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Ucraina.Il cacciatorpediniere statunitense Cook “accecato” dai russi

A fine aprile scarne notizie di agenzia riferivano che il cacciatorpediniere della US Navy “Donald Cook” era uscito dal Mar Nero dove entrato il 10 aprile scorso. Quella che è apparsa come una operazione di routine legata alla crisi e al conflitto in Ucraina, in realtà contiene due notizie rilevanti. La prima, come già denunciato sul nostro giornale, è che l’ingresso di navi militari statunitensi nel Mar Nero rappresenta una violazione della Convenzione di Montreux che regola il traffico nello stretto dei Dardanelli. Già nei primi anni Novanta la Turchia provò a bloccare il passaggio delle petroliere russe provenienti dal Mar Nero ma dovette desistere a fronte della violazione di una convenzione internazionale. Ma è la seconda notizia quella destinata ad aprire scenari che mettono in seria discussione la supremazia tecnologica statunitense. Sembra infatti che il Cook si sia dovuto ritirare dalla navigazione nel Mar Nero perchè “accecato” il 12 aprile dai sistemi di interdizione messi in campo da un aereo militare russo. Le navi militari Usa utilizzano il sistema di intercettazione Aegis. Questo, all’avvicinarsi dell’aereo russo, un Sukhoi 24, aveva individuato un obiettivo volante in avvicinamento facendo scattare l’allarme. I radar del Cook hanno tracciato la traiettoria di avvicinamento al bersaglio ma all’improvviso tutti gli schermi si sono spenti, e il sistema Aegis ha smesso di funzionare, i missili contraerei del Cook non erano più in grado di ricevere segnali di puntamento. L’aereo russo ha sorvolato diverse il cacciatorpediniere statunitense, simulando anche un attacco sul bersaglio. Pare che questa manovra sia stata effettuata per ben 12 volte. Secondo le fonti militari statunitensi dal Cook sono partiti diversi tentativi di contatto radio con l’aereo russo chiedendo al pilota quali fossero le sue intenzioni e con l’intimazione di rimanere a distanza di sicurezza, ma il pilota russo non ha risposto alle comunicazioni. Sembra che tutti i tentativi di riattivare il sistema Aegis e impartire l’ordine di puntamento per il sistema di difesa antiaerea sono falliti. Un gesto “provocatorio” era stato il commento del portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. “Il Pentagono lo ha già valutato provocatorio e non professionale. Non ho nulla da aggiungere”, aveva tagliato corto Carney. A quel punto dopo alcuni giorni il Cook ha ricevuto l’ordine di ritirarsi ed uscire dal Mar Nero.

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