Menu

L’illusione del “tifo emancipativo”

Ho scorso un po’ i social e ho trovato, come ai tempi della primavera araba, molto entusiasmo e poche analisi sulla rivolta in Iran. Il tifo appunto. Lungi da me volermi inoltrare in dibattiti infiniti su chi sta con chi e perché, vorrei spostare il punto della questione.

L’attuale “guerra cognitiva” satura il dibattito con narrazioni a binarismo dopaminico, dove la complessità è sovvertita dalla semplificazione e il dissenso interno viene semplicemente ignorato o etichettato come complicità con il nemico. L’attuale fase storica, rivela una patologia profonda della coscienza occidentale: l’adozione di una “teleologia del progresso” che funge da paravento per manovre di dominio.

Questa visione presuppone che la storia sia una gara lineare verso un’unica meta emancipativa, definita unilateralmente da chi si autoproclama “avanzato”. In questo schema, ogni cultura che non ricalchi i canoni occidentali viene bollata come “arretrata”, giustificando così l’uso dei diritti umani come arma di assedio geopolitico.

Il sostegno acritico alle rivolte in Iran, maschera una drammatica dissociazione politica con acclusa una perpetua dissonanza cognitiva. Il cittadino occidentale, ridotto praticamente all’impotenza nella propria quotidianità, si lamenta laddove per protesta si rompa un cassonetto nella propria nazione, ma poi proietta il proprio bisogno di agenzia su scenari remoti, trasformandosi in “tifoso del Bene Mondiale”. Si invoca lo spargimento di sangue altrui per “libertà” che spesso non si sanno difendere a casa propria le più basilari…

Per non parlare di quanto sia ipocrita il perpetuo uso strumentale dei diritti delle donne come arma di assedio: si punta il dito contro l’Iran, dove le donne occupano mediamente posizioni di responsabilità e hanno elevati titoli di studio, mentre si tace su alleati strategici occidentali dove la condizione femminile è di gran lunga peggiore.

La cosa più importante da ricordare è che: denunciare i crimini dell’imperialismo e la cecità occidentale non equivale a eleggere il modello iraniano a paradiso personale, tutt’altro. Le analisi si fanno per rendere il discorso un tantino più complesso dello schieramento calcistico.

Non dimentichiamo chi vuole destabilizzare e colpire il Medio Oriente, e che, venuto meno anche l’Iran avranno mano libera su Palestina e Libano…

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *