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Irlanda. Disobbedienza fiscale contro il ricatto del debito

I cittadini irlandesi hanno deciso resistere e di liberarsi dal ricatto del debito che ha messo sulle loro spalle un prestito di novanta miliardi di dollari di Fmi e Ue. E’ partita infatti una campagna di disobbedienza fiscale.

Centinaia di migliaia di persone ora rischiano di subire delle multe e potenzialmente anche di finire a processo. Si tratta a tutti gli effetti di una protesta che potrebbe smantellare la strategia del governo volta a rimettere in sesto l’economia e rendere ancora più difficile l’implementazione delle nuove misure di austerità.

Sabato si è tenuta una manifestazione a Dublino. Tra gli slogan campeggiavano “Non posso pagare, non paghero'”. “Quando i banchieri pagano, allora pagheremo anche noi!”. Chi si oppone alla tassa introdotta, sostiene che l’aliquota è identica sia per i benestanti sia per i piu’ poveri. L’indignazione è alimentata dalla percezione generale che un gruppo elitario di banchieri, politici e agenti immobiliari ultra ricchi ha distrutto l’economia senza aver ancora pagato un soldo e senza aver ricevuto la punizione che si merita.

L’introduzione della tassa contro le famiglie è stata accolta con una campagna contraria lanciata da attivisti politici e anche piccole comunità, che hanno esortato tutti a boicottare la nuova imposta. Visto il successo riscontrato dalle iniziative, devono aver sicuramente stimolato un nervo scoperto.

Il paese tra l’altro si prepara a recarsi al referendum sul Fiscal Compact. Un’eventuale bocciatura del nuovo patto di bilancio europeo il 31 maggio. Secondo un recente sondaggio, il 49% degli intervistati si è dichiarato a favore del trattato, il 33% contrario mentre il 18% e’ ancora indeciso.

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