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Non ci si può credere

Vedo che nonostante gli insegnamenti degli ultimi trent’anni, i maestri di sconfitte vorrebbero un “campo largo” con assieme:

quelli del NO e quelli del SÌ,

quelli contro la guerra e quelli per le armi all’Ucraina e la NATO,

quelli per la Palestina e quelli per la legge che punisce l’antisionismo,

quelli per i diritti del lavoro e quelli del Jobsact,

quelli per lo Stato sociale, la sanità e la scuola pubbliche, e quelli per l’austerità europea…

Si potrebbe continuare a lungo nell’elencare tutte le scelte opposte che ora dovrebbero essere ignorate, oppure mistificate, pur di presentarsi tutti assieme alle elezioni.

Davvero c’è una casta del centrosinistra che non vuole imparare nulla. Nemmeno da un referendum vinto per le posizioni nette e radicali di chi, soprattutto tra i giovani e tra chi da tempo non andava a votare, ha scelto di rifiutare la guerra, le finte riforme, il trasformismo, l’opportunismo.

Ora la casta del centrosinistra vorrebbe incassare questo risultato e non imparare nulla da esso e dal passato. Un passato come quello delle alleanze a tutti i costi contro Berlusconi, che non solo lo hanno rafforzato, ma hanno finito per far accettare a tutto il sistema politico la sua agenda.

O come quando la scelta di sostenere i governi tecnici e confindustriali, da Monti a Draghi, ha fatto sì che gli eredi del MSI diventassero la prima forza politica italiana e prendessero il governo del paese.

Ora la casta del centrosinistra vorrebbe di nuovo riproporre quella politica perdente, nel nome dell’unità contro la destra, anche a costo di avere nelle proprie file le peggiori posizioni di destra. Il miglior regalo che potrebbero fare a Giorgia Meloni.

Non ci si può credere che davvero non imparino mai nulla, a questo punto delle due l’una: o sono totalmente ottusi o sono dei renziani mascherati.

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1 Commento


  • Andre

    Articolo conciso e chiaro! Il centrosinistra non è un’alternativa e il campo largo solo un’anticamera per il tradimento per soddisfare i nostri oligarchi!
    Voglio aggiungere però che se PaP! vuole essere una VERA alternativa operaia (cosa che io credo) deve anche andare al di là di alzare le tasse, parlare solo di enormi disuguaglianze ecc… perché c’è il rischio di diventare Narodniks come Podemos & co. Secondo me non si dovrebbe avere paura di parlare di ESPROPRIAZIONE, pianificazione razionale delle forze produttive per soddisfare i bisogni delle masse e non per fare profitto, trasformazione dei rapporti di produzione ecc… insomma idealmente anche senza gergo, non mi importa di quello, ma io non ne sono capace purtroppo. Dico questo perché sono stato un po’ deluso dalla tua moderatezza Giorgio nel tuo ultimo dibattito con Boldrin.
    Questa cerca di essere critica costruttiva e onesta non è per far polemica. Comunque RdC, USB dei grandi! Avanti tutta con la lotta!

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