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Debito Usa. Voci di accordo in extremis

Ultim’ora. Il Senato respinge il piano di riduzione del deficit e del debito da 2.400 miliardi di dollari del leader dei democratici in Senato, Harry Reid. Il piano è stato respinto con 50 voti contrari e 49 favorevoli. I democratici non hanno i 60 voti necessari per superare le obiezioni repubblicane e procedere verso il voto definitivo sul piano previsto alle 7.00 di domani mattina, ore 13.00 italiane. La battuta d’arresto del piano Reid potrebbe essere solo momentanea con l’intensificarsi delle negoziazioni su un accordo bipartisan, per il quale il piano Reid potrebbe essere la cornice una volta modificato.

In mattinata. La Casa Bianca e il Congresso raggiungono in extremis – secondo indiscrezioni – un accordo preliminare per l’aumento del tetto del debito e per evitare il default. Le parti continuano a lavorare per la messa a punto dei dettagli: la Casa Bianca non commenta le indiscrezioni sull’accordo raggiunto. Il Senato potrebbe votare il piano, se i negoziati si chiuderanno, all’una, alle 19.00 ora italiana. La palla poi passerà alla camera che non è ancora chiaro quando voterà: non c’è alcuna sessione in programma ma il leader dei repubblicani, Eric Cantor, ha detto che i parlamentari sono pronti a rientrare rapidamente se sarà necessario. Il piano prevedrebbe un aumento del tetto del debito fino a 2.800 miliardi di dollari e tagli alle spese leggermente superiori. L’aumento del debito avverrebbe in due fasi, la prima da 1.000 miliardi di dollari immediata. Una commissione dovrebbe poi raccomandare, entro il Giorno del Ringraziamento, ulteriori tagli fino a 1.800 miliardi di dollari per un secondo aumento del tetto del debito in grado di coprire i bisogni finanziari del paese fino a dopo le elezioni: se il Congresso non approverà i tagli entro la fine di dicembre scatteranno tagli automatici alla spesa. Al Congresso sarebbe richiesto di votare un emendamento alla Costituzione per un budget bilanciato, ovvero che consente al governo di spendere solo quanto raccolto con le entrate fiscali, ma l’approvazione non è necessaria. L’emendamento per un budget bilanciato riscuote l’appoggio degli americani con il 74%, secondo un sondaggio della Cnn, che lo appoggia a fronte di un 24% che lo respinge.

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