Menu

La politichetta di oggi, una guerra tra clan

I mercati non esistono più da tanto tempo, forse dalle Compagnie delle Indie. Esistono monopoli, cartelli, oligopoli e basta. E le vicende tra le varie nazioni non si risolvono, nel modo di produzione capitalistico, con il moralismo de Il fatto quotidiano, ma con le guerre.

Ce lo hanno insegnato gente come Marx e Lenin. E da allora, niente è cambiato, prima era l’Uk, ora gli Usa con Israele e l’Uk.

Francesco I una cosa giusta la disse nel 2013: «siamo alla terza guerra mondiale a pezzetti». Ma si sbagliò: la Terza guerra mondiale è dappertutto, guerra guerreggiata, stermini, guerre finanziarie, guerre commerciali, guerre delle rotte dell’energia e marittime.

C’è un elefante nella stanza, la Cina, come lo era a fine ‘800 la Germania. Non molto è cambiato.

Come Italia prima ci concedevano una certa autonomia, anche perché c’era gente con un certo peso politico, scomparso da decenni ; e c’era la lotta di classe, dovevano concedere qualcosa, nel mentre era presente l’Urss e il Muro di Berlino.

Finiti questi, siamo finiti noi, e forse prima. Da 34 anni è la solita solfa moralista, di bande che si scontrano. Vengo da terra di ndrangheta e se c’è una cosa che essa mi ha insegnato è non parteggiare, stare lontano, lontano dal potere, lontano dalla massoneria, possibilmente lavorare e studiare.

Avevamo il salario sociale globale di classe, grosso modo il welfare e dintorni. Ce lo tolsero. Non fu solo o tanto il colosso assicurativo Generali, ma entità come Unipol che, assieme alle Coop, alla Triplice sindacale – nell’epoca della concertazione di Ciampi.

Con Amato apparvero gli enti bilaterali, la previdenza complementare, l’assicurazione sanitaria e tante altre belle schifezze, nel mentre «noi» venivamo incentivati ad osannare Di Pietro che sbatteva in galera la gente, come si era fatto 15 anni prima con il Teorema Calogero con il l’operaio massa e il proletariato giovanile in lotta.

C’è oggi una guerra tra clan, e state sicuri che quella donna romana, pur assediata ogni giorno da “scandali” e contornata da gente che dovrebbe andare a rifare non la scuola superiore, ma le elementari, non mollerà l’osso fino a quando sputerà una qualche “verità” agli “ipocriti”, assetati di un potere che non sarà mai loro, come non lo è del resto per lei (siamo colonia).

In una guerra tra clan, chi parteggia ha capito pochissimo delle guerre, della politica. Sarà l’analfabetismo funzionale, non so… sarà che gli italiani vogliono sempre il «salvatore» perché non vogliono prendersi responsabilità, sarà un non so che, ma resto vigile.

E mi ricordo di questi decenni, di questi ultimi 5 anni. Il «campo largo» sembra avvantaggiato rispetto agli altri disgraziati? Auguri a chi ci sta dietro. Ma a me rode assai che a pagarne i danni, come con i primi, ci sia anch’io.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

1 Commento


  • Gianleonardo

    Sarò poco intelligente, ma il senso di questo articolo mi sfugge in gran parte.
    Si può riscrivere in modo meno criptico?
    Così lo capiscono anche quelli che dovrebbero rifare la scuola elementare (… e. spesso, non per colpa loro)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *