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La storia del Pendolino. Perché i NoTav hanno ragione

Quello che vedete nella foto è un Pendolino, un treno ad Alta Velocità nonché una delle più grandi intuizioni dell’ingegneria ferroviaria mondiale, nata in Italia alla fine degli anni ’60 ed esportata in tutto il mondo, ma progressivamente accantonata proprio nel nostro Paese a favore della costruzione delle linee ad Alta Velocità (AV) tradizionali. Si, avete capito bene, a favore di quelle linee già vecchie, dritte come rette, come quella che vorrebbero tracciare da trent’anni in Val di Susa.

Il progetto del Pendolino nacque alla fine degli anni ’60 nei laboratori della Fiat Ferroviaria di Savigliano (Cuneo). L’idea era rivoluzionaria: invece di spendere cifre astronomiche per spianare le montagne e raddrizzare i binari, l’ingegnere Paolo Camposano e il suo team decisero di progettare un treno in grado di adattarsi alle curve esistenti.

Il cuore della tecnologia era l’assetto variabile attivo. Il treno era dotato di giroscopi e accelerometri (i “pendoli” posizionati sui carrelli) che rilevavano l’ingresso in curva. Il sistema idraulico inclinava la cassa del treno verso l’interno della curva fino a 8-10 gradi. Questo permetteva di neutralizzare la forza centrifuga per i passeggeri, consentendo al treno di affrontare le curve delle linee storiche con velocità superiori del 25% e fino al 35% rispetto ai convogli normali.

Dopo i primi prototipi (l’Y 0160 e l’ETR 401), il successo commerciale arrivò nel 1988 con l’ETR 450, che abbatté i tempi di percorrenza sulla tortuosa tratta Roma-Milano.

Il treno poteva affrontare curve strette, viaggiare sulla soglia dei 250 km/h, adattandosi alla morfologia di un paese come l’Italia, attraversato da due importanti catene montuose come gli Appennini e le Alpi.

Non è un caso che il brevetto Fiat divenne un successo da esportazione straordinario: venne acquistato e adottato in Germania, Regno Unito, Finlandia, Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Slovenia e persino in Cina. Nella vicina Svizzera, paese montuoso e tortuoso, il Nuovo Pendolino è oggi utilizzato tanto per la circolazione interna quanto per quella transfrontaliera.

In Italia, invece, il progetto ha avuto tutt’altra storia. Nonostante il successo, infatti, a partire dagli anni ’90 le Ferrovie dello Stato (FS) e le scelte politiche dei Governi dell’epoca hanno progressivamente ridotto gli investimenti sulla tecnologia a pendolamento attivo, preferendo i treni a cassa fissa (come i Frecciarossa ETR 500 e successivi ETR 1000).

La spinta principale a questo cambio di paradigma veniva da Confindustria, in cui la stessa Fiat aveva un peso enorme, che riteneva più profittevole costruire una nuova rete di binari completamente dedicati, rettilinei e separati dal traffico locale, per viaggiare a 300 km/h. Mentre il Pendolino poteva benissimo viaggiare a 200-250 km/h sulle vecchie linee, adattandosi alle curve, l’infrastruttura AV richiedeva di bucare le montagne e spianare il resto pur di adattare il territorio a un treno in grado di viaggiare solo su rettilineo.

Con la decisione di investire miliardi nella costruzione dell’infrastruttura AV, il Pendolino perse così la sua funzione primaria sulle rotte principali e, invece di essere sviluppato per la circolazione intercity e regionale, venne progressivamente abbandonato.

Ora, immaginate di vivere in una Valle bellissima e antica, piena di storia e di natura, e immaginate che un giorno, sotto la spinta di grandi capitali, di Confindustria, Webuild etc., politici nazionali e giornalisti profumatamente pagati vi vengano a dire che occorre fare un buco di 57km dentro la montagna, che ha un manto vivo e rigoglioso, ma un cuore tossico di uranio e di amianto, per farci passare dentro una ferrovia dritta come una retta per un treno ad Alta Velocità tradizionale.

Un treno che porterà devastazione nella vostra valle, già piena di disoccupazione e problemi sociali, ma che porterà decine di miliardi di euro di prodotti nelle tasche degli azionisti delle principali imprese di costruzione europee.

Immaginate di conoscere la storia del Pendolino, di sapere che l’attuale linea Torino Lione è sottoutilizzata e basterebbe ammodernare quella per aumentare un eventuale maggiore carico di merci e passeggeri.

