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Paraguay: indigeni contro azienda brasiliana

Basta con la deforestazione abusiva perpetrata dalla società brasiliana Yaguarete Pora S.A.!: è quello che chiedono gli indigeni Ayoreo Totobiegosode, unico popolo originario dell’America – fatta eccezione per quelli amazzonici – che ancora conta comunità senza contatto con i ‘bianchi’, tornando a denunciare gli abusi dell’impresa, ampiamente nota al livello internazionale per i suoi illeciti. Gli Ayoreo, le cui terre si estendono dal sud della Bolivia al sud del Chaco paraguayo, reclamano un intervento urgente per fermare Yaguarete Pora che continua ad abbattere foreste illegalmente in un’area considerata dallo Stato riserva culturale e naturale nonché parte del territorio ancestrale dei nativi.

Secondo Julio Duarte, avvocato degli Ayoreo, esistono studi geografici, giuridici e antropologici sufficiente a dimostrare che il territorio appartenente storicamente agli Ayoreo copre 550.000 ettari che gli indigeni reclamano dal 1993, quando i primi gruppi cominciarono ad abbandonare i propri insediamenti fuggendo dal disboscamento selvaggio. Duarte ha ricordato quindi che la società brasiliana sta incorrendo in un palese reato violando una risoluzione governativa e una sentenza della Corte dei conti: ciononostante la segreteria per l’Ambiente (Seam) le ha rinnovato la licenza ad operare, sebbene esistesse una risoluzione che condizionava la proroga alla presentazione di un nuovo studio di impatto ambientale, cosa mai avvenuta.

Lo scorso aprile, inoltre, il Consiglio nazionale dell’Ambiente (Conam) aveva raccomandato alla Seam di cancellare la licenza concessa a Yaguarete Pora dopo aver esaminato i rapporti delle commissioni per la Biodiversità, i Popoli indigeni, la Legislazione ambientale e gli Affari internazionali del Congresso. Secondo la Commissione per i Popoli indigeni, la licenza “viola le norme legali nazionali e internazionali, specialmente per quanto riguarda la protezione delle terre e il dovere, per il governo, di consultarsi con i popoli indigeni”.

L’ultima denuncia formale presentata dagli Ayoreo alla magistratura e all’Istituto nazionale dell’indigeno (Indi) è esplicita: la vita dei nativi in isolamento volontario è in grave pericolo per la devastazione crescente del loro territorio.

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