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La crisi addomestica il rigore Ue?

Per favorire la crescita, ma senza allentare il rigore, «faremo a breve una proposta per scorporare parte della spesa produttiva dal deficit».
Intervistato dal Sole 24 Ore, il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso annuncia più flessibilità nel calcolo degli investimenti pubblici nei bilanci nazionali e auspica l’Unione bancaria, su cui «un accordo è cruciale per dare stabilità all’Ue».
«Pensiamo che nel rispetto del Patto di Stabilità ci sia margine per favorire gli investimenti pubblici, purchè il deficit sia sotto al 3% del Pil e purchè il percorso di risanamento delle finanze pubbliche del Paese sia in linea con gli obiettivi stabiliti», dice Barroso.
«Vogliamo dimostrare che il Patto non è stupido e che non siamo dogmatici. A breve presenteremo una comunicazione in cui spiegheremo precisamente come avverrà il calcolo quando valuteremo l’andamento dei bilanci nazionali». In merito all’Unione bancaria, «mi auguro che ci sia un’intesa politica all’Ecofin del 12 dicembre o altrimenti al Consiglio europeo del 13-14», afferma Barroso.
«Purtroppo non tutti i Paesi avvertono lo stesso senso di urgenza». Nell’intervista Barroso elogia il premier Mario Monti «non solo per le importanti misure che ha adottato in patria per rimettere ordine nelle finanze pubbliche e per riformare l’economia nazionale, ma anche per il suo ruolo nel dibattito europeo». Adesso «gli italiani non devono cadere nell’ illusione che vi siano soluzioni rapide o magiche.
Le prospettive dell’Italia restano negative, anche se recentemente ci sono state alcune buone notizie. Le prossime elezioni – sottolinea Barroso – non devono diventare un pretesto per mettere in dubbio l’indispensabilita delle misure approvate finora».

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