Immaginate di iniziare una protesta pacifica (siamo nei primi anni ’90), a cui progressivamente tutti gli abitanti, amministratori compresi, si uniscono.

E immaginate che, per tutta risposta, la vostra valle si riempia di camionette, elicotteri, droni, militari, venga occupata militarmente come oggi vengono occupati militarmente i villaggi palestinesi in Cisgiordania.

Voi cosa fareste?

Sabato scorso al corteo che OGNI ANNO i valligiani organizzano a luglio, c’erano 20mila persone. Che hanno marciato, riso, urlato la loro indignazione e bloccato, come ogni anno, i lavori di quei cantieri mortiferi. Tra loro, ovviamente, c’eravamo anche noi, con le nostre case del popolo e i nostri coordinatori locali, a partire da Nicoletta Dosio.

Quest’anno la destra ha avuto persino il coraggio di accusare il corteo di devastazione. E la finta opposizione, persino quella di Avs e dei Cinque Stelle, a rimorchio, divide i manifestanti tra “violenti” e “pacifici”.

La stessa classe dirigente che ha abbandonato uno dei progetti migliori e piú avanguardistici prodotti nell’ambito dei trasporti in Italia, la stessa che ha puntato tutto sugli idrocarburi mentre mezza Europa brucia e che non spende un euro nella cura del territorio e delle infrastrutture utili, accusa noi di essere contro il progresso e il futuro per puro amore della violenza.

Quando ascoltate il Tg1 o leggete il Corriere, la Stampa o Repubblica, pensate intensamente a questa storia. Pensate intensamente a cosa potrebbe essere il nostro meraviglioso paese se ci liberassimo da questa classe politico-imprenditoriale che zavorra il nostro futuro.

E i giovani No Tav della Valsusa, che vi dipingono come dei mostri, prenderanno la forma di un treno avanguardistico di nome Pendolino che curva rapido in velocità, sotto una montagna, come un enorme sorriso.

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26 Commenti


  • Marco Pareti

    è vero la figura del pendolino, l’hanno oscurata ,sia la politica e anche certa parte industriale


  • Nunzio Nicita

    il pendolino non era AV, ma andava benissimo. La Torino-Lione non è un tratto di Alta Velocità perché avrebbe velocità max di 250 km/h, ma caso mai Alta Capacità, con ipotesi irrealizzabile di treni merci lunghi 750 m pieni di camion e frequenza ogni 20 min. Irrealizzabile perché ci vorrebbero piazzali in/out fantascientifici. L’in/out avverrebbe su linee AV che sarebbero enormemente penalizzate se ci fossero tracce merci di quella portata. Insomma un intervento costoso e inutile


  • Enzo Gangi

    Questo succede quando si privilegia l’ interesse privato di grandi gruppi.anziche il vero interesse pubblico, a causa dell’ ignoranza o, peggio, della corruzione della classe politica e dirigenziale.


  • Gilberto Buffone

    effettivamente il pendolino era un treno all’avanguardia e soprattutto costruito e progettato in casa nostra. Bastava semplicemente tenerlo aggiornato e avremmo sicuramente risparmiato tanto nelle linee ad alto contenuto di curve. Comunque vada il pendolino rimane un treno straordinario di cui non si è capito bene la capacità di sfruttare le nostre linee ferroviarie già esistenti con profitto e sicurezza.


  • Peter

    altri pensano già allo shinkansen a lievitazione, e noi siamo qui a pensare al pendolino. ma per favore


    • Redazione Roma

      Legga l’articolo prima di commentare solo il titolo, è il minimo che si deve fare prima di commentare e aprire bocca


  • Giuseppina Cabiddu

    articolo chiaro e dettagliato,grazie x queste utili informazioni di cui mi rammarico ero all’oscuro. x mancanza di volontà nn avevo mai approfondito.grazie ancora.


  • Antonella Zingarelli

    sono d’accordo, bisognerebbe leggere l’intero articolo prima di commentare!!
    ma così fanno i superficiali ignoranti!!!!


