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Paese Basco: contestano il Maccabi, perseguitati dalla polizia

Mediante questo comunicato, “Indar Baskonia hintxa taldea” vuole denunciare pubblicamente la campagna di persecuzione poliziesca alla quale questo gruppo è sottoposto.

Durante le ultime settimane il nostro gruppo è stato oggetto di misure e interventi della polizia vergognosi, assurdi e arbitrari, il cui unico obiettivo è eliminare uno dei referenti storici del Baskonismo, Indar Baskonia, gruppo di tifosi che da 30 anni sostiene incondizionatamente la squadra.

Crediamo fermamente nella denuncia pubblica come strumento per porre fine agli abusi dei nemici dello sport (non li si può chiamare in altro modo), e per questo vogliamo condividere con il baskonismo gli ultimi episodi repressivi sofferti. Crediamo che questi non solo censurano e perseguitano la nostra attività come tifosi ma violano i diritti individuali e collettivi delle persone.

Multe a membri del gruppo, striscioni e bandiere requisiti senza avviso previo, misure di controllo sistematiche e sproporzionate da parte della polizia al momento dell’ingresso alla Torre 5 (tra le altre cose con i metal detector), identificazioni per chi vuole sventolare una bandiera e il fermo, previo assalto alla loro automobile come se si trattasse di delinquenti, di vari membri del gruppo dopo la partita contro il Maccabi, ecc.

E se questo non bastasse (si tratta di cose abituali), crediamo che gli ultimi fatti rappresentano un ulteriore passo qualitativamente superiore della repressione senza precedenti che in nessun modo siamo disposti ad accettare:

– Sequestro e minaccia di sanzione per uno striscione che si opponeva al trasferimento a Firenze della Mens Sana, storica squadra italiana con sede a Siena. Lo striscione è stato accolto con soddisfazione da tutta Europa, tranne che dal dipartimento degli Interni dal quale, ripetiamo, continuano a minacciarci con una multa.

– Passate tre settimane dalla partita Baskonia-Maccabi, la Ertzaintza – al servizio del Maccabi e del Mossad- si presenta nel domicilio di due noti membri del gruppo per identificarli e processarli perché avrebbero (parole testuali) “tenuto per alcuni istanti uno striscione contro il sionismo”. 
Un modus operandi poco appropriato per coloro che si descrivono come i “garanti della sicurezza e della libertà” e che senza dubbio cerca di reprimere la gioventù baskonista. ¡Non ci riusciranno!

Consideriamo gravi, irregolari e di fatto illegali i recenti comportamenti della polizia e ancor di più tenendo conto del fatto che il problema del “Razzismo, Xenofobia e Violenza” é inesistente in uno sport come il nostro. Ribadiamo che il Comitato Antiviolenza è un gruppo che pretende, mediante l’estorsione e guidato dall’arbitrarietà, raccogliere denaro e perpetuare la lussuosa vita di certi elementi improduttivi della società. Il tutto sulle spalle della fedeltà dei tifosi ai loro colori.

Esprimiamo al contempo il nostro fermo impegno a continuare a sostenere la nostra squadra, ed esigiamo il rispetto e la libertà per continuare a fare ciò che più ci piace.

¡Essere tifoso non è un crimine!
¡Dovranno faticare per farci stare zitti!

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