo a casa.

La risposta è molto semplice: il Governo Italiano non può fare assolutamente nulla poiché, non riconoscendo la legittimità del Governo Maduro, ha polverizzato ogni canale diplomatico col Venezuela.

Mi dispiace umanamente per lui e mi auguro che possa tornare al più presto a casa sua, in Italia, a riabbracciare la sua famiglia.

Ma la domanda giusta da porci è:

Chi è Alberto Trentini e che ci faceva in Venezuela?

Sul suo profilo Trentini si definisce testualmente “Humanitarian Field Coordinator I WASH Programme Manager”, un cooperante professionista con più di dieci anni di esperienza presso ONG internazionali.

Sappiamo che arrivò in Venezuela il 17 ottobre 2024 e che meno di un mese dopo, fermato per un controllo di polizia nei pressi della frontiera con la Colombia, venne trovato in possesso di materiale politico e informatico antigovernativo definito “scottante”.

Perché Alberto Trentini era in possesso e diffondeva tale materiale?

Era in Venezuela per ragioni umanitarie o per altri motivi?

Che cosa ci faceva alle frontiere colombiane?

Risulta altresì che Trentini lavorasse per una ONG francese operante in Cambogia per soccorrere le vittime delle mine antiuomo.

Curiosamente però questa ONG non stava operando in Cambogia, ma in Venezuela, e non aveva affatto un nome francese, si chiama “Humanity & Inclusion”.

Quando poi vediamo quali siano i collegamenti di questa strana ONG ci rendiamo contro che – come potete leggere voi stessi sul suo sito https://www.hi-us.org/en/our-partners – i suoi principali sponsor sono gli USA, l’Unione Europea, il Dipartimento di Stato Americano e la famigerata USAID – Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale. Ritenuta una camera di compensazione della CIA.

Tutti soggetti noti per la comprovata ostilità nei confronti del Governo Venezuelano e le ripetute azioni volte a destabilizzarlo.

L’America Latina è letteralmente invasa da una miriade di ONG che in realtà operano come facciata per il Pentagono e la CIA.

E’ una presenza perniciosa e particolarmente subdola: si sono appropriati del linguaggio e del gergo della sinistra, parlano di diritti umani e di giustizia sociale, usurpano deliberatamente i simboli e le parole d’ordine progressiste per utilizzarle spregiudicatamente contro i governi non allineati agli USA.

All’interno del mio ultimo libro Nicaragua. Fuoco e Poesia documento come nel 2018 nelle settimane precedenti al golpe contro il Nicaragua Sandinista, decine di milioni di dollari transitarono dagli USA ai golpisti proprio attraverso le ONG, trasformandole di fatto nelle sedi fisiche dell’aggressione imperialista.

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11 Commenti


  • Anna M.

    Non ho mai creduto che il governo del Venezuela abbia arrestato Trentini x pura cattiveria. Non ero riuscita a trovare sul web gli sponsor della ONG, ringrazio del link. Così il governi italiano impara a non riconoscere il presidente del Venezuela


  • Enrico

    Faccio notare che i più attivi per la campagna della sua liberazione sono proprio quelli della sinistra!! Guarda caso!!
    Questo per evidenziare una volta di più che non sono affatto il meno peggio!! Li avremo sempre contro nei momenti cruciali.


    • Redazione Contropiano

      intendevi dire del Pd, vero? con la “sinistra” c’entrano pochino…


  • Enrico

    Intendevo ovviamente il.pd e i suoi cespugli ‘ di sinistra’. Ho voluto evidenziarlo, in quanto anche i partiti della sinistra di classe , come il prc, si alleano talvolta a livello locale nella stessa coalizione(.e.anche a livello nazionale, in passato)!!!
    quindi il mio commento non era affatto peregrino, diciamo così…


  • Robby

    Se fossero evidenti le prove dei suoi collegamenti con organismi ostili al Venezuela non comprendo i motivi per i quali non viene processato e condannato.
    L’unica certezza è che questo caso danneggia nell’ opinione pubblica l’immagine del Venezuela, cosa di cui non ha minimamente bisogno.


  • Ta

    “Cooperante” arrestato = “regime”, no? Equazione pidina di primo grado…


  • Alma

    Grazie mille per l’articolo. A me la storia puzzava da subito, conoscendo le ONG distorte e non mi sono mai allineata,
    Ma ogni tanto mi capitano “piagnoni” ai quali rispondo immaginando cosa c’è dietro.


  • Alessandro Vigilante

    Sono d’accordo su (quasi) tutto che è scritto nell’articolo. C’è solo un paragrafo che (1) non mi convince e (2) vorrei che fosse citata la fonte dell’informazione.
    Il paragrafo è: “Sappiamo che arrivò in Venezuela il 17 ottobre 2024 e che meno di un mese dopo, fermato per un controllo di polizia nei pressi della frontiera con la Colombia, venne trovato in possesso di materiale politico e informatico antigovernativo definito “scottante”.
    Dalla fonti venezuelane non di opposizione sappiamo che è tutto vero fino al fermo di polizia nei pressi del confine con la Colombia, il dettaglio sul materiale “scottante” non risulta. Quale fonte afferma che “venne trovato in possesso di materiale politico e informatico antigovernativo definito “scottante”?
    Se si mettono le virgolette, quello “scottante” deve essere stato citato da qualcuno che ha avuto accesso al materiale. Chi?
    Inoltre, non mi convince che sia stato trovato con materiale politico anti-governativo, perché dato il tipo di soggetto, il tipo di ONG, il tipo di copertura e il tipo di lavoro di intelligenza spionistica che potrebbe aver messo in atto, era da stupidi portare con sé quel materiale.
    Informazione non è propaganda. L’imperialismo lo battiamo con l’Etica della ragione e credo che non abbiamo bisogno di inserire informazioni non verificate o giustificazioniste per smascherare eventuali attività destabilizzanti da parte degli USA.


  • Tiziano Corsi

    Fin dal primo momento in cui si e’ cominciato a parlare di questo caso, la faccenda mi e’ apparsa sospetta: non si arresta uno straniero senza motivo. Anche nel caso di Reggeni in Egitto ho letto qualcosa di analogo: sembra che fosse stato fermato perche’ continuava a fotografare siti militari. Se e’ vero, e’ molto strano: perche’ lo faceva? E’ ovvio che in questi casi la polizia si insospettisce. Pero’ e’ una grave mancanza da parte dei governi locali non dichiarare subito il motivo del fermo, ma anche questo mi sembra strano: non e’ che, in realta’ il nostro governo sapesse tutto fin dall’ inizio e ci tenga all’oscurodella verita’ perche’ molto scomoda da giustificare?


  • Vinicio

    in Italia abbiamo Cospito in galera per un petardo al portone della questura. poi i casi Ilaria Alpi, Rovatin, Reggeni, Zaki, etc, come siamo alla frutta, ma esotica. Perché dico petardo, andate su you tube, celebrazione della Festa Del Soccorso a San Severo, resterete a bocca aperta, per i tanti petardi. Fatelo.!!!!


    • Redazione Contropiano

      Cospito per un petardo in un cassonetto “vicino” a un portone dei carabinieri…

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