  • Il macchinista

    Cosa c’entra il Pendolino con la Torino-Lione? Chi ha scritto questo articolo dimostra di masticare poco di ferrovia.
    Posso capire che una popolazione non voglia un’infrastruttura del genere sul proprio territorio, nessuno la vorrebbe, per motivazioni solo ambientali: il cantiere produrrà inquinamento, non c’è dubbio. Ma tirare in ballo argomentazioni tecniche ed economiche che non stanno in piedi è un’altra cosa.
    Il riferimento al Pendolino è davvero stupida e mi fa ridere. Senza contare che si mette sullo stesso piano la manutenzione di una linea rettilinea con quella di una linea piena di curve, come se fossero la stessa cosa…
    E addirittura si arriva a criticare le Frecce, che rappresentano uno dei pochi prodotti ferroviari italiani apprezzati ed esportati nel mondo.
    Si può essere favorevoli o contrari alla Torino-Lione, ma almeno dibattiamo su argomentazioni valide, altrimenti si rischia di apparire faziosi.


    • Redazione Contropiano

      un “macchinista” dovrebbe sapere che la principale differenza tra una linea AV e una normale non è la quantità delle curve, ma i materiali (traversine, binari, sistema di controllo, ecc). Il che motiva anche le differenze nella manutenzione…


  • Piotr

    …e la solita storia italiota in cui chi prende decisioni non è la politica (semmai va a rimorchio) ma gruppi di potere industriale che hanno pesantemente stravolto il NS paese e non c’è bisogno di fare nomi per capire a chi mi riferisco al punto che oggi le NS strade sono un buco senza fine x colpa di una politica che ha privilegiato il movimento di gomma oltretutto non adeguando le strade alle nuove esigenze di mobilità e trascurando ovviamente gli investimenti su rotaia salvo poi una mattina svegliarsi e puntare tutto su una tec cnologia,( tra l’altro importata) che prevedeva/prevede ingenti investimenti e stravolgimenti del territorio, NO TAV dicit …..continuiamo a farci del male complice una classe politica che tutto fa fuorché gli interessi della comunità chiamata a governarla…


  • Gianfranco Angeli

    il pendolino gira ancora.
    qua il problema è abbassare la quota sul livello del mare soprattutto per treni merci molto pesanti dai 1000m circa di BARDONECCHIA ai 500 m circa di Susa..
    Certi treni merci su Bardonecchia richiedono una motrice in trazione ed una in spinta , consumo di materiale rotabile e fisso in salita e in discesa per la frenatura…


    • Redazione Contropiano

      Tutte le “stime” fatte oltre 30 anni fa sul traffico merci futuro si sono rivelate clamorosamente sbagliate per eccesso. Tradotto: la ragione economica per costruirla non c’è, visto che le merci non hanno bisogno di risparmiare un giorno (quelle “deperibili” come gli alimentari, non a caso, viaggiano con altre modalità…


  • Gianfranco Angeli

    in aggiunta consumo più elevato di energia elettrica


  • Gianfranco Angeli

    soprattutto riduzione fortissima del trasporto con autotreni..
    per gli autotreni vi hanno distrutto la valle a ridosso di susa con un autoportante orripilante.
    Dove erano i NO AUTOTRENI.
    QUESTI FANNO RES PIRARE POLVERE DI GOMMA ED ASFALTO.
    La ferrovia nei decenni futuri produrrà sul terreno polvere di ferro, questo è già in natura.


    • Redazione Contropiano

      Ultima interlocuzione. Il traffico merci in Val Susa ha una certa dimensione e utilizza sia la ferrovia “tradizionale” che il trasporto su gomma. Non esiste insomma nessuna “contrapposizione ipotetica” tra le due vie, perché già ora la ferrovia è molto sottoutilizzata rispetto al potenziale. Non esistono insomma “merci che vanno sui Tir perché il treno non c’è”. Sono tutte chiacchiere per giustificare un’opera completamente inutile.


  • Mario coscis

    alta velocità sono tutti qui treni che sono equipaggiati per affrontare velocità superiori a 160km.h..un ex mach..


  • Chiara

    la classe politica e Confindustria si tengono a braccetto da sempre e costringono a scelte operative insensate. Purtroppo anche il giornalismo è parte del problema perché in Italia, editori puri non ce ne sono. Vorrei però portare l’attenzione alla gestione delle manifestazioni NoTav e chiedere ai residenti in Val Susa se non si sentono strappare di mano la loro resistenza dai sedicenti Black Block che generano una forte “antipatia” nell’ opinione pubblica di destra che non vuole vedere il disordine delle piazze, ma anche quello dell’ opinione pubblica di sinistra che non vorrebbe vedere le piazze del dissenso trasformarsi in sceneggiature da guerriglia urbana.


    • Redazione Contropiano

      Notiamo un po’ di disordine concettuale.
      Gli abitanti della Valsusa hanno detto la propria in ogni istante, anche nelle recenti mobilitazioni. Basterebbe leggere o ascoltare le loro conferenze stampa, interviste, ecc…
      I “black bloc” sono cosiddetti dai giornalisti pigri e dai politici che cercano un nemico facile purché “incognito”, così da dare ad altri la colpa delle violenze capitalistiche (la devastazione della valle) e poliziesche…


  • Igor

    capisco e in parte concordo con gli abitanti della valle e credo che la maggior parte di quelle che chiamano “grandi opere” , si trasformino troppe volte in grandi inganni .
    Diverso è negare che le proteste siano “devastanti”, a prescindere da come si vogliano chiamare i contestatori “incappucciati ” e armati.
    La Val di Susa è stata violentata da un progetto che non ha tenuto conto del devastante impatto ambientale e personalmente mi sono sempre schierato dalla parte degli abitanti che non vuol dire per forza dalla parte dei porta voce.
    Con questi metodi di protesta ” violenta” , non sono stati raggiunti grandi obbiettivi e ci si è allontanati da tutti coloro che avrebbero sposato la causa se solo aveste riposto i vessillo politici.
    La mia è un opinione di un cittadino piemontese ferito


  • Caterinik

    Si dovrebbe utilizzare le risorse già esistenti ,e c’è ne sono ,invece che riempire le tasche di pochi con la scusante del ” date lavoro” .. Fanno benissimo a difendere i loro territori.


  • Alessandro

    Si parla di commistione tra politica e certi importanti gruppi industriali, che esercitano influenze sulle decisioni di sviluppo.
    Forse non si è compreso che attualmente viviamo in un secolo, pervaso da un forte “liberismo”, patrocinato e condizionato proprio dalle decisioni, prese in Sede Europea.Forse in occasione delle prossime elezioni europee, dovremmo votare candidati che si schierano contro questo aberrante sistema, che ci condiziona individualmente, a scapito della democrazia e della “dignità dei lavoratori”..


  • Patrizia Zambelli

    pensare che Bucci sta facendo lavori sulla tratta vuole in Genova Milano in un ora pazzesco disagi x andare a Milano meglio a piedi


  • Patrizia Zambelli

    poveri treni poi si lamenta che l’aeroporto di Genova ma ci site mai atterati incubo diversi aerei sono finiti in mare ogni giorno non sa più cosa dire le manca Bubbu TOTTI vergogna


  • Alessandrodabologna

    Anche se ormai, temo, per la Val di Susa sia troppo tardi, io mi interrogo continuamente sulla necessità e sulla applicazione della velocità ad ogni attività umana.
    Ma dove si dimostra che essere velocissimi è meglio che veloci? E a che costo poi? La risposta è che sempre devono vincere gli interessi finanziari di pochi, a danno della comunità. Per questo, opporsi e ribellarsi è giusto!


  • Umberto

    Troppo spesso ,ci si dimentica, che Mamma Fiat, ha fagocitato, tutto il trasporto su gomma, ma guarda caso è anche nel settore ferroviario.Quello che non va nel cerchio, va nella botte,si diceva.E ‘ pur vero, che per far viaggiare un treno merci che trasporti i rimorchi dei bilici, ci vogliono due locomotori. Bene, ma quanto gasolio dovrebbero bruciare le motrici, per trasportare la stessa merce?Vedo che nessuno ne parla, della quantità di idrocarburi che si aggiungerebbero nell’aria..Serve più energia elettrica, con 2 locomotori,,aggiunge qualcuno, certo, ma è sempre meglio di una sessantina di motrici che viaggiano diversi giorni sulle strade..Non so se voi viaggiate in autostrada, ci sono camion camion camion su tutto il percorso, ci sono più camion che auto.Questo conta, vero? Dimenticavo sapete a quale velocità dovrebbero viaggiare i camion in autostrada? I camion superiori alle 12 ton. la velocità massima è di 80 km/h Domanda, avete visto qualche camion viaggiare a 80 km/ora avete visto se la Polizia ne ha fermato qualcuno che andava oltre gli 80 km/h ?